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	<title>Commenti a: La questione Ã¨ morale! (Ancora sulla panpolitica)</title>
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	<description>In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica</description>
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		<title>Di: eugenio</title>
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		<dc:creator>eugenio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 08:40:01 +0000</pubDate>
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		<description>Sono contento del commento che mi fornisce l&#039;occasione di aggiungere alcune considerazioni. Leggo l&#039;intervista a Berlinguer sulla questione morale dal 1994, prima di ogni tornata elettorale.
Secondo me Ã¨ un&#039;analisi molto acuta della situazione politica italiana e proprio per questo ho scelto di recensirla. In particolare, ci offre la possibilitÃ  di vedere quanto indietro nel tempo si radichino certi mali della nostra povera repubblica (come si Ã¨ visto nel post sugli anni &#039;70).
Oltre ad idee ed informazioni utili, questa intervista porta chiaramente una critica alla situazione politica odierna, che io ho cercato di esplicitare in parte nel commento: una critica che si rivolge soprattutto alla sinistra.
Condivido il giudizio di Francesca sulla scarsa concretezza della sinistra: a mio avviso parlerei di inconsistenza, celata dietro le pur belle parole del &#039;candidato premier del centro-sinistra&#039; (!!).
Riguardo alla prima considerazione concordo con l&#039;opinione espressa, aggiungendo che l&#039;impegno, morale, nella sfera familiare e comunitaria deve avere, specie in questo momento, una coloritura politica generale: quella della cittadinanza. Dobbiamo essere piÃ¹ impegnati anche nell&#039;agorÃ , cioÃ¨ negli spazi pubblici destinati al governo della comunitÃ , che le tendenze sociali attuali tendono invece a soffocare (come si accennava nel post sulla globalizzazione di Bauman).
Riguardo alla seconda considerazione, condivido innanzi tutto la cocente delusione. La sinistra attuale disattende, coscientemente purtroppo, le esigenze etiche (cosÃ¬ ben espresse da Berlinguer), che dovrebbero muovere la sua azione politica.
Voglio perÃ² soffermarmi sull&#039;ultima osservazione. Mi chiedo infatti se - ma premetto che Ã¨ tutto da vedere, naturalmente - quella che la destra (italiana) propone sia una medicina, per quanto amara. Da un punto di vista generale sono d&#039;accordo che un intervento terapeutico forte sia necessario (inevitabile, addirittura) per questo paese, quale che sia la parte politica al governo. Tuttavia, non vorrei che la destra, per affrontare un disturbo che si manifesta ad esempio con delle macchie cutanee, non ricorra ad operazioni di maquillage esteriore (coprire le macchie) invece di intervenire sulle cause del malanno.
Esemplifico in maniera sintetica e quindi riduttiva delle complesse dinamiche sociali in atto in Italia: l&#039;alta percentuale di episodi di criminalitÃ   che sono stati commessi da cittadini stranieri (spesso extracomunitari) Ã¨ un fatto problematico indubbio, che va affrontato e risolto. Tuttavia, potrebbe essere di non secondaria importanza contrastare non solo i singoli stupratori, gli assassini e le bande di rapinatori, ma cercare di capire perchÃ© questo tipo di comportamento sia cosÃ¬ spesso assunto nel nostro paese, tanto che ogni giorno accadono episodi molto gravi. Si potrebbero fare allora delle considerazioni su quanto spazio sociale abbia in Italia la criminalitÃ  organizzata (per non parlare dell&#039;illegalitÃ ). Uno spazio che Ã¨ offerto al malaffare proprio dai politici, che (secondo i gusti) sono non di rado compiacenti, conniventi, collusi, complici. Insomma, potrebbe darsi il caso che gli stranieri che vengono in Italia (sono ipotesi parziali e provocatorie): 1) si diano al crimine perchÃ© Ã¨ &#039;un&#039;attivitÃ  lavorativa&#039; abbastanza facile, diffusa e ben remunerata (in mancanza di alternative efficaci di integrazione nel mondo del lavoro e, piÃ¹ in generale, nella vita associata); 2) siano spesso persone che giÃ  delinquono e vengono a sfruttare il proprio capitale umano, le proprie competenze in un paese cosÃ¬ accogliente proprio per quel tipo &#039;cervelli&#039;. Forse, allora, il contrasto alla criminalitÃ  organizzata quanto mai deciso (e parlo anche dei colletti bianchi della mafia), potrebbe comportare una riduzione di quei brutti episodi che accadono quotidianamente.
Faccio un ulteriore esempio sempre astratto e semplificato. Quale Ã¨ la migliore ricetta per lo sviluppo economico del paese?
Da certi atteggiamenti e proclami, tanto recenti quanto degli anni scorsi,  la destra, ma non solo, vorrebbe difendere le posizioni, magari attraverso dazi (storicamente, una brutta strada). E&#039; una soluzione efficace? Vedremo, se e in che modo sarÃ  applicata. Mi preme perÃ² dire che una risposta efficace a questa sfida potrebbe venire solo da un potenziamento della scuola e della ricerca. Noi abbiamo bisogno di persone altamente formate per compiere dei salti in avanti nel campo delle tecnologie e dei servizi. Ci vogliono cittadini con capitale umano piÃ¹ ampio, applicabile non solo perÃ² all&#039;ambito della produzione, ma anche ad es. all&#039;uso intelligente delle risorse e, aggiungo, soprattutto alla cittadinanza (su questo aspetto un prossimo post sulle Marche).
Insomma, mi auguro di cuore che siano somministrate delle medicine, che si trovino delle cure: e, da un certo punto di vista, sono fiducioso. Le nostre Ã©lite hanno talmente tirato la corda, che rischiano di rimetterci direttamente le penne (vengono a fondo insieme al paese).
L&#039;esperienza recente mi induce perÃ² ad un certa cautela e, anche, al pessimismo. Spero che non si usino unguenti, pozioni e altri ritrovati da &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ciarlatano&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ciarlatano&lt;/a&gt;, che finiscano per peggiorare la situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono contento del commento che mi fornisce l&#8217;occasione di aggiungere alcune considerazioni. Leggo l&#8217;intervista a Berlinguer sulla questione morale dal 1994, prima di ogni tornata elettorale.<br />
Secondo me Ã¨ un&#8217;analisi molto acuta della situazione politica italiana e proprio per questo ho scelto di recensirla. In particolare, ci offre la possibilitÃ  di vedere quanto indietro nel tempo si radichino certi mali della nostra povera repubblica (come si Ã¨ visto nel post sugli anni &#8216;70).<br />
Oltre ad idee ed informazioni utili, questa intervista porta chiaramente una critica alla situazione politica odierna, che io ho cercato di esplicitare in parte nel commento: una critica che si rivolge soprattutto alla sinistra.<br />
Condivido il giudizio di Francesca sulla scarsa concretezza della sinistra: a mio avviso parlerei di inconsistenza, celata dietro le pur belle parole del &#8216;candidato premier del centro-sinistra&#8217; (!!).<br />
Riguardo alla prima considerazione concordo con l&#8217;opinione espressa, aggiungendo che l&#8217;impegno, morale, nella sfera familiare e comunitaria deve avere, specie in questo momento, una coloritura politica generale: quella della cittadinanza. Dobbiamo essere piÃ¹ impegnati anche nell&#8217;agorÃ , cioÃ¨ negli spazi pubblici destinati al governo della comunitÃ , che le tendenze sociali attuali tendono invece a soffocare (come si accennava nel post sulla globalizzazione di Bauman).<br />
Riguardo alla seconda considerazione, condivido innanzi tutto la cocente delusione. La sinistra attuale disattende, coscientemente purtroppo, le esigenze etiche (cosÃ¬ ben espresse da Berlinguer), che dovrebbero muovere la sua azione politica.<br />
Voglio perÃ² soffermarmi sull&#8217;ultima osservazione. Mi chiedo infatti se &#8211; ma premetto che Ã¨ tutto da vedere, naturalmente &#8211; quella che la destra (italiana) propone sia una medicina, per quanto amara. Da un punto di vista generale sono d&#8217;accordo che un intervento terapeutico forte sia necessario (inevitabile, addirittura) per questo paese, quale che sia la parte politica al governo. Tuttavia, non vorrei che la destra, per affrontare un disturbo che si manifesta ad esempio con delle macchie cutanee, non ricorra ad operazioni di maquillage esteriore (coprire le macchie) invece di intervenire sulle cause del malanno.<br />
Esemplifico in maniera sintetica e quindi riduttiva delle complesse dinamiche sociali in atto in Italia: l&#8217;alta percentuale di episodi di criminalitÃ   che sono stati commessi da cittadini stranieri (spesso extracomunitari) Ã¨ un fatto problematico indubbio, che va affrontato e risolto. Tuttavia, potrebbe essere di non secondaria importanza contrastare non solo i singoli stupratori, gli assassini e le bande di rapinatori, ma cercare di capire perchÃ© questo tipo di comportamento sia cosÃ¬ spesso assunto nel nostro paese, tanto che ogni giorno accadono episodi molto gravi. Si potrebbero fare allora delle considerazioni su quanto spazio sociale abbia in Italia la criminalitÃ  organizzata (per non parlare dell&#8217;illegalitÃ ). Uno spazio che Ã¨ offerto al malaffare proprio dai politici, che (secondo i gusti) sono non di rado compiacenti, conniventi, collusi, complici. Insomma, potrebbe darsi il caso che gli stranieri che vengono in Italia (sono ipotesi parziali e provocatorie): 1) si diano al crimine perchÃ© Ã¨ &#8216;un&#8217;attivitÃ  lavorativa&#8217; abbastanza facile, diffusa e ben remunerata (in mancanza di alternative efficaci di integrazione nel mondo del lavoro e, piÃ¹ in generale, nella vita associata); 2) siano spesso persone che giÃ  delinquono e vengono a sfruttare il proprio capitale umano, le proprie competenze in un paese cosÃ¬ accogliente proprio per quel tipo &#8216;cervelli&#8217;. Forse, allora, il contrasto alla criminalitÃ  organizzata quanto mai deciso (e parlo anche dei colletti bianchi della mafia), potrebbe comportare una riduzione di quei brutti episodi che accadono quotidianamente.<br />
Faccio un ulteriore esempio sempre astratto e semplificato. Quale Ã¨ la migliore ricetta per lo sviluppo economico del paese?<br />
Da certi atteggiamenti e proclami, tanto recenti quanto degli anni scorsi,  la destra, ma non solo, vorrebbe difendere le posizioni, magari attraverso dazi (storicamente, una brutta strada). E&#8217; una soluzione efficace? Vedremo, se e in che modo sarÃ  applicata. Mi preme perÃ² dire che una risposta efficace a questa sfida potrebbe venire solo da un potenziamento della scuola e della ricerca. Noi abbiamo bisogno di persone altamente formate per compiere dei salti in avanti nel campo delle tecnologie e dei servizi. Ci vogliono cittadini con capitale umano piÃ¹ ampio, applicabile non solo perÃ² all&#8217;ambito della produzione, ma anche ad es. all&#8217;uso intelligente delle risorse e, aggiungo, soprattutto alla cittadinanza (su questo aspetto un prossimo post sulle Marche).<br />
Insomma, mi auguro di cuore che siano somministrate delle medicine, che si trovino delle cure: e, da un certo punto di vista, sono fiducioso. Le nostre Ã©lite hanno talmente tirato la corda, che rischiano di rimetterci direttamente le penne (vengono a fondo insieme al paese).<br />
L&#8217;esperienza recente mi induce perÃ² ad un certa cautela e, anche, al pessimismo. Spero che non si usino unguenti, pozioni e altri ritrovati da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciarlatano" rel="nofollow">ciarlatano</a>, che finiscano per peggiorare la situazione.</p>
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		<title>Di: Francy</title>
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		<dc:creator>Francy</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 07:44:55 +0000</pubDate>
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		<description>Due riflessioni:

1a - La morale non alberga in Italia da parecchio tempo e purtroppo non solo nella sfera politica, ma soprattutto nella societÃ . Il male principale della societÃ  moderna? L&#039;idolatria dell&#039; IO: oggigiorno l&#039; unica preoccupazione di un uomo Ã¨ se stesso, non piÃ¹ i propri figli, non piÃ¹ la comunitÃ ; solo ed esclusivamente i propri desideri, le proprie esigenze, i propri problemi. Curiamo prima di tutto il nostro IO partendo dai familiari, dal vicino di casa, dagli amici...........
Concordo che la &quot;panpolitica&quot; Ã¨ un grave male che affligge la democrazia ed il nostro paese, ma ritengo che â€œprima di fare una guerra bisogna diventare bravi soldatiâ€.

2a - Sono una triste donna di sinistra che guarda alla politica con disgusto: non riesco ad avvicinarmi ad una politica di destra cosÃ¬ lontana dal mio modo di pensare, ma non trovo una sinistra concreta che risponda alle esigenze dei cittadini.
Prevenire Ã¨ senz&#039;altro meglio che curare, ma la sinistra dovrebbe spiegarmi come si previene una malattia giÃ  diffusa e radicata, come si previene un male se chi lo dovrebbe curare ne Ã¨ affetto ed infine come la si previene se chi la dovrebbe diagnosticare tace. Io ho timore delle risoluzioni che sicuramente prenderÃ  oggi la destra al governo, ma forse Ã¨ la medicina amara (tanto amara!!) che ci meritiamo per essere arrivati a questo punto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Due riflessioni:</p>
<p>1a &#8211; La morale non alberga in Italia da parecchio tempo e purtroppo non solo nella sfera politica, ma soprattutto nella societÃ . Il male principale della societÃ  moderna? L&#8217;idolatria dell&#8217; IO: oggigiorno l&#8217; unica preoccupazione di un uomo Ã¨ se stesso, non piÃ¹ i propri figli, non piÃ¹ la comunitÃ ; solo ed esclusivamente i propri desideri, le proprie esigenze, i propri problemi. Curiamo prima di tutto il nostro IO partendo dai familiari, dal vicino di casa, dagli amici&#8230;&#8230;&#8230;..<br />
Concordo che la &#8220;panpolitica&#8221; Ã¨ un grave male che affligge la democrazia ed il nostro paese, ma ritengo che â€œprima di fare una guerra bisogna diventare bravi soldatiâ€.</p>
<p>2a &#8211; Sono una triste donna di sinistra che guarda alla politica con disgusto: non riesco ad avvicinarmi ad una politica di destra cosÃ¬ lontana dal mio modo di pensare, ma non trovo una sinistra concreta che risponda alle esigenze dei cittadini.<br />
Prevenire Ã¨ senz&#8217;altro meglio che curare, ma la sinistra dovrebbe spiegarmi come si previene una malattia giÃ  diffusa e radicata, come si previene un male se chi lo dovrebbe curare ne Ã¨ affetto ed infine come la si previene se chi la dovrebbe diagnosticare tace. Io ho timore delle risoluzioni che sicuramente prenderÃ  oggi la destra al governo, ma forse Ã¨ la medicina amara (tanto amara!!) che ci meritiamo per essere arrivati a questo punto.</p>
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