“Il futuro è la sola ipotesi concepibile”

agosto 21st, 2018

“Forse stiamo imparando a cambiare il mondo prima di immaginarlo, a guardare verso l’avvenire senza proiettarvi le nostre illusioni. Elaborare delle ipotesi per testare la loro validità, spostare progressivamente e prudentemente le frontiere dell’ignoto: ecco ciò che ci insegna la scienza, ciò che dovrebbe promuovere ogni programma educativo e a cui dovrebbe ispirarsi qualunque riflessione politica.”
Questa premessa ci ricorda che per costruire il futuro occorre avere un progetto, meglio se sostenuto da ideali, da portare avanti senza presunzione ma con l’intento di testarlo e migliorarlo strada facendo. Una riflessione su come andare verso il futuro accoglie necessariamente ampie argomentazioni e contiene uno strato pedagogico di fondo, per questo ne parlo nell’ambito delle recensioni sull’insegnamento, poiché un progetto talmente complesso necessita di una acculturazione: “Si delinea così la sola utopia valida per i secoli a venire, le cui fondamenta andrebbero urgentemente costruite o rinforzate: l’utopia dell’istruzione per tutti, la cui realizzazione appare l’unica possibile per frenare, se non invertire, il corso dell’utopia nera che oggi sembra in via di realizzazione.” Read the rest of this entry »

Pedagogia del coraggio

luglio 28th, 2018

“… siccome il coraggio cresce soltanto in relazione al cambiamento, diventa evidente che nei periodi di sazietà l’uomo rischia di smettere di essere coraggioso, dissipando la necessità di criticare e di indignarsi.”
Tra le esigenze avvertite oggi dalla pedagogia, immersi come siamo in un panorama di stordimento generato dai mass-media e dalla rete, la carenza di iniziativa personale può essere avvertita come una vera emergenza, affiancata da altre forme assolute di gravità, come la mancanza di attenzione, le droghe e il disinteresse per la cultura. Per far fronte alle difficoltà del presente e prepararsi al futuro occorre avere una spinta, una motivazione, ma senza qualche dose di coraggio non è possibile mettere in atto ciò che serve per affermare se stessi e modificare la realtà. Può sembrare che i giovani, in quanto tali, siano naturalmente predisposti all’azione, quando non alla ribellione, invece capita che in questi ultimi anni si stiano diffondendo episodi di panico nei confronti della vita quotidiana, persino in assenza di motivazioni. Deve destare preoccupazione qualcosa di così inaspettato, per la diffusione che questo fenomeno sta assumendo e per la sua stessa natura: una paura esagerata o ingiustificata provata da chi non dovrebbe aver altro che il desiderio di affrontare e cambiare il mondo. Read the rest of this entry »

Una matita agli arresti

giugno 3rd, 2018

Quando venne il mio turno, la guardia si mise a scrivere, su uno di quei registri, tutta la mia vita, dalle origini fino ai giorni nostri. Un’altra guardia mi prese tutti i soldi che avevo in tasca e la matita. Ah, finalmente sono riusciti a prenderla la famigerata matita, che Turati chiamò ‘l’epicentro del terremoto che squassava la baracca borghese’. Era tanto tempo che le facevano la posta! ‘Encomio solenne alla guardia Salvatore Mongibello, per avere, la sera del 1° dicembre 1926, nelle carceri di Milano, disarmato un nemico.

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Bilancio 2017 – La moralità dello 0 a 0

novembre 19th, 2017

1319587_20151026_pasolinicalcioOriginariamente il post per i dieci anni del blog avrebbe dovuto essere dedicato al tema ‘indipendenze e egoismi’. Avrebbe brevemente trattato una tendenza attuale, quella a richiedere una forte autonomia se non una separazione, più o meno fondata su legittime ragioni culturali e politiche, da parte di alcune regioni europee: tendenzialmente quelle ricche (Catalogna, Veneto e Lombardia, Fiandre). E assolutamente non marginale sarebbe stata in tal senso la questione fiscale: si pensi al malumore espresso anche dalle regioni del Sud della Germania in questo ambito, che sostengono con le loro tasse la società del più florido paese europeo. Si sarebbe così fatto notare l’intreccio tra ragioni politiche condivisibili e moti di egoismo, tutt’altro che atipici in epoca neoliberista. Read the rest of this entry »

L’arte come riscatto civile

ottobre 9th, 2017

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“Si potrebbe anche considerare il quadro come un esempio dell’opera di agitatori comunisti, che gridano alla massa martoriata che il quadro mostra della gente che è stata tanto stupida da difendere la patria in una trincea, o gente caduta sul campo del disonore… Giusta valutazione del quadro sarebbe considerarlo quale ‘degradazione’ del soldato tedesco caduto al fronte, del soldato tedesco che meriterebbe invece un monumento celebrativo alla sua morte d’eroe.”
Queste parole furono scritte nel 1933 riferendosi a un dipinto di Otto Dix, di cui mostriamo in apertura un dettaglio da un’altra sua celebre opera, il “Trittico della guerra”, dove i corpi umani e la stessa materia pittorica vivono e muoiono nel degrado. L’autore dello scritto era tale Richard Müller, nella recensione di una delle prime esposizioni allestite per denigrare l’arte contemporanea, al momento di presa del potere da parte del nazismo. In queste righe vediamo ingenuamente espressi diversi aspetti problematici che ancora oggi non hanno trovato soluzione nel pensiero comune: il valore della patria, la giustificazione delle guerre, la gestione del consenso pubblico, l’incomprensione dell’arte come denuncia e, in generale, del suo ruolo nella società. Read the rest of this entry »

Corpo, spirito, tecnica: Bill Viola

agosto 13th, 2017

viola_1L’evoluzione della storia mentale, nella cultura occidentale, descrive la sostituzione del corpo come strumento di conoscenza con la ragione e con la logica….” Nel panorama artistico contemporaneo la notorietà viene raggiunta essenzialmente attraverso due vie: in virtù di ricerche introspettive, spesso ermetiche, non comprensibili né intuibili senza la lettura della critica specializzata che si esprime con complessi riferimenti semiologici; agli occhi del grande pubblico grazie a trovate che devono necessariamente suscitare scandalo, per raggiungere la soglia di quell’attenzione oggi carente, iperstimolata e annoiata allo stesso tempo. Pochi sanno integrare un valore aggiunto, che era la base del successo dell’arte del passato, ovvero una forma estetica che susciti emozioni: tra questi spicca Bill Viola, artista americano di origini italiane che si esprime con gli strumenti messi a disposizione dall’elettronica, nell’alveo di una nuova musa ormai chiamata videoarte. Read the rest of this entry »

La tecnica come sapere incorporato

luglio 9th, 2017

combi“Il corpo è conoscenza, dà senso, crea relazioni: ma la tecnologia interviene, supera la tecnica, in parte le si sovrappone e con essa coesiste, produce la macchina modificando gli spazi, i tempi, le relazioni, la comunicazione: ogni qualvolta si compie una rivoluzione tecnica si compie anche una rivoluzione culturale perché i grandi sistemi tecnici sono pure sistemi culturali.” Read the rest of this entry »

“Come vivere liberi ?”

febbraio 22nd, 2017

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“Mio padre impiegò novant’anni a cadere dal quarto piano…”

Antonio Altarriba nacque a inizio Novecento in una povera famiglia della campagna spagnola. Trascorse una vita difficile: non si accontentava di sopravvivere, lui voleva vivere, conoscere, combattere i soprusi e sentirsi libero, sognava di volare. Non ci riuscì. Le circostanze della quotidianità, il peso degli eventi storici, la falsità di tanti, i sensi di colpa e di incapacità lo sconfissero in continuazione e può anche essere che non si sarebbe sentito vivo in nessuna situazione. Non sopportando oltre quella esistenza frustrante, arrivò infine a togliersi la vita.
Antonio Altarriba è uno scrittore, un docente universitario. Suo padre gli aveva raccontato tante vicende, tanti dettagli di quella vita dura e solo di rado punteggiata di felicità. Antonio convinse Antonio a mettere per iscritto tutti i suoi ricordi; il figlio e il padre, che condividevano lo stesso nome, arrivarono a identificarsi uno nell’altro (“Io vivevo in lui quando ancora non era nato ed egli vive in me ora che è morto”). Non riuscendo a mettere fine al proprio travaglio in questa vita, il padre chiese al figlio di aiutarlo ad uccidersi, salvo poi rendersi conto di non potergli addossare una simile responsabilità. Così trovò il modo di eludere la sorveglianza nella casa di riposo dove era relegato e, dal quarto piano, finalmente potè volare. Il figlio raccolse le memorie che il padre aveva scritto in duecentocinquanta pagine fitte di sensazioni disordinate, li integrò con quel che rammentava dei suoi lunghi racconti e decise di pubblicarli, come per dare un senso a quella vita e mettersi in pace col suo ricordo. Read the rest of this entry »

“Quando venne censurata l’immaginazione”

gennaio 20th, 2017

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“… il disegno a tutta pagina di apertura di una storia, “Avventura amorosa”, fu pubblicato con la testa di un’affascinante ragazza bionda che galleggiava su uno sfondo interamente nero; tutto il corpo del personaggio era stato cancellato con l’inchiostro e, nel resto della storia, macchie nere coprivano alcune aree delle pagine, mentre le nuvolette di testo avevano spazi bianchi da cui erano state cancellate delle parole, censurate come le lettere dei carcerati, come se gli sceneggiatori e i disegnatori di albi a fumetti fossero stati davvero criminali incalliti…” Read the rest of this entry »

Orientamento 2017 – Punto cieco democrazia

gennaio 12th, 2017

seamistIl ministero degli Esteri della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, subito dopo il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, ha espresso ‘a caldo’ un parere negativo sul suo esito. Pur riconoscendo la chiara volontà degli elettori e limitando diplomaticamente le conseguenze del risultato a una crisi di governo, ha giudicato questo un contributo assolutamente non positivo in uno dei periodi più difficili per l’Europa. Renzi avrebbe fatto ‘ciò che è giusto e necessario’, ma non sarebbe stato per questo ‘ricompensato’ dai cittadini (implicitamente ingrati, dunque). Ora, viene da chiedersi, come può uno dei più importanti e stimati politici della Germania e del mondo esprimere un tale giudizio di valore che testimonia la mancanta conoscenza dei pericolosi contenuti della riforma? Non li conosce – e allora bisogna rivedere in parte il giudizio sulla sua figura – oppure li conosce, ma vede soltanto alcune potenziali conseguenze sul piano politico-economico che essi potrebbero garantire e non le gravi conseguenze sul piano democratico? E allora, bisognerebbe a maggior ragione rivedere il giudizio sulla sua figura.
Tralasciando altre ipotesi, più maliziose, ciò è comunque sufficiente per affermare che la questione della democrazia era nel suo discorso un ‘punto cieco’. Read the rest of this entry »