Le regole sociali dei mercati finanziari
venerdì, gennaio 29th, 2010
“I mercati finanziari, data l’elevata incertezza che li caratterizza, risultano, più di altri mercati, permeati da idee e teorie che assumono sovente la valenza di mode e manie, cioè di convergenze parossistiche su schemi e comportamenti comuni. Tali mode vengono potenziate dal fatto che il gioco delle aspettative e delle anticipazioni delle aspettative altrui da parte degli speculatori, crea facilmente ‘profezie’ che si autoavverano e, così, bolle speculative positive, se inducono rapidi rialzi nel valore dei titoli, negative, se ne producono la repentina caduta. Le bolle speculative […] si verificano allorquando alti e bassi corsi dei titoli sono sostenuti più da ondate di eccessiva fiducia o di eccessiva sfiducia degli investitori che da una stima coerente e realistica del loro valore.” (continua…)

“l’uomo di successo che si è fatto da solo; il «clan» che ha creato sin dagli inizi e che per lui è una specie di famiglia allargata e rassicurante; il carisma animalesco e ben tangibile [...]; la sua ostentata ignoranza [...] per tutto ciò che è complicato e che va al di là dei sentimenti elementari, delle intuizioni primarie, del diritto di natura [...]; a dirla in breve, si tratta di una mistura sapiente tra la forza della televisione e la democrazia plebiscitaria, che capita in una fase di smarrimento massimo della società e di assenza pressoché completa di ogni principio e autorità. [...] Celentano farà scuola. Ha messo in moto un meccanismo, ha reso visibile il fascino ipnotico della televisione, ha dimostrato che una massa cospicua di italiani è inerme, disponibile alla suggestione di un guru attrezzato per la bisogna, stufa e arcistufa dei farisei di sempre e dei sepolcri imbiancati. Qualcuno prima o poi perfezionerà l’esperienza, la volgerà a un fine mirato e politico”. (Eugenio Scalfari, Il nostro guru del sabato sera, in “La Repubblica” 15 dicembre 1987, cit. a p. 155-156) 
