Archive for ottobre, 2012

La marcia fascista su Roma (28 ottobre 1922): un progetto politico antidemocratico fondato sulla violenza

domenica, ottobre 28th, 2012

“Mai come in questo periodo di tempo la legge è divenuta una finzione, che non offre più nessuna garanzia per nessuno. La libertà personale, di domicilio, di riunione non sono più regolate dallo Statuto [Albertino], e neppure dai soli capricci della polizia, ma continuano ad essere alla mercè di qualsiasi capo fascista. Ottanta cittadini sono stati in quest’anno uccisi impunemente dai cittadini che godono il privilegio fascista, e le stesse esecuzioni sommarie, pubblicamente organizzate e condotte, non hanno avuto alcuna sanzione, non che di condanne, neppure di procedimenti giudiziari. Migliaia di cittadini sono stati bastonati, percossi, feriti; centinaia di domicilii invasi o devastati, senza che la polizia se ne sia mai accorta. La libertà di stampa dovrebbe essere garantita dallo Statuto, ma non passa settimana che un giornale non sia o soppresso illegalmente dai Prefetti e dai Questori, o assalito e devastato da fascisti, o per lo meno pubblicamente minacciato di violenza, non tanto per aver commesso reati, ma semplicemente per avere esercitato opera legittima di opposizione. Lo Stato ha finito per perdere ogni autorità. Esso è sostituito o asservito al partito dominante. […] La polizia è esercitata non a vantaggio della Nazione, ma del partito al potere, il quale è anzi entrato addirittura, tutto armato, a costituire esso la polizia. Nessun cittadino sente sopra di sé la vigilanza di uno Stato; ognuno sente solo la minaccia di un partito che è padrone dello Stato […].
Ma la soppressione delle civiche libertà, la confusione della legge con l’arbitrio, dello Stato col partito, hanno essi almeno servito per quella restaurazione economica e finanziaria che doveva salvare l’Italia dal baratro?
[…] col fascismo quasi nulla è mutato nella economia italiana […]. Di nuovo c’è questo solo: la ricostruzione [dopo la prima guerra mondiale] avviene quasi tutta a spese delle classi inferiori e a vantaggio delle più ricche. […] È mutata soltanto, col fascismo, la distribuzione, nella quale si sono avvantaggiati i capitalisti e gli speculatori a danno dei proletari e della piccola borghesia.” (Giacomo Matteotti, Dopo un anno di dominazione fascista, in Idem, Reliquie, a cura di M. Guarnieri, Milano 1924, pp. 293-294, 296; le parole in grassetto sono di chi scrive il post). (altro…)

Social Network: l’incubo delle aziende

domenica, ottobre 21st, 2012


Facebook, Google+, LinkedIn, Skype, Twitter … l’elenco dei social network potrebbe continuare ancora per molto e giungere così ad annoverare un totale di utenti che supera il miliardo. Il tutto genera un quantitativo di flussi di dati elevatissimo tanto da diventare un vero pericolo informatico. I dati passano in maniera incontrollata tra i vari siti e i computer aziendali creando delle vere e proprie falle di sicurezza.
Da un punto di vista di sicurezza informatica sarebbe quindi necessario evitare il traffico di dati su social network in ambiente professionale. Il problema non risiede però nello strumento perché in realtà siti come Facebook sono ben diversi da LinkedIn; gli utenti non sono tuttavia così sensibili nel dividere le relazioni personali con quelle professionali. E’ molto probabile che l’utente poco smaliziato usi la stessa password per l’account di Facebook e per l’accesso all’Active Directory aziendale.
Se la tecnologia di sicurezza delle mail ormai è matura non si può dire la stessa cosa dei servizi nei siti di social networking quindi un terreno fertile per gli hacker che usano questa opportunità per indurre gli utenti a scaricare contenuti maligni come virus o malware.
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Pubblicità e retorica: elementi di analisi per una critica ideologica

martedì, ottobre 9th, 2012

©lips

“La pubblicità è un mezzo per promuovere qualcosa o qualcuno, lodandone i pregi, sorvolando sui difetti e biasimando, più o meno apertamente la concorrenza. Come tale essa fa parte del genere epidittico [cioè elogiativo]”. “La pubblicità, dunque, come l’arte contemporanea, ha imparato ad abitare le forme culturali e sociali e a farle proprie. In questo modo essa funziona come agente attivo e non come semplice messa in scena, il messaggio diventa un oggetto dialettico che il fruitore deve sapere abilmente riconoscere e far funzionare. Questo atteggiamento contraddice una comunicazione e una cultura passiva, generando molteplici riutilizzi.” (altro…)


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