Archive for luglio, 2010

L’Italia sul filo del rasoio

giovedì, luglio 29th, 2010

©thread

“A nostro parere, la profonda crisi degli anni Novanta, che prosegue fino ai giorni nostri, pone l’Italia sul filo del rasoio, poiché si tratta di una crisi tanto nel sistema politico – il che implica che alcuni suoi fattori possano risolversi all’interno delle istituzioni – quanto del sistema politico, che esige una vasta trasformazione di insieme. In particolare, l’attuale crisi illustra una volta di più le ambivalenze della politica su un lasso di tempo relativamente lungo, nel caso specifico a partire dalla nascita della Repubblica. In effetti il cambiamento odierno, di considerevole portata, va a braccetto con la continuità. In una doppia direzione: da un lato, perché il contenuto del cambiamento è in parte determinato dalla traiettoria intrapresa dall’Italia repubblicana; dall’altro, perché le attuali mutazioni continuano a esprimersi con un linguaggio arcaico e vengono lette alla luce di stereotipi ormai del tutto sorpassati”.

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Il problema dell’azoto

lunedì, luglio 19th, 2010

©greenline
“L’umanità dipende dai composti contenenti azoto per la fertilizzazione delle coltivazioni, ma il loro crescente uso in tutto il mondo danneggia l’ambiente e mette in pericolo la salute di milioni di persone”. Il problema è sempre più pressante a causa del massiccio uso di combustibili fossili da una parte e la produzione di biocarburanti dall’altra. E’ necessaria un’ottimizzazione di questa risorsa fondamentale per sfamare il mondo, che sta tuttavia distruggendo il pianeta contribuendo pesantemente al riscaldamento globale e alla distruzione della biodiversità. (altro…)

Madre e matrigna: i problemi della chiesa che si affaccia sul terzo millennio

venerdì, luglio 9th, 2010

©pulchra“Le impasse del governo pastorale cattolico-romano sembrano dunque altrettante evocazioni del concilio futuro: se il papato non è in grado di scegliere fra conservazione del celibato e conservazione dell’eucarestia, se nessuno vuol convocare concili nazionali per entrare davvero nell’etnicismo che riesplode, se la pastorale non riesce a iniziare al perdono chi ha patito del modificarsi dei costumi famigliari e delle identità sessuali, se i vescovi fingono di accontentarsi di qualche piccolo trucco nella contabilità pastorale per occultare la discrasia fra sete di vita spirituale e amministrazione dei sacramenti – ebbene, tutto ciò dovrà essere discusso in un concilio, perché solo un concilio potrà trovare quello slancio riformatore che è tanto urgente quanto carente nell’episcopato disperso nell’orbe.”

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