Archive for aprile, 2010

Un laboratorio di analisi politica sulle forme di democrazia: il processo a Gesù

giovedì, aprile 29th, 2010

©laboratory“Blandire la folla, allora, può essere, in certe circostanze, non un cedimento ma un accorgimento prudente di quanti hanno a cuore prima di tutto la salvezza del governo. Pilato non si è sbagliato a rimettersi alla voce della folla radunata davanti al Pretorio. Voleva sapere da che parte in quel momento spirasse il favore popolare, per potercisi conformare. Pilato democratico, dunque […]? Per nulla. Per andar dietro al favore popolare e assecondare il popolo, non è affatto necessario essere dei demòcrati. Si può, all’opposto, essere dei perfetti autocrati. È degli autocrati di ogni tempo l’ossessione della ‘presa diretta’ sul popolo, della gommosa aderenza allo spirito popolare. Alla fine, Pilato è più vicino allo spirito popolare di quanto non sia Gesù il profeta. I profeti che vengono a ‘mettere il fuoco in terra’ (Lc 12, 49) sono messi a morte dalla folla, a preferenza degli autocrati che si sforzano di blandirla.” (altro…)

Il potere delle credenze

lunedì, aprile 19th, 2010

©cuttingmat
“Proprio come il suono crea onde visibili mentre attraversa una goccia di acqua, così anche le onde delle nostre credenze increspano il tessuto quantistico dell’universo per prendere forma nei nostri corpi, trasformandosi nella realtà che percepiamo durante la nostra vita. Gli esperimenti dimostrano che il fulcro della nostra attenzione cambia la realtà stessa e indicano che viviamo in un universo interattivo.”
La storia dell’Universo è una smisurata e ininterrotta computazione quantistica che ci prospetta le realtà parallele che le nostre credenze trasformano nell’esperienza percepita. (altro…)

La fattoria degli italiani

venerdì, aprile 9th, 2010

“Oggi il populismo ha perso quelle ingenuità [del pieno Novecento] e si presenta in una forma più sofisticata e quindi più insidiosa. Si ammanta infatti di una domanda di “vera democrazia”, al posto di quella attuale, consunta dalla grettezza di una classe politica inetta. Chiede strumenti di partecipazione diretta per far sentire la voce del popolo. Richieste giuste e condivisibili, in linea di principio. Solo che <, in> questa esaltazione del pan-partecipazionismo incappa in una domanda impossibile quando invoca la rimozione di ogni barriera che si interponga tra la volontà dei cittadini e la sua messa in atto: il che significa spazzar via tutti gli istituti di rappresentanza, tutte le istituzioni che rendono possibile il bilanciamento tra i poteri e impediscono il prevalere dell’uno sull’altro. Invece i pesi e i contrappesi sono stati inventati proprio per tenere a freno il popolo il quale, come già sapevano i classici greci, se aizzato dai demagoghi può provocare grandi disastri.” (altro…)


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