Archive for dicembre, 2012

I riluttanti: il ritrarsi delle élites italiane di fronte alla responsabilità politica

mercoledì, dicembre 26th, 2012

 

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“Nell’accettazione della responsabilità e del rischio, nel compito di guidare – e quindi di elaborare cultura e discorso pubblico, e di affrontare critiche e proposte alternative -, e di creare quindi uno spazio politico per sé e per la società intera, c’è la moralità della politica, dal punto di vista delle élites. Immorale è, per contro, l’élite incolta, inconsapevole, attenta solo ai propri privilegi e politicamente apatica. Riluttante, appunto. O per frenetica faccenderia politica o per neghittosità; o per retorico eroismo o per cinico egoismo.” (altro…)

Il livello degli oceani

mercoledì, dicembre 12th, 2012


27 novembre 2012: si apre la 18esima conferenza mondiale ONU sui cambiamenti climatici in Qatar.
Gli obiettivi principali dell’assemblea a cui partecipano oltre 17000 delegati di 194 Nazioni sono principalmente due: da una parte convincere il Qatar ad adottare misure sulla riduzione delle emissioni e dall’altra convincere il governo cinese ad aderire al protocollo di Kyoto.
Parallelamente si organizzano conferenze tecniche per discutere dei risultati ottenuti sulle misure dei principali parametri ambientali come la temperatura media terrestre e il livello dei mari e degli oceani: ne è un esempio il seminario “Da Sandy a Doha: la sfida del cambiamento climatico” tenutosi a San Servolo e presieduto da Antonio Navarra direttore del Centro Euro-Mediterraneo. Le recenti catastrofi naturali attraggono sempre più l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema del livello dei mari e degli oceani.
Ad oggi la misura del livello degli oceani a livello mondiale è calcolata da due satelliti della NASA in orbita dal 2003, chiamati Tom e Jerry, che hanno svolto una mappatura globale misurando le differenze di gravità su punti della Terra a una distanza di 290 km circa. I dati raccolti durante il progetto GRACE (“Gravity Recovery and Climate Experiment”) mostrano un livello medio di innalzamento di 1 mm all’anno. La cosa che però più sorprende è il fatto che i valori non sono omogenei: ciò equivale a dire che esistono zone dove l’oceano cresce maggiormente, come accade nella zona centro-occidentale dell’Africa e la costa sudamericana all’altezza della foce del Rio delle Amazzoni.
Anche l’agenzia spaziale europea, dopo uno studio di diciott’anni (1992-2010), concorda sulla disomogeneità dei dati, evidenziando variazioni che vanno dai 3 mm annui, come nel caso delle Filippine, fino ai 10 mm, come si registra in Borneo, e ottenendo come risultato una media di poco superiore a quella rilevata dalla NASA. Caso contro tendenza sembra essere quello del Mediterraneo, dove addirittura sarebbe in corso una diminuzione del livello. Ciò sta avvenendo ad esempio nello Ionio, dove si registra un calo del livello delle acque: la condizione di bacino praticamente chiuso si coniugherebbe con una maggiore evaporazione.
L’ IPPC (Intergovemmental Panel on Climate Change) ha fatto una previsione nel 2007 sulla base dei dati prelevati in quegli anni annunciando un possibile innalzamento globale di 30-50 cm entro il 2100: ad oggi gli aggiornamenti condotti sulla base dei nuovi dati raccolti inducono a stimare l’aumento intorno al metro.
L’innalzamento dei mari pare però che non sia direttamente collegato con lo scioglimento del ghiaccio polare; se infatti pensiamo ad un cubetto di ghiaccio in un bicchiere lo scioglimento non fa aumentare il livello di acqua. Resta però il fatto che il livello dei mari su scala globale è in crescita per il consistente scioglimento dei ghiacci della Groelandia e dell’Artico e dei ghiacci alpini e himalaiani; ma soprattutto per il riscaldamento degli oceani che provoca l’espansione delle masse d’acqua.
Torna quindi il punto focale di tutto il discorso il RISCALDAMENTO GLOBALE. (altro…)


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