Archive for gennaio, 2009

Sperare in un responsabile senso di realtà: l’America di Obama

giovedì, gennaio 29th, 2009

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“Cyril Connolly [critico letterario] ebbe a dire una volta che dentro ogni uomo grasso ce n’è uno magro che lotta per uscire. Sarà Obama (quel ‘tipo ossuto con un nome buffo’, come dice egli stesso) quell’uomo magro per gli Stati Uniti? Rappresenterà quell’America agile, libera, sveglia che vuole liberarsi e uscire dal gigante obeso, sovradimensionato e lento di comprendonio le cui forze armate fanno disastri in tutto il mondo, il cui credito esaurito trascina giù con sé l’economia mondiale, le cui scorie stanno intossicando l’atmosfera nazionale e internazionale, il cui obsoleto arsenale nucleare (insieme a quello della Russia) minaccia ancora oggi ogni forma di vita?”
“Eppure c’è una scelta che si sovrappone a tutte le altre, collegandole tra loro, e che in un certo senso viene prima di tutte le altre: occorre decidere se gli Stati Uniti, fino ad oggi soffocati da una fitta nebbia di illusioni, sapranno disciplinarsi fino a percepire e trattare con il mondo esterno così com’è o se, abbandonando una volta per tutte ogni ragionevolezza, si tufferanno definitivamente in un mondo seducente di fantasia. Questo era l’interrogativo più immediato che si poneva agli elettori e l’elezione di Obama non ha fornito che una risposta temporanea e parziale.” (altro…)

Scienza spa, scienzati, tecnici e conflitti

lunedì, gennaio 19th, 2009

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L’infiltrazione del digitale nel quotidiano è stata tutta tesa all’instupidimento. Come in molti ambiti il libero approccio e la libera sperimentazione sono guardati con diffidenza da chi agisce sui processi di massificazione dei media e delle tecnologie, e quindi c’è stata una volontà precisa di esoterizzare la tecnologia a favore di interfacce comode. Penso che sia stato uno sforzo cosciente, da parte delle grandi lobby di potere a livello planetario, il favorire l’instupidimento di chi usufruisce quotidianamente della tecnologia e di chi potrebbe cercare qualcosa attraverso la tecnologia, anziché sfruttarla strumentalmente per le proprie necessità. L’etica hacker si basa sulla liberazione e sulla ricerca dei meccanismi con cui le cose funzionano. La diffusione del digitale si è basata sull’offuscamento di questi meccanismi.” (Blicero del Laboratorio Hacker di Milano L.o.a.) (altro…)

Orientamento 2009 – Battaglia per i diritti

venerdì, gennaio 9th, 2009

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Prospettive. Si apre il 2009 anche per il nostro blog. L’aver stilato un sintetico bilancio poco più di un mese fa, in occasione del primo anniversario di Attraverso lo Specchio, ci esime dal guardarci ancora indietro e ci induce piuttosto a scrutare l’orizzonte. La vista che il mondo ci offre, come ognuno sa, è tutt’altro che consolante: in un panorama generalmente fosco si distinguono meglio solo nubi cariche di consistenti minacce alla pace, all’equilibrio ambientale, ai diritti fondamentali di centinaia di milioni di uomini. (altro…)

Ehi, bella, compra! Riviste per teenager e stili di consumo

venerdì, gennaio 9th, 2009

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“Possiamo quindi parlare di una politica editoriale che punta decisamente a costruire prodotti che possano colpire i giovani, divertendo e non annoiando, dando principalmente al lettore quello che egli si aspetta dalla rivista […], stando continuamente al passo con i tempi e, in definitiva, mutando al mutare dei gusti e delle tendenze, le quali sono altresì influenzate dalle stesse azioni di magazine come questi che sollecitano continuamente nuovi bisogni, proponendo nuovi beni di consumo e nuove strategie comportamentali, anche importate dagli Usa. In un processo che è tuttavia di tipo reticolare, in un’azione che coinvolge l’intero contesto comunicativo, dove vengono collocati anche gli altri media, e in cui tutti gli attori coinvolti contribuiscono in qualche misura a costruire un certo tipo di immaginario. In questo continuo scambio di input, i giornali per ragazzi si fanno al tempo stesso portavoci di certe tendenze e propositori di altre, in modo che il possesso di un determinato bene di consumo, l’essere alla moda, l’adottare un certo modello comportamentale (meglio se trasgressivo, inteso quindi come solo parzialmente disallineato) diventino un distintivo di appartenenza al gruppo o alla tribù.”
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