Archive for maggio, 2011

La tradizione repubblicana nella storia d’Italia

lunedì, maggio 30th, 2011

©mist&pillar

Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (altro…)

Egitto: segnali dal web

giovedì, maggio 19th, 2011

©figuresinred
18 gennaio 2011 Asmaa Mahfouz (Asmaa Mahfouz) pubblica su YOUTUBE e su FACEBOOK un video in cui chiede al popolo egiziano di scendere in Piazza Tahrir al Cairo il 25 gennaio per la difesa dei diritti umani contro il regime di Mubarak.
Nessuno si sarebbe potuto immaginare che l’evento sarebbe stato uno dei catalizzatori principali della rivolta egiziana: lo spazio web ha fornito le infrastrutture adatte alla diffusione dell’organizzazione anti-regime.
Il cyberspazio influenza sempre più il mondo fisico e strutture di cluster, come telecomix , hanno un ruolo sempre più determinante nel sostegno degli attivisti: già il 9 febbraio 1996 J.P.Barlow (Cyberspace Declaration) descriveva visionari scenari di indipendenza dello spazio internet dai poteri costituiti che oggi sono diventati realtà. (altro…)

Diritto di ingerenza? No, dovere di assistenza

lunedì, maggio 9th, 2011

©missyringe“Il dovere di assistenza esclude l’intervento militare, essendo diretto a beneficio delle vittime, e la guerra, etica o no, raramente è d’aiuto a chi ha subito una violazione dei diritti dell’uomo. Il vantaggio che alcuni ne traggono ha come prezzo di solito la sofferenza di altri. Con ciò non si deve pensare che l’intervento militare sia necessariamente illegittimo. Solo l’Armata rossa poteva forzare i cancelli di Auschwitz, e non possiamo che essere contenti che l’abbia fatto. Ma essenzialmente non fu un’azione umanitaria. È vitale che rimanga chiara la distinzione tra ingerenza militare e assistenza umanitaria”. (altro…)


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