“La Matrix Divinaâ€
Gli ultimi esperimenti quantistici sconvolgono il sapere umano dando vita a una rivoluzione scientifica dalle forti implicazioni fisiche e metafisiche. Le prime conclusioni vanno ben oltre il senso comune, perciò la cautela deve essere una esigenza primaria, anche se questo atteggiamento non deve trasformarsi in chiusura. Ogni rivoluzione scientifica attraversa una fase di scetticismo che coinvolge i protagonisti stessi.
Ogni cosa nell’Universo dalla nostra abbondanza materiale al successo nelle relazioni, dalla pace nel mondo alla guarigione del nostro corpo è parte di un campo intelligente di energia che unisce le cose- la Matrix Divinaâ€.
Parliamo di alcune implicazioni della fisica quantistica, recensendo Matrix Divine, libro scritto da Gregg Braden, uomo fuori dal comune, che, da progettista informatico aerospaziale per la Martin Marietta Aerospace e supervisore tecnico della Cisco System, ha deciso di diventare un esperto ricercatore delle correlazioni tra saggezza del passato e scienza contemporanea.
Esperimenti militari e aerospaziali sembrano confermare che le leggi fisiche e biologiche, come oggi le conosciamo, non sono sufficienti per spiegare la realtà . Il big bang è la chiave di conessione tra tutte le particelle dell’universo. “Apparentemente, quando qualcosa viene unito, resta sempre collegato, che permanga o meno un legame fisico.†Il vuoto si “riempie†di una energia che permea ogni cosa: la matrix del creato (Planck). Il presente, il passato e il futuro vengono intimamente uniti e la matrix diventa un contenitore temporale, fornendo una continuità tra il presente e il futuro.
Esperienze in laboratorio sull’acido desossiribonucleico (DNA), atte a studiare le sue interazioni con particelle elementari, hanno messo in luce la capacità del DNA di influenzare e determinare lo stato dei fotoni, permettendo di studiare per la prima volta, con un esperimento facilmente definibile nei suoi aspetti fondamentali, l’interazione esistente tra le particelle elementari e l’uomo. I risultati ottenuti hanno dello sconvolgente: fotoni distribuiti in maniera caotica all’interno di un cilindro ad alto vuoto assumono una forma ordinata seguendo la doppia elica del DNA dopo esserne venuti a contatto. Ancora più stupefacente è il fatto che lo stato di queste particelle rimane perturbato anche dopo la rimozione dal cilindro del DNA stesso.
Un’altra testimonianza è l’esperimento svolto all’Università di Ginevra nel 1997 atto a separare due fotoni “gemellari†per sondare l’origine locale o non-locale delle leggi fisiche. I due fotoni con proprietà identiche posti a una distanza di 22 chilometri vengono messi nelle condizione di optare fra due percorsi che sono identici. Il risultato è affascinante: i due fotoni il 100% delle volte fanno la stessa scelta. I fisici chiamano questo fenomeno entanglement quantistico. Nasce in questo modo una visione olografica della natura dove cioè il mattone elementare della natura contiene in sé le informazioni del “TUTTOâ€.
Il Big Bang diventa il punto chiave di connessione tra ogni cosa: quello stato iniziale ha creato un collegamento tra tutte le particelle che permane per tutta la storia dell’universo. L’esistenza di questa connessione, che fisicamente è definita da un campo di energia che permea il vuoto stesso, definisce tre principi._Il primo principio definisce che tutto è interconnesso all’interno di questa Matrix Divina. Il secondo principio postula che la matrix divina è olografica, cioè che ogni parte del campo contiene tutto ciò che esiste in esso. Il terzo principio implica che passato, presente e futuro sono intimamente uniti. E’ chiaro che esiste qualcosa – che sia una forza o un campo – che rappresenta la grande rete che collega tutto.
In conclusione B. ricostruisce un ponte tra la conoscenza scientifica e la spiritualità , riconoscendo in questa energia che tutto comprende la mano divina. Un sapere che ha le sue origini nello gnosticismo, risalendo forse alle concezioni cosmologiche delle comunità israelitiche degli Esseni, testimoniate dai rotoli ritrovati nel Mar Morto. Il fattore umano come mostra l’esperimento del DNA sembra partecipare alla creazione del mondo reale come noi lo percepiamo dagli infinite realtà parallele equiprobabili. L’uomo assume una posizione centrale nell’Universo non essendo più un semplice osservatore del creato quanto osseratore partecipativo. Elementi quali lo spirito entrano a far parte di un dialogo scientifico scalpore in ambito accademico. Sono tutte affermazioni che sono al limite del razionale ma non possiamo negare che queste stesse teorie quotidianamente vengono confermate in esperimenti sulle particelle elementari. Ritengo che abbiamo bisogno di nuove risposte alle domande esistenziali – quali chi siamo e da dove veniamo – che tengano conto di queste nuove teorie.
M.T.
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