“Quando venne censurata l’immaginazione”

gennaio 20th, 2017

hajdu

“… il disegno a tutta pagina di apertura di una storia, “Avventura amorosa”, fu pubblicato con la testa di un’affascinante ragazza bionda che galleggiava su uno sfondo interamente nero; tutto il corpo del personaggio era stato cancellato con l’inchiostro e, nel resto della storia, macchie nere coprivano alcune aree delle pagine, mentre le nuvolette di testo avevano spazi bianchi da cui erano state cancellate delle parole, censurate come le lettere dei carcerati, come se gli sceneggiatori e i disegnatori di albi a fumetti fossero stati davvero criminali incalliti…” Continua a leggere »

Orientamento 2017 – Punto cieco democrazia

gennaio 12th, 2017

seamistIl ministero degli Esteri della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, subito dopo il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, ha espresso ‘a caldo’ un parere negativo sul suo esito. Pur riconoscendo la chiara volontà degli elettori e limitando diplomaticamente le conseguenze del risultato a una crisi di governo, ha giudicato questo un contributo assolutamente non positivo in uno dei periodi più difficili per l’Europa. Renzi avrebbe fatto ‘ciò che è giusto e necessario’, ma non sarebbe stato per questo ‘ricompensato’ dai cittadini (implicitamente ingrati, dunque). Ora, viene da chiedersi, come può uno dei più importanti e stimati politici della Germania e del mondo esprimere un tale giudizio di valore che testimonia la mancanta conoscenza dei pericolosi contenuti della riforma? Non li conosce – e allora bisogna rivedere in parte il giudizio sulla sua figura – oppure li conosce, ma vede soltanto alcune potenziali conseguenze sul piano politico-economico che essi potrebbero garantire e non le gravi conseguenze sul piano democratico? E allora, bisognerebbe a maggior ragione rivedere il giudizio sulla sua figura.
Tralasciando altre ipotesi, più maliziose, ciò è comunque sufficiente per affermare che la questione della democrazia era nel suo discorso un ‘punto cieco’. Continua a leggere »

C’era una volta in Turkmenistan

dicembre 1st, 2016

campomarzio

Ad Aşgabat, capitale del Turkmenistan, paese dell’Asia centrale che si affaccia sulle rive orientali del Mar Caspio, esiste una statua equestre del suo attuale Presidente, Kurbanguly Berdymukhamedov, realizzata nel 2012. Alta sei metri e ricoperta d’oro, la statua gira seguendo e indicando il corso del sole. Così il “Protettore” – questo l’epiteto del dentista Berdymukhamedov – segue le orme del suo predecessore, già Presidente assoluto e ‘Padre dei Turkmeni’. Si tratta di elementi di un culto politico della persona del ‘monarca’ divinizzato, mediatore dell’ordine del mondo, che ben si confanno ad un regime premoderno. Apparentemente molto lontano da noi. Continua a leggere »

La costruzione del consenso

novembre 9th, 2016

chomskyLa paura della democrazia è profonda. Alexander Hamilton lo espose chiaramente quando descrisse il popolo come una ‘grande bestia’ da cui le élite governanti dovevano essere protette”.
In questa recensione affrontiamo il problema di come l’educazione sia influenzata dalle ideologie politiche. Da diversi anni Noam Chomsky espone la sua credibilità di eminente studioso di linguistica per sferrare pesanti attacchi alla politica americana; questa sua pressante richiesta di trasparenza, onestà e reale democrazia lo ha fatto ritenere “uno dei più importanti pedagogisti della storia”, nonostante non si occupi di teorie dell’istruzione, bensì di strutture grammaticali del linguaggio – da una parte – e di sistemi politici democratici – dall’altra. Continua a leggere »

Invito alla “lucidità”: la necessità di respingere la riforma costituzionale come premessa per un cambiamento democratico del paese

ottobre 30th, 2016

emblemobile

Intendo svolgere una considerazione preliminare che prescinde in prima battuta dai contenuti della riforma costituzionale su cui si deciderà con voto referendario nel prossimo dicembre. ‘Cambiare’ non vuol dire necessariamente ‘cambiare in meglio’. Può significare anche cambiare in peggio e in molto peggio. Ora, questa banale constatazione sarebbe superflua, se non fosse che tanto i promotori della riforma, quanto altre personalità pubbliche (si pensi alle dichiarazioni di Roberto Benigni o di Massimo Cacciari), con un movimento di pensiero surrettizio, utilizzano come premessa più o meno implicita, ma evidente, l’idea che l’attuale riforma in quanto cambiamento sia meglio. Certo, è difficile non concordare sul fatto che l’Italia abbia bisogno di voltare pagina. Ma quello che fa la riforma – anticipiamo così il nostro giudizio sui contenuti – è in realtà l’opposto: cercare di costituzionalizzare il peggio, cioè quasi di sancire paradossalmente il non cambiamento. In altre parole, se in Italia le cose vanno male per la democrazia e per la società civile, per il lavoro e per gli investimenti, ecco che ora arriva una riforma che nella sostanza intende legittimare le tendenze peggiori; e nulla garantisce che ciò porterà benefici all’economia. In fondo, anche in altri interventi di cosiddetta riforma è proprio questa la cifra politico-culturale degli ultimi anni: trasformare l’attuale ‘costituzione materiale’ nel paese – il suo concreto funzionare male – in costituzione formale – cioè nella legge fondamentale della Repubblica -, così da neutralizzare una delle più grandi risorse per il cambiamento in senso democratico che ci rimangono: la nostra carta costituzionale. Continua a leggere »

Il corpo che ci unisce

settembre 30th, 2016

 

nancy

“La mie mani si toccano, il mio corpo riconosce se stesso venendo a sé da un fuori che è, esso stesso, intento nell’atto di recuperare il mondo che è fuori di sé.”
Il corpo umano visto da un filosofo si trasforma in un formidabile pretesto per lanciarsi in associazioni simboliche. Viviamo tutt’uno col nostro corpo, avvertiamo la nostra identità personale come identità corporea, basta però soffermarsi un attimo a riflettere insieme ai filosofi per capire quanto sia arduo l’obiettivo di individuare la sede della coscienza: Dove sono io dentro al mio piede, alla mia mano, al mio sesso, al mio orecchio? Dove sono io in questo viso, nei suoi lineamenti, nelle sue tracce, nelle sue obliquità e nei suoi tremori? Chi sono io nei contorni di questa bocca che dice «io»?Ponendosi queste domande si può arrivare a considerare il proprio corpo come un’alterità da se stesso, un vero e proprio corpo estraneo. Quindi ogni corpo è estraneo agli altri. Eppure ci permettiamo di diffidare di altri corpi che chiamiamo “stranieri”, quando un momento di riflessione è sufficiente per sentirsi stranieri a se stessi. Continua a leggere »

Per una cultura politica repubblicana

settembre 19th, 2016

furrow

“Gli ordinamenti costituzionali e le leggi, anche i migliori, non sono sufficienti a proteggere la repubblica dall’aggressione esterna, dalla tirannide e dalla corruzione se non sono sostenuti da quella particolare forma di saggezza che fa capire ai cittadini che il loro interesse individuale è parte del bene comune; da quella generosità dell’animo e da quella giusta ambizione che li spinge a partecipare alla vita pubblica; da quella forza interiore che dà la determinazione di resistere contro i potenti e gli arroganti che vogliono opprimere. Ma quella saggezza, quella giusta ambizione, quella generosità dell’animo non sono altro che i diversi aspetti di quella virtù che gli scrittori politici repubblicani chiamavano virtù civile, perché è la virtù di chi vuole e sa vivere come cittadino. Il cuore del repubblicanesimo è la carità laica, ovvero quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime. Proprio perché è figlia della carità, la politica repubblicana non aspira a rendere gli uomini felici, ma a ridurre la sofferenza umana.” Continua a leggere »

Verità nascoste

agosto 25th, 2016

moore

Le parole si susseguono inseguendo le immagini. Una serie di intrighi costruisce un’immagine diversa del paese dell’American Dream e del diritto alla felicità individuale.
“Questa non è casa tua. È piuttosto come se qualcuno avesse tracciato l’ombra dell’America, ne avesse tratto un’impressione e da quella impressione avesse improntato un vasto continente di ombre, governato da fantasmi luminosi, spettri e sagome.” Continua a leggere »

L’Istituto Comprensivo 9 di Bologna: la scuola del futuro

luglio 8th, 2016

aula3_geografia3Avanguardie educative, nuove tecnologie digitali, modernità; e ancora tradizione, inclusione, interesse per i bisogni degli alunni più fragili e considerazione per le ambizioni di quelli dotati: questo, e molto altro, è l’Istituto Comprensivo 9 di Bologna, polo 3.0, ente di formazione per i docenti, luogo in cui nasce una pluralità di progetti che lo qualificano come eccellenza, tra le poche d’Italia.
Un riconoscimento importante, che mi coinvolge in prima persona perché da cinque anni insegno al suo interno: e il contatto con colleghi e situazioni stimolanti mi ha consentito di ampliare enormemente il bagaglio delle mie competenze professionali, nonché di arricchire sul piano umano.
Ciò mi ha spinto a scrivere per il blog un ‘post-esperienza’. Continua a leggere »

Arte e libertà?

giugno 29th, 2016

todorov

“Quando l’ideale cessa di essere un semplice orizzonte e si trasforma in regola di vita quotidiana, il risultato è disastroso: è il regno del terrore. La storia ci insegna che il sogno romantico, il doppio rovesciato dell’utopismo politico, pur infinitamente meno mortifero, non è minor portatore di inganni”. Continua a leggere »


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