Archive for febbraio, 2008

Dentro la globalizzazione

venerdì, febbraio 29th, 2008

squartostato (T. Watanabe)squartostato (T. Watanabe)squartostato (T. Watanabe)squartostato (T. Watanabe)

“La creazione della ricchezza sta per emanciparsi finalmente dalle sue eterne connessioni – vincolanti e irritanti – con la produzione, l’elaborazione dei materiali, la creazione dei posti di lavoro, la direzione di altre persone. I ricchi avevano bisogno di poveri per diventare e restare ricchi; e tale dipendenza mitigava sempre i conflitti di interesse e faceva fare qualche sforzo, per quanto tenue, per prendersi cura degli altri. I nuovi ricchi non hanno più bisogno dei poveri.”

 

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Memi: i nuovi replicatori

mercoledì, febbraio 20th, 2008

Sequenza del patrimonio memico del blog Attraverso lo specchio.

[L’immagine è stata ottenuta utilizzando il programma Web2DNA che analizza i tag html che caratterizzano un dato sito web e li codifica trasformandoli in un’immagine unica ispirata a quelle ottenute con un sequenziatore di DNA. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito: WEB2DNA Art Project ]

Il termine meme viene coniato dal celebre biologo Richard Dawkins, che gli dedica un intero capitolo del suo libro “Il gene egoista” (1976). Tutto il testo è estremamente affascinante e ci conduce nell’esplorazione del mondo dei geni descrivendoci con dovizia di particolari, ed un rigore scientifico impeccabile, quello che possiamo definire il “comportamento darwiniano” di queste strutture molecolari che sono alla base della nostra vita. Sicuramente avremo occasione di dedicare un post a questo libro, ma per ora vorrei concentrarmi sul capitolo con il quale R.D. introduce l’idea di meme.

Prendendo a prestito le parole di N.K. Humphrey, collega di R.D. citato dallo stesso autore nel corso del capitolo in questione, riusciamo a capire meglio quello che è possibile intendere usando questo termine: “[…] I memi dovrebbero essere considerati come strutture viventi e non soltanto in senso metaforico, ma anche tecnico. Quando si pianta un meme fertile in una mente, anche il cervello ne viene letteralmente parassitato e si trasforma in un veicolo per la propagazione del meme, proprio come un virus può parassitare il meccanismo genetico di una cellula ospite. E questo non è soltanto un modo di dire: il meme che predispone, diciamo, a “credere nella vita dopo la morte” si realizza fisicamente, milioni di volte, come una struttura del sistema nervoso degli uomini di tutto il mondo”.

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L’epoca delle passioni tristi

sabato, febbraio 9th, 2008

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Gli autori di questo saggio sono due psichiatri che operano in Francia, presso un centro per la cura delle malattie psichiche di bambini e adolescenti. Di fronte alla crescente richiesta di aiuto rivolta loro, hanno voluto interrogarsi sulla reale entità e sulle origini della massiccia diffusione delle patologie mentali tra i giovani (e gli adulti: è estremamente riduttivo considerare i giovani come unici “protagonisti” del libro). Dalle loro ricerche è emersa la presenza di un malessere diffuso, di una tristezza comune a tutte le fasce sociali. Le cause di queste sensazioni di impotenza e di disgregazione sono dovute a vari fattori, il più importante dei quali sembra essere “il cambiamento di segno del futuro”, che da luminoso e promettente è diventato oscuro e minaccioso. Il futuro, per quanto portatore di nuove conoscenze, non condurrà alla soppressione delle sofferenze umane e neppure alla risoluzione della crisi della società che, da qualche decennio a questa parte, rende tutti instabili, insicuri e pieni di angosce di ogni genere. Le “passioni tristi” dei ragazzi sono il segno visibile di questa crisi. Esiste la possibilità di uscire dai “sintomi” che la rendono visibile, e cioè dal dolore, dall’ansia, o addirittura dalla malattia mentale vera e propria? Il problema non è uscirne, dicono gli autori: è piuttosto quello di insegnare ai pazienti ad “assumere il proprio destino” e a scoprire le proprie potenzialità, al di là di ciò che li rende diversi rispetto alla cosiddetta “norma”.

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