Archive for marzo, 2014

Educare all’autonomia: il metodo ABA

martedì, marzo 18th, 2014

curtain

M. è una bellissima adolescente di quindici anni; quando ne aveva due, un celebre neuropsichiatra infantile redasse per lei una diagnosi di disordine pervasivo dello sviluppo. Fino ai diciassette mesi, M. aveva osservato interessata il mondo attorno a lei; aveva camminato, parlato e giocato come gli altri bambini della sua età. Poi, un inverno, il distacco, progressivo e lacerante, un lungo momento di non ritorno: gli occhi della bimba non cercavano più quelli della madre e del padre, le parole erano sempre meno, ad un certo punto quasi del tutto assenti, l’atteggiamento verso la vita distaccato e lontano. Crescendo, M. cominciava a manifestare un’estenuante serie di comportamenti problema: ciondolava continuamente, mostrava atteggiamenti ossessivi, urlava in modo penetrante, per ore ed ore, fuggiva in spazi aperti, distruggeva tutti gli oggetti che le capitavano in mano. Le insegnanti di sostegno della scuola materna e primaria, disperate, la rincorrevano dovunque; i loro interventi erano programmati con attenzione, ma non efficaci, e non avevano alcun effetto neppure sul breve periodo. I genitori di M. non accettavano questa assenza di progressi, non tolleravano la visione di una sofferenza così grande per la propria figlia, si preoccupavano per il suo destino in un futuro senza di loro. “Quando non ci saremo più chi vorrà stare con una disabile che urla come un’ossessa e rompe tutto?” si chiedevano continuamente. Poi, nel 2008, la svolta: i due, attraverso una nota associazione, sentivano parlare per la prima volta del Metodo ABA e dei suoi successi nel trattamento dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Il desiderio di trovare nuove strade da percorrere insieme a M. era fortissimo: la bambina, spiegava la specialista del Metodo, poteva diminuire i comportamenti problema, poteva apprendere, poteva migliorare tutte le sue prestazioni. Era necessario che l’intera famiglia cambiasse radicalmente il proprio modo di vivere nell’effettuare il programma che il consulente del Metodo avrebbe realizzato: un programma di 40 ore settimanali, da svolgere a scuola e a casa, con educatori specializzati e genitori coinvolti quali tutor all’interno delle sessioni. Tentare fino all’ultimo era un imperativo per i genitori di M., che ormai frequentava la quarta elementare e che, forse, era ancora in tempo per cambiare. Sono passati sei anni da quel giorno: lo scorso giugno Martina, assistita dall’intero team ABA che la segue ancora oggi, ha terminato la scuola media: i comportamenti problema sono ridotti in modo evidente, le abilità ‘accademiche’ di lettura, scrittura e calcolo davvero discrete, le autonomie e la comunicazione notevolmente migliorate. Martina è, oggi, una persona nuova: a detta dei suoi genitori, una figlia ritrovata. (altro…)

Dove sono gli uomini?

lunedì, marzo 10th, 2014

©inshadow“Ma che succede? Dove sono gli uomini, fisicamente e metaforicamente? Soprattutto, che cosa fanno mentre un esercito di donne li cerca e non li trova? Perché le donne sono tutte in giro, in viaggio, da qualche parte, spesso tra di loro, intente a fare o progettare qualcosa, mentre gli uomini sembra che si siano nascosti e non rispondano alle invocazioni che giungono da ogni parte? […] Gli uomini di questa generazione sono in un non luogo, privi di collocazione e di dimensione, alienati tra lavoro che cambia, vita familiare esplosa, relazioni remote, socialità insoddisfacente. Vengono spinti in questa no man’s land (appunto…) dallo straripare vitalistico, energetico ed esistenziale delle donne, che invece coprono tutto il campo, vivono con passione ed entusiasmo, malgrado i problemi anche enormi, ancora discriminate e oggetto di violenza, ma certamente dotate di un coraggio e di una forza che mai, forse, avevano avuto prima. Certamente superiori a quelli degli uomini (oggi basta davvero poco).” (altro…)


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