Archive for novembre, 2008

Il futuro del ’68

sabato, novembre 29th, 2008

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“La poderosa fabbrica – moderna e postmoderna – dell’idiozia a presa rapida, che depersonalizza gli individui (e le collettività) nella passività connivente, fa leva sulla rottura e il nascondimento del nesso causa-effetto. Occultato il rapporto esistente fra profitto-tecnica-potere da una parte e sfruttamento-alienazione-eterodirezione dall’altra, la condizione di impotenza delle persone appare come un risultato “naturale”, il portato di una situazione “normale” e inevitabile. […] Ecco un’altra ragione essenziale per cui il potere dominante ha un interesse strategico a distorcere e occultare il significato profondo del Sessantotto. Infatti: da lì – da allora – viene la dimostrazione, teorica e pratica, che il “re” può essere messo a nudo, e destituito. E che noi – ognuno di noi insieme agli altri – possiamo costruire un mondo nuovo. Di consapevoli, e di artefici del proprio futuro.” (altro…)

Orientamento – Gutta cavat lapidem

giovedì, novembre 20th, 2008

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Attraverso lo specchio ha compiuto un anno. La ricorrenza ci rende piuttosto orgogliosi, soprattutto se si considera che il blog, pur essendo un’iniziativa senza carattere istituzionale (non c’è dietro alcuna associazione), ha mantenuto un bioritmo costante, a differenza di tante altre forme di vita del web che hanno esistenze effimere, intermittenti, vegetative. (altro…)

Mal di scuola

giovedì, novembre 20th, 2008

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“L’altro giorno è venuto da me [Laura, professoressa di lettere a Torino] un padre, una persona perbene e benestante. Mi prende da parte, con tono da confessionale. «Ieri a cena è successa una cosa terribile. Mio figlio mi ha mandato affanculo, e io non ho saputo reagire. Cosa devo fare?» Laura abbozza una risposta, prova <a> dire quel che pensa: «Ma scusi, suo padre cosa avrebbe fatto?». Lui si inalbera: «Ah no, lei mi sta invitando a dare una sberla a mio figlio, questo non posso accettarlo». E allora continua a farti mandare affanculo, ha pensato Laura. Ma non lo ha detto. Lo ha salutato cortesemente, con un sorriso. Gli insegnanti arrivano fino a un certo punto, poi tocca anche agli altri, a quelli che stanno fuori.” (altro…)

Bianco su nero: crisi e vitalità dell’antifascismo

domenica, novembre 9th, 2008

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“Il significato epocale della Resistenza risiede esattamente in questo: nel segnare una discontinuità unica nella storia d’Italia, nel suggellare il tentativo di pochi di promuovere a beneficio di molti un mutamento nella forma e nella sostanza delle istituzioni, il passaggio a uno stato democratico, la creazione di nuovi rapporti sociali”. “Insomma, può ben darsi che l’antifascismo giaccia oggi sul suo letto di morte: malato terminale di ritualità, di credibilità, di senilità, e addirittura di eccentricità. Ma può essere che valga la pena di impegnarsi a mantenerlo in vita ancora un po’ – almeno finché non si sia trovato di meglio –  senza meritare con questo una denuncia per accanimento terapeutico. E forse il tentativo è tanto più opportuno, o addirittura necessario nel contesto della vita politica italiana, dove la morte dell’antifascismo rischia di significare non già una rinascita, ma l’agonia della democrazia”. (altro…)


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