
“Con il termine “Mutilazioni Genitali Femminili” (MGF) si intende una serie di pratiche, diffuse in molti paesi, che mirano ad alterare la conformazione degli organi genitali femminili esterni per finalità non terapeutiche.†(Mazzetti); “Le MGF causano gravi danni alle bambine e alle donne adulte e frequentemente provocano patologie più o meno gravi a breve e a lungo termine. Gli effetti sulla salute dipendono dall’estensione della mutilazione, dall’esperienza dell’operatore, dalla sterilità degli strumenti con cui viene eseguito l’intervento e dalle condizioni di salute della bambina o della donna nel momento in cui subiscono la mutilazione” (Sacchetti); “dietro alle MGF non c’è il gusto del macabro di una violenza gratuita, ma un substrato nel quale le donne che portano sul proprio corpo la mutilazione sono immerse: le loro radici, la loro terra, i loro genitori, quanto avevano di più caro prima di lasciare il paese di origine. E quanto probabilmente continua almeno in parte, a dare senso, significato e giustificazione alla loro esistenza. […] le MGF non sono mai approvabili, e vanno combattute con fermezza, perché provocano danni gravi e irreversibili alle donne. Ma non vanno combattuti i sistemi entro cui si sono sviluppate, ne tanto meno le donne che le hanno subite” (Mazzetti). (continua…)