@mici della rete

wiredfriends-5.jpg

I numeri sono sorpredenti: Facebook (175 milioni di utenti, 5,5 milioni in Italia), Netlog (42 milioni nel mondo, 3 milioni in Italia), Linkedin (36 milioni nel mondo, 400 mila in Italia), Myspace (81 milioni nel mondo, 2,1 in Italia), Badoo (13 milioni nel mondo, 1,5 in Italia), Twitter(6 milioni nel mondo, 8000 in Italia). Una “rete” che interconette milioni di persone, disposte a mettere nudo la loro vita privata. Un nuovo spazio per stringere relazioni virtuali dove però si possono vivere emozioni e provocare effetti molto reali. E’ l’inizio di una nuova era, con vantaggi e rischi inediti.

15 maggio 2009: in occasione di uno dei più grandi attacchi hacker contro gli utenti di Facebook recensiamo @mici in rete, un articolo apparso su “Focus” (n° 199, 2009), scritto da Margherita Zannoni in collaborazione con Roberta Scorranese, giornalista per il “Corriere della sera”.
Le due autrici analizzano le dinamiche che stanno dietro questo nuovo spazio virtuale, prendendo in esame i pregi e i difetti di un mondo che cela attori tra loro molto diversi per cultura, età e obiettivi. In tali realtà del web viene a crearsi un database enorme di identità che condivide gusti musicali, preferenze cinematografiche, libri: un affare di svariati milioni di euro come testimonia l’acquisto di Myspace da parte di Rupert Murdoch per 580 milioni di dollari. Tutto inizia per trovare un vecchio compagno di classe: nasce proprio così nel 1995 il primo social network, costituito da un ingegnere della Boeing per contattare un suo vecchio amico delle Filippine con cui aveva condiviso il periodo scolastico. Il fenomeno conosce subito un vasto seguito, e nel 1997 viene utilizzato come esperimento per valutare la teoria dei 6 gradi di separazione (reti SixDegrees): per raggiungere una persona qualsiasi del pianeta ho bisogno al massimo di 5 intermediari. Questi due primi tentativi con finalità diverse ma molto simili per l’attenzione suscitata aprono la strada all’esplosione del fenomeno che vede prima la nascita di Linkedin nel 2003, seguito subito da Myspace e da Facebook nel 2004, fino ad arrivare a Twitter nel 2006.
Secondo le due autrici il social network sta dando origine ad una mutazione epocale: ne sono testimonianza sia il fatto che alcune importanti informazioni, come gli attentati terroristici di Mumbai, siano passati prima per Twitter che per i tg, sia l’uso massiccio che ne ha fatto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Reti come Linkedin diventano il luogo privilegiato dove trovare un lavoro e allo stesso tempo sono uno dei primi strumenti per verificare la veridicità di curriculum. In questo modo la rete diventa addirittura luogo d’arte: è il caso di Faint heart, film intepretato, sceneggiato e musicato da utenti di Myspace, prodotto dalla Vertigo Film.
Le persone si uniscono condividendo le passioni comuni, ma così come facilmente si stringono nuove amicizie, altrettanto agevolmente si consumano vendette. Non sono rari i casi in cui dei partner, dopo un litigio, si insultano nella rete fino a pubblicare foto compromettenti del compagno o compagna che sia. Gli psicologi sociali come Theodor Newcomb fissano a un tetto di 15 persone la consistenza di una vera rete sociale;al di là di questa soglia le relazioni diventano più superficiali. La media di una rete personale su Facebook supera i 100 contatti perché i legami che si stabiliscono sono poco impegnativi. Dagli ultimi studi emerge tuttavia che, anche se queste relazioni sono artificiali, inducono in noi dei sentimenti reali: ne sono una testimonianza le richieste di divorzio dopo tradimenti puramente virtuali. Le ultime tendenze in materia di social network evidenziano la nascita di reti sempre più specializzate: ne sono un esempio www.hamsterster.com (il social network degli appassionati di criceti), www.lostzombies.com (il luogo d’incontro per cacciatori di zombi), www.hatebook.com (la rete per cattivi), www.beatifulpeople.com (la rete per i belli).


Il social network diventa per molti aspetti una copia virtuale della nostra società e come tale ne riproduce positività e negatività. Indubbiamente Facebook e le altri reti sociali virtuali ci permettono di portare avanti relazioni a distanza e talvolta di risolvere alcune problematiche sociali di aggregazione e comunicazione. Dobbiamo però stare attenti e tutelare le nostre informazioni perché possono essere strumentalizzate per farci comprare e addirittura pensare quello che vogliono “loro”. Gli attacchi hacker di phising e spamming su facebook di qualche giorno fa dimostrano l’importanza e l’interesse che si celano dietro le nostre informazioni, e vanno assolutamente difese…

M.T.

Tags: , ,

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.