Editoriale 2009 – Battaglia per i diritti
Prospettive. Si apre il 2009 anche per il nostro blog. L’aver stilato un sintetico bilancio poco più di un mese fa, in occasione del primo anniversario di Attraverso lo Specchio, ci esime dal guardarci ancora indietro e ci induce piuttosto a scrutare l’orizzonte. La vista che il mondo ci offre, come ognuno sa, è tutt’altro che consolante: in un panorama generalmente fosco si distinguono meglio solo nubi cariche di consistenti minacce alla pace, all’equilibrio ambientale, ai diritti fondamentali di centinaia di milioni di uomini.
Obama o non Obama. Niente di nuovo, si dirà , certo. Ma è proprio questo il problema: nulla di rilevante sembra stagliarsi in questo orizzonte, nulla che possa fornire per lo meno la fondata speranza di un’inversione di tendenza. Anche l’unico elemento di novità che sembra in qualche modo costituire un’eccezione, cioè il nuovo presidente degli Stati Uniti, necessita di essere messo seriamente alla prova perché si possa accordare piena fiducia alle sue intenzioni politiche.
Febbre locale. Ma non appena si abbandona la visione complessiva dell’orizzonte e si considerano tante situazioni particolari, si coglie invece un fermento diffuso, che interessa variamente tutti tessuti sociali che ricoprono il pianeta. Questa febbre è il segno di una reazione che però solo raramente si manifesta sullo scenario globale in maniera consapevole, traducendosi cioè in un protagonismo politico di scala mondiale.
Dal nostro punto di vista la reazione è in sé positiva, perché si tratta di un’importante attivazione di energia sociale. Tuttavia, gli esiti di questa reazione non sono chiari: potrebbero essere, e sono già in parte, negativi, come ad esempio alcuni episodi di violenza ingiustificata suggeriscono.
Cittadinanza mondiale. Sarebbe necessario invece incanalare tutta questa energia verso obiettivi e valori conformi ad un’idea quanto più possibile aperta – globale, si potrebbe anche dire – di cittadinanza. Intendiamo cioè verso la costruzione e la promozione di un’identità fondata su uguali diritti civili, politici, sociali e culturali per tutti gli abitanti della terra.
Identità pericolose. Tale obiettivo è non solo di realizzazione tutt’altro che facile, ma è anche contrastato da tendenze avverse, che spingono invece verso il rafforzamento delle differenze nei diritti goduti dagli uomini. Ad esempio, tante odierne rivendicazioni identitarie – purtroppo connotate non di rado da razzismo – nascondono una questione di diritti: da quelle religiose a quelle nazionali, da quelle culturali a quelle antisemite. Implicano cioè l’intenzione di escludere, di rimarcare le differenze per separare, e non di integrarle, di metterle insieme su una base di diritti comuni.
Patroni, grazie e favori. Così pure la tendenza, rigogliosa soprattutto nel nostro paese, verso la sempre più ampia costruzione di legami di clientelismo, di patronato, di affiliazione, si contrappone all’affermazione della cittadinanza. Tali strutture di relazione interpersonale comportano infatti non solo la proliferazione di pratiche di corruzione e criminalità , ma più in generale di logiche gerarchiche di preminenza/ subordinazione, che possiamo tradurre concretamente in termini di grazia, favore, raccomandazione. Esse sono il frutto di una polarizzazione della società , in cui i ricchi potenti (i patroni) si pongono in posizione superiore rispetto ai sottoposti (i clienti), i quali beneficiano di certi vantaggi solo quando costituiscono forme di ossequiosa amicizia, se non proprio di fedeltà , con i primi.
Effetti di polarizzazione. Ora questi meccanismi sono presenti da tempo in tutte le società umane complesse e perdureranno ancora: l’impegno dei sostenitori della cittadinanza deve essere però rivolto a restringerne sempre più l’ambito, perché esse appunto prescindono dalla garanzia di un’uguale sfera di diritti per tutti. Nella società polarizzata solo i protetti dei potenti possono infatti accedere ad alcuni beni e servizi che dovrebbero essere generalizzati; molti altri individui no. Uno degli ambiti più delicati in cui questa polarizzazione si manifesta è certamente quello della giustizia, in cui si assiste ad un’altra pericolosa tendenza, quella a gestirla secondo la qualità delle persone: impunità per i potenti e i loro protetti e forca per i piccoli criminali.
Idee e parole come armi. È dunque doveroso, in un’ottica di costruzione della cittadinanza globale, impegnarsi per restringere lo spazio sociale di questo modello di convivenza politico verticale, informale, personalistico e promuoverne invece uno caratterizzato da orizzontalità , collaborazione e soprattutto da garanzia certa di uguali diritti per tutti. Si combatterà dunque una battaglia per la cittadinanza, che noi, nel piccolo del nostro blog, cercheremo di portare avanti proponendo idee che possano orientare i lettori, dal punto di vista dei valori, nelle decisioni prese nella vita quotidiana e contribuire così a incanalare positivamente la loro energia sociale.
C. G. – E. R. – M. T.
