Archive for gennaio, 2015

Una storia estetica dell’animale-uomo

giovedì, gennaio 29th, 2015

corpo_2 (1)“La mia rabbia era diretta principalmente verso tre categorie di adulti: i capi militari, i capi politici e i capi spirituali, che insieme avevano causato o perdonato la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.”
Desmond Morris è un ribelle, intellettualmente ribelle. Non si è mai preoccupato di andare contro moralismi e convenzioni, pur di indagare chi siamo veramente al di là delle ipocrisie; avendo sempre come punto focale fisso la nostra natura animale, riconducendo quindi ogni comportamento alla corporeità, escludendo categoricamente le sovrastrutture filosofiche e religiose. (altro…)

Il piano organico del topo

sabato, gennaio 10th, 2015

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“Un bambino dorme. C’è un bricco di latte pronto per il suo risveglio. Un topo si beve il latte. Il bambino, non avendo il latte, strilla e la mamma strilla. Il topo disperato si batte la testa contro il muro, ma si accorge che non serve a nulla e corre dalla capra per avere del latte. La capra gli darà il latte se avrà l’erba da mangiare. Il topo va dalla campagna per l’erba e la campagna arida vuole acqua. Il topo va dalla fontana. La fontana è stata rovinata dalla guerra e l’acqua si disperde: vuole il mastro muratore che la riatti. Il topo va dal mastro muratore: vuole le pietre. Il topo va dalla montagna e avviene un sublime dialogo tra il topo e la montagna che è stata disboscata dagli speculatori e mostra dappertutto le sue ossa senza terra. Il topo racconta tutta la storia e promette che il bambino cresciuto ripianterà pini, querce, castagni, ecc. Così la montagna dà le pietre ecc. e il bimbo ha tanto latte che si lava anche col latte. Cresce, pianta gli alberi, tutto muta; spariscono le ossa della montagna sotto nuovo humus, la precipitazione atmosferica ridiventa regolare perché gli alberi trattengono i vapori e impediscono ai torrenti di devastare la pianura ecc. Insomma il topo concepisce un vero e proprio piano organico di lavoro. È una novella propria di un paese rovinato dal disboscamento.” (Gramsci, Lettere dal carcere, 193, del 1° giugno 1931). (altro…)


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