“La scuola sarà sempre meglio della merda”: rileggendo la lettera della Scuola di Barbiana
domenica, agosto 29th, 2010
“Così è stato il nostro primo incontro con voi [gli insegnanti]. Attraverso i ragazzi che non volete. L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo.”. (continua…)

“Il termine globalizzazione ha senso come concetto complessivo per strutture e per interazioni di portata planetaria concretamente descrivibili. Non si tratta invece di un processo autonomo, da considerarsi come movimento storico inarrestabile e come coazione politica oggettivamente ineluttabile. Proprio nel caso di un concetto così ampio bisogna infatti guardarsi dalle essenzializzazioni e tenere presente che anche i grandi macroprocessi sono sempre il risultato dell’agire individuale e collettivo. I legami globali sono costruiti, mantenuti, trasformati e distrutti dagli Stati, dalle imprese, dai gruppi e dagli individui; sono oggetto di conflitti d’interesse e di scelte politiche; producono vincitori e perdenti – ma lo stesso vale anche per la distruzione delle strutture globali. Dietro la globalizzazione si trovano attori globali con differenti visioni e strategie. Molto di ciò che nel suo sviluppo appare obbedire a una sua specifica coerenza dipende anche dalle conseguenze non intenzionali di modi di comportamento che non sono assolutamente orientati in senso globale”. 