Biobibliografia

Antonio Altarriba (Saragozza, 1952)

Docente di letteratura francese all’Università dei Paesi Baschi. È autore di romanzi (Cuerpos entretejidos, 1996, La memoria de la nieve, 2002, vincitore del Premio Euskadi de Literatura), di saggi sulla letteratura erotica (Tintín y el loto rosa, 2007, La paradoja del libertino, 2008), di graphic novel (Amores locos, 2005, El brillo del gato negro, 2008, Io assassino, 2015). Ha fondato la rivista Neuróptica e collabora con il quotidiano El Mundo. Abbiamo recensito il suo primo lavoro tradotto in italiano, il fumetto L’arte di volare (001 Edizioni, Torino, 2012), visualizzato grazie ai disegni di Kim (Joaquim Aubert Puigarnau, noto per la serie satirica Martinez el Facha): vincitore di sei premi, tra cui il Premio Nacional del Cómic nel 2010, viene considerato uno dei libri spagnoli più importanti dell’ultimo decennio. Insieme al seguito di questa narrazione grafica, El ala rota (Norma editorial, Barcelona, 2016), costituisce uno spaccato della storia spagnola del ‘900 raccontato attraverso le vicende dei genitori di A., che lui definisce come “un anarchico e una suora.”

Giangiulio Ambrosini

Magistrato in Cassazione, è autore di molti saggi di argomento giuridico, anche di taglio storico. Si è occupato, tra l’altro, di sostanze stupefacenti (Le sostanze stupefacenti. Le misure di prevenzione, Torino 1989), di violenza sessuale (Le nuove norme sulla violenza sessuale, Torino 1997), di referendum (Referendum, Torino 1993). Oltre a La costituzione spiegata a mia figlia (Torino 2004), ha scritto un’importante introduzione alla Costituzione italiana, pubblicata presso la casa editrice Einaudi. Ha recentemente pubblicato anche una novella sulla giustizia italiana dal titolo Articolo 416bis (Roma 2006).

Ritanna Armeni (Brindisi, 1947)

Giornalista sulla carta stampata e in televisione (già conduttrice della trasmissione Otto e mezzo su La 7), ha collaborato con i settimanali “Noi Donne” e “Mondo” e con i quotidiani “Il Manifesto” e “L’Unità”. Si è interessata prevalentemente di questioni riguardanti le donne. Ha scritto anche La colpa delle donne (Milano 2006), un bilancio sulla legge sull’aborto alla luce della legge 40 sulla fecondazione assistita.

Guido Barbujani (Adria, 31 gennaio 1955)

Professore di genetica presso l’Università  di Ferrara, ha insegnato anche negli atenei di Padova e Ferrara. Il suo campo di studio è la genetica delle popolazioni, in cui ha sviluppato l’approccio che coniugava dati genetici e linguistici. In particolare, ha avvalorato la tesi di una diffusione degli agricoltori in Europa provenienti dal vicino Oriente. Nella descrizione della diversità  umana ha sostenuto la scarsa efficacia concettuale del concetto di razza.
Ha scritto recentemente alcuni saggi di divulgazione: L’invenzione delle razze. Capire la biodiversità  umana (Milano 2007); Europei senza se e senza ma. Storie di neandertaliani e di immigranti (Milano 2008). E’ autore anche di tre romanzi: Dilettanti (Venezia 1994); Dopoguerra (Milano 2002); Questioni di razza (Milano 2003).

Ulrich Beck (Słupsk (Polonia), 1944)

Sociologo tedesco, professore presso l’Università  di Monaco e la London School of Economics. Si è occupato di globalizzazione, di dinamiche del mondo del lavoro, di questioni ecologiche, di processi di costruzione dell’individualità . A lui si deve l’elaborazione di concetti fecondi come quello di seconda modernità  (una radicalizzazione e non un superamento della modernità ), di cosmopolitismo (apertura radicale alle interdipendenze del mondo) e della società  del rischio (non più definita in termini puramente economici). Tra le sue opere tradotte in italiano: Che cos’è la globalizzazione: rischi e prospettive della società planetaria (Roma 1999); Il lavoro all’epoca della fine del lavoro. Tramonto delle sicurezze e nuovo impegno civile (Torino, 2000); La società  del rischio: verso una seconda modernità (Roma 2002); Un mondo a rischio (Torino 2003); Lo sguardo cosmopolita (Roma 2005); L’Europa Cosmopolita. Società  e politica nella seconda modernità (con Edgar Grande, Roma 2006); Costruire la propria vita (Bologna 2008); Potere e contro potere nell’età globale (Roma-Bari 2010); Disuguaglianza senza confini (Roma-Bari 2011).

Warren G. Bennis (New York City, 1925)

Studioso statunitense di di cultura dell’organizzazione, è uno dei massimi esperti di leadership, che ha contribuito in maniera decisiva a tematizzare come ambito di ricerca. Ha iniziato le sue indagini sul comportamento dei gruppi negli anni ’60 al MIT, che hanno nel tempo dimostrato la maggiore efficienza dei leader che hanno uno stile democratico e che costruiscono relazioni meno gerarchiche per la risoluzione di problemi complessi e per la collaborazione creativa. Ha insegnato nelle università statale di New York a Buffalo, di Cincinnati e della California del Sud ed è  stato consigliere di quattro Presidente degli Stati Uniti e di altre figure istituzionali e consulente di centinaia di società.
Tra i suoi molteplici studi sono tradotti in italiano: (con Nanus Barthus) Leader. Anatomia della leadership. Le 4 chiavi della leadership effettiva (Milano 19932); (con Robert J. Thomas) L’ alchimia della leadership. Geek e geezer, generazioni di leader a confronto (Milano 2003); (con Daniel Goleman e James O’Toole) Trasparenza. Verso una nuova economia dell’onestà(Milano 2009).

Byung-Chul Han (Seul, 1959)

Dopo iniziali studi sulla metallurgia nella natia Corea, H. si trasferì in Germania, appassionandosi di letteratura tedesca, filosofia, teologia e laureandosi con una tesi su Heidegger. Dal 2010 insegna Filosofia e teorie dei media all’Università delle Belle Arti di Berlino, dove dirige anche un programma di studi interdisciplinari.
H. si preoccupa delle varie forme di disagio nell’epoca contemporanea (iperattività, disturbi depressivi, narcisismo, violenza, pervasività dei mass-media), consigliando dei rimedi che riconducono alla lentezza e alla contemplazione, propri delle filosofie orientali. Ha reso celebre il termine “shanzai” per intendere i prodotti commerciali cinesi piratati e di scarso valore come metafora del processo di decostruzione dell’intera società, mentre chiama “shitstorm” il diluvio di offese gratuite che imperversano sulla “rete”.
Tra i suoi scritti – quasi tutti pubblicati in italiano dalle edizioni nottetempo di Roma – è emblematico del suo pensiero “La società della trasparenza” (2014), oltre a “Nello sciame. Visioni del digitale” (2015) e “Eros in agonia” (2013); in questo blog abbiamo recensito “La società della stanchezza” (2012-2015).

Francesco M. Biscione (Parma 1954)

Storico dell’Italia repubblicana, lavora presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana. Consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo, si è occupato in particolare del caso Moro: oltre ad aver curato l’edizione del Memoriale del politico democristiano (Roma 1993) e ha scritto un saggio, Il delitto Moro. Strategie di un assassinio politico (Roma 1998). La sua attività di ricerca si estende agli aspetti critici e più opachi della storia della Repubblica italiana: alcuni dei suoi lavori, in parte rielaborati, sono rifluiti nelSommerso della Repubblica. La democrazia italiana e la crisi dell’antifascismo (Torino 2003).
Di recente ha curato anche le ‘lezioni sul fascismo’, tenute da Togliatti a Mosca nel 1935: Corso sugli avversari. Le lezioni sul fascismo (Torino 2010).

Carlo Carboni (Pergola (PU), 19-V-1952)

Professore ordinario di Sociologia economica, tiene il corso di Sistemi socio-economici locali presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche; insegna inoltre Sociologia della comunicazione e Comunicazione con il computer nell’ambito del Dottorato di E-learnig nella Facoltà  di Ingegneria; infine, nell’ambito del Dottorato di Diritto dell’economia, insegna Sociologia. Ricercatore dalla fine degli anni ’70, dotato di ampie e articolate esperienze di studio internazionali, le sue indagini spaziano in vari settori: il lavoro, i sistemi economici costituiti da piccole e medie imprese, l’organizzazione della Pubblica Amministrazione, la comunicazione in campo economico e istituzionale, le diseguaglianze sociali. Ha di recente partecipato al Gruppo di lavoro sulle Classi dirigenti – organizzato dalla LUISS, da Alma Laurea School di Bologna, dall’Università  Politecnica delle Marche e da Ermeneia (2005-2007) -, il cui lavoro è rifluito nel primo rapporto dal titolo: Generare classe dirigente. Un percorso da costruire (Roma 2007). C. collabora con Rai Educational, con le riviste “Il Mulino” e “Reset” e con il quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Direttore dell’Eurispes (1991-1993), fa da anni parte del gruppo dei consiglieri tecnici del governo regionale delle Marche.
Tra le sue pubblicazioni più importanti: Le power élite in Italia (Roma 2000); La nuova società. Il caso italiano (Roma-Bari 2002); Un nuovo marchingegno. Declino e sviluppo del modello marchigiano di sviluppo (Ancona 2005); Élite e classi dirigenti in Italia (Roma-Bari 2007); La società cinica. Le classi dirigenti italiane nell’epoca dell’antipolitica (Roma-Bari 2008).

Antonio Cassese (Atripalda (AV), 1937)

Professore di Diritto Internazionale all’Università  di Firenze, è stato membro di importanti organi internazionali: presidente del Comitato del Consiglio di Europa per la prevenzione della tortura; primo presidente del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia (1993), di cui è stato poi giudice fino al 2000; presidente della Commissione internazionale di inchiesta dell’ONU sui crimini del Darfur (2004-2005). Ha ricevuto il premio della Académie Universelle des Cultures per “il carattere eccezionale del suo contributo alla protezione dei diritti umani in Europa e nel mondo”. Ha collaborato con vari quotidiani italiani. Tra i suoi libri: Violenza e diritto nell’era del nucleare (Roma-Bari 1986), Umano-disumano. Commissariati e prigioni nell’Europa di oggi (Roma-Bari 1994), Il sogno dei diritti umani (Milano 2008), Le sfide attuali del diritto internazionale (Bologna 2008).

Avram Noam Chomsky (Philadelphia, 7 dicembre 1928)

Nato negli Stati Uniti da genitori ebrei di origine russa, è da 50 anni punto di riferimento fondamentale per lo studio della linguistica, campo che ha contribuito ad ampliare con i suoi numerosi scritti, includendovi problematiche scientifiche (biologia, evoluzione, scienze cognitive) e umanistiche (filosofia, sociologia, psicologia). Ha sviluppato il concetto di “grammatica generativo-trasformazionale”, sostenendo che il linguaggio sia un elemento innato alla specie umana, sotto forma di competenze grammaticali universali, e che sia altrettanto insita in noi la capacità di generare in modo creativo nuove forme linguistiche. I suoi studi procedono da Le strutture della sintassi del 1957 a Nuovi orizzonti nello studio del linguaggio e della mente, 2005, e attualmente ricopre l’incarico di Professore Emerito al MIT Linguistic di Cambridge, dove insegna Teoria linguistica, Sintassi, Semantica e Filosofia del linguaggio. Fortemente avverso al sistema dei media (La fabbrica del consenso. La politica e i Mass-Media, 1998), alla politica capitalistica e all’imperialismo americano (I padroni dell’umanità. Saggi politici. 1970-2013), negli ultimi decenni si è anche proposto come coscienza critica dello sviluppo liberale occidentale. Per la sua accusa di “degenerazione morale” nei confronti dei governi della destra israeliana, nel 2010 gli è stato impedito di tenere lezioni in Palestina. Abbiamo presentato una raccolta dei pensieri di C. su educazione e indottrinamenti ideologici nell’età della globalizzazione: La DISeducazione. Americanismo e politiche globali (Armando, Roma, 2003). Il suo sito internet aggiornato è chomsky.info.

Mariella Combi (nata a Lovere, Bergamo)

Docente di Antropologia Culturale presso La Sapienza di Roma, Maria Domenica Combi applica gli studi etnografici alla contemporaneità, mettendo sotto indagine le “strategie culturali per dare senso al mondo” nella dimensione urbana, nelle problematiche locali, interculturali e dell’emigrazione, oltre all’impatto della virtualità sull’immaginario del corpo, dei sensi, delle emozioni. “Per fare questo, ho studiato i processi di costruzione di identità flessibili e simultanee rese possibili anche dalla tecnologia digitale e il ruolo delle parole nella negoziazione dei significati nell’incontro con l’alterità”. Ha pubblicato i saggi Rosso chiaro, rosso scuro: immaginario del sangue (Jaca Book, Milano, 1991), Il grido e la carezza. Percorsi nell’immaginario del corpo e della parola (Booklet, Milano, 1998); ha curato, con L. Marinelli e B. Ronchetti, La patria degli altri, raccolta di saggi interculturali dell’Università La Sapienza. Su questo blog abbiamo recensito Corpo e tecnologie. Simbolismi, rappresentazioni e immaginari (Meltemi, Roma, 2000).

Mario De Micheli (Genova, 1° aprile 1914 – Milano, 17 agosto 2004)

Storico, scrittore e insegnante, ha seguito con passione gli sviluppi dei poeti e degli artisti suoi contemporanei, partecipando specialmente alla critica contro i totalitarismi e puntando tutto il suo interesse verso le intenzioni che muovono gli artisti. Dopo la laurea con tesi sulla poesia surrealista francese aderì al movimento culturale antifascista Corrente, si iscrisse al Partito Comunista e pubblicò una monografia su Picasso contenente gli schizzi di Guernica, che superò inizialmente la censura per venire poi sequestrato. Aderì quindi alla Resistenza fino a quando fu arrestato; con la liberazione guadagnò, insieme alla moglie Ada, il titolo di “Giusto tra le nazioni”. Dopo la guerra ha fondato le riviste Realismo e Artecontro ed è stato a lungo critico d’arte per l’Unità, pur senza far mancare suoi pareri critici verso il P.C.I. Ha insegnato Storia dell’Arte e della Letteratura italiana al Politecnico di Milano, ha curato le prime traduzioni italiane di poeti dell’est europeo e organizzato importanti esposizioni sulla Resistenza e sull’arte contemporanea. La sua biblioteca di 30.000 volumi è custodita presso il Comune di Segrate. Le pubblicazioni di questo influente intellettuale del nostro ‘900 sono dedicate alla Resistenza (“Uomini sui monti”, 1953, “Barricate a Parma”, 1960), alla situazione culturale sotto il fascismo (“La matrice ideologico-letteraria dell’eversione fascista”, 1977, “Consenso, fronda, opposizione: intellettuali nel ventennio fascista”, 1977), alla poesia (“Realismo e poesia”, 1944, “Majakovskij: Bene!”, 1958), all’arte (con il fondamentale “Le avanguardie artistiche del Novecento”, 1966-1988, e “Le poetiche. David, Délacroix, Courbet, Cézanne, Van Gogh, Picasso”, 1978). Nel blog abbiamo parlato di alcuni suoi testi dedicati agli artisti che si sono ribellati al potere: “L’arte sotto le dittature” (Feltrinelli, Milano, 2000), “Corrado Cagli. Disegni per la libertà. 1940-1945” (Charta, Milano, 1995) e “Scalarini. Vita e disegni del grande caricaturista politico” (Edizioni Avanti, Milano, 1962 – Feltrinelli, Milano, 1978).

Adriana Destro (Verona, 1937)

Docente di antropologia culturale all’Università di Bologna, presso cui ha fondato il Laboratorio Etno-Antropologico, ha compiuto ricerche sul campo in Palestina, Israele, Turchia e Messico.
Nelle sue pubblicazioni si dedica alle implicazioni antropologiche delle religioni: riguardo il Cristianesimo, insieme a Mauro Pesce, ha scritto di recente La morte di Gesù (Rizzoli, Milano, 2014) e Il racconto e la scrittura. Introduzione alla lettura dei vangeli (Carocci, Roma, 2014); partecipa inoltre al Progetto GERICO con ricerche sul Cristianesimo delle Origini.
Altri aspetti culturali del Vicino Oriente sono analizzati comparando le tre religioni monoteistiche e analizzando puntualmente i cambiamenti in atto nell’Islam più vicino all’Occidente: I volti della Turchia. Come cambia un paese antico (Carocci, Roma, 2012).
Nel blog è presente la recensione di una raccolta di saggi da lei curata su Le politiche del corpo (Pàtron, Bologna, 1994) considerate in varie epoche e culture.

Malcolm Duncan

Collaboratore attivo della Borsa di Milano per le relazioni internazionali, è stato responsabile delle relazioni internazionali della Borsa italiana. Ha fondato e presieduto il Comitato d’Economia e Statistica della FESE (Federation of European Stock Exchanges). Ha svolto anche funzioni di consulente per Comunità Europea.

Mimmo Franzinelli (Cedagolo, Brescia, 1954)

Storico, ha scritto saggi di riconosciuto valore a partire dagli anni ’90. Si è dedicato soprattutto alla storia del periodo fascista, anche se è un esperto di musica contemporanea, in particolare dei generi folk, rock e jazz. Tra i suoi studi più importanti: Squadristi (Milano 2003); L’Amnistia Togliatti. 22 giugno 1946: colpo di spugna sui crimini fascisti (Milano 2006); Il delitto Rosselli (Milano 2008); La sottile linea nera. Neofascismo e servizi segreti da piazza Fontana a piazza della Loggia (Milano 2008); Autopsia di un falso: i diari di Mussolini e la manipolazione della storia (Torino 2011).

Luciano Gallino (Torino, 1927)

Professore emerito di sociologia presso l’Università  di Torino, G. è uno dei più importanti sociologi italiani. Negli anni ’50 si è formato nell’Ufficio Studi Relazioni Sociali dell’Olivetti, dove ha poi guidato, fino all’inizio degli anni ’70, un Servizio di Ricerche Sociologiche e di Studi sull’organizzazione. Dopo aver trascorso due anni in qualità di ricercatore presso un centro di studi sociali di Stanford (California), G. è divenuto docente presso la facoltà di Magistero (poi Scienze della Formazione) dell’Università di Torino (1966-2002). Oltre a contribuire all’istituzionalizzazione universitaria della sua disciplina, G. ha fornito rilevanti contributi nell’analisi e nella comprensione dei processi economici e tecnologici contemporanei, con particolare riguardo alle ricadute sul lavoro e sulla formazione: tra i temi specifici delle sue indagini i problemi dell’interazione tra uomo e macchina, le implicazioni delle intelligenze artificiali, la dimensione socio-culturali delle nuove tecnologie della comunicazione, le nuove forme di lavoro, la globalizzazione. Notevoli sono anche i suoi contributi teorici sull’azione sociale e sull’attore sociale.
Membro di varie accademie, G. dirige dal 1968 la rivista “Quaderni di sociologia”. Ha inoltre collaborato con vari quotidiani: Il Giorno (1971-1975), La Stampa (1983-2001) e infine Repubblica (dal 2001). Gli articoli raccolti su quest’ultimo quotidiano sono ora raccolti nel libro L’Italia in frantumi (Roma-Bari 2006). Tra gli altri suoi libri sono da ricordare, oltre all’importante Dizionario di sociologia (Torino 2005) e alle sue pubblicazioni di teoria sociologica, Se tre milioni vi sembran pochi. Sui modi per combattere la disoccupazione in Italia (Torino 1998), Il costo umano della flessibilità (Roma-Bari 20055), Globalizzazione e disuguaglianze (Roma-Bari 200711), Tecnologia e democrazia. Conoscenze tecniche e scientifiche come beni pubblici (Torino 2007), Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità (Roma-Bari 2007), L’impresa irresponsabile (Torino 2009), Con i soldi degli altri. Il capitalismo per procura contro l’economia (Torino 2009).

Antonio Genovese

Docente di Pedagogia interculturale presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna è Direttore, dal novembre 2000, della scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS). Nella sua attività di ricerca si è principalmente occupato di formazione degli insegnanti, di comportamenti giovanili, di educazione alla pace, di percorsi di educazione interculturale e interetnica. E’ condirettore della rivista “Educazione interculturale”.

Fabio Grimaldi

Ingegnere informatico, è editorialista per la rivista specialistica “IoProgrammo”.

David Hajdu (Phillipsburg, 8 marzo 1955)

Di origini italiane e ungheresi, è nato nel New Jersey e si è specializzato nella critica musicale, scrivendo per Rolling Stone e per il New York Times Magazine. Attualmente insegna alla Scuola di Giornalismo della Columbia University e vive a Manhattan con la moglie Karen Oberlin, cantante jazz e attrice teatrale.
Importanti riconoscimenti ha ottenuto la ricerca biografica “Positively 4th Street: The Lives and Times of Joan Baez, Bob Dylan, Mimi Baez Farina and Richard Farina” ma si muove anche tra altri generi pop, come attestano “Heroes and Villains: Essays on Music, Movies, Comics, and Culture” e la sua attività come autore di testi musicali. Il New York Times comprende tra i 100 migliori saggi di tutti i tempi il suo racconto della vita del compositore di Duke Ellington, “Lush Life: A Biography of Billy Strayhorn”, che ha meritato un premio per le biografie gay. Vedi www.davidhajdu.com.
In questo blog abbiamo recensito l’unico testo finora tradotto in italiano: Maledetti fumetti! Come la grande paura per i “giornaletti” cambiò la società statunitense, a cura di Marco Pellitteri, Tunué, Latina, 2010.

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio 1942)

Fisico teorico britannico, insegna matematica all’Università  di Cambridge ed è membro della Royal Society. Dall’età di diciassette anni è affetto da sclerosi laterale amniotrofica, che prima lo ha costretto su una sedia a rotelle e poi ha comportato la perdita dell’uso delle mani; H. può parlare molto lentamente solo attraverso il ricorso ad un sintetizzatore vocale molto complesso.
H. si è soprattutto dedicato allo studio della forza di gravità  con lo scopo di cercare di elaborare una teoria che la unificasse alle altre forze fondamentali. Per questo motivo H. si è occupato dei buchi neri e del Big Bang, provando ad elaborare un modello che coniugasse meccanica quantistica e teoria della relatività.
Tra le pubblicazioni dedicate alla divulgazione scientifica delle teorie fisiche e cosmologiche: Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo (Milano 2000); Inizio del tempo e fine della fisica (Milano 2000); Buchi neri e universi neonati e altri saggi (Milano 2000); L’ universo in un guscio di noce (Milano 2002); La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo (Milano 2004); Quattro lezioni sullo spazio e sul tempo (Milano 2009). Ha un sito personale ricco di informazioni biografiche.

Peter Hoffmann (1935)

Giornalista statunitense ed esperto internazionale di energia prodotta attraverso l’idrogeno; è stato corrispondente per riviste scientifiche della McGraw-Hill’s (“Chemical Engineering” e “Chemical Week”), trascorrendo un periodo anche a Milano (1970-1974). Ha collabora tra l’altro con “Business Week”, “Financial Times European Energy Reports” e “The Washington Post”. Ha cominciato a scrivere sull’argomento a partire dalla prima crisi del petrolio nel 1973, pubblicando un libro di successo già  nel 1981 (The Forever Fuel. The Story of Hydrogen); una versione profondamente rivista è stata edita nel 2001 (Tomorrow’s Energy: Hydrogen, Fuel Cells, and the Prospects for a Cleaner Planet) ed è tradotta in italiano: L’era dell’idrogeno: per un pianeta più pulito (Padova 2005) .

Furio Honsell (Genova, 20 agosto 1958)

Matematico e informatico, è attualmente sindaco della città  di Udine. Ricercatore di informatica nell’università  di Torino, Edimburgo, Parigi e Stanford, è professore ordinario di informatica presso l’Università  di Udine, ateneo di cui è stato rettore tra il 2001 e il 2008. Dall’aprile del 2008 è appunto primo cittadino della stessa città . Si è occupato di semantica dei linguaggi e anche delle modalità  di riscrittura delle funzioni (lambda calcolo). E’ noto al pubblico soprattutto per aver partecipato come ospite fisso ad una stagione del programma televisivo Che tempo che fa.
Ha pubblicato alcuni libri divulgativi: L’algoritmo del parcheggio (Milano 2007);  L’equazione del calzino spaiato (Milano 2008). Di recente con Giorgi T. Bagni ha scritto Curiosità e divertimenti con i numeri (San Sepolcro 2009).

Piero Ignazi

Docente di Politica comparata e Politica estera dei paesi europei presso la facoltà di Scienza politica all’Università di Bologna, è uno dei massimi esperti della forma politica partito nel Novecento. Si è in particolare occupato dei partiti di estrema destra in Italia e in Europa. Dirige la rivista di politica “Il Mulino”, con cui collabora abitualmente, e scrive sul settimanale “L’Espresso” e sul “Sole24ore”.
Tra i suoi libri ricordiamo L’estrema destra in Europa (Bologna 2000), Il potere dei partiti. La politica in Italia dagli anni Sessanta a oggi (Roma-Bari 2002), Partiti politici in Italia (Bologna 2008); La fattoria degli italiani. I rischi della seduzione populista (Milano 2009).

Samir Kassir (1960-2005)

È stato uno storico, giornalista e attivista libanese. Nato da padre palestinese e madre siriana, di religione greco-ortodossa, cominciò da giovanissimo a scrivere sul giornale del Partito Comunista libanese e sul quotidiano in lingua francese L’Orient-Le Jour. Nel 1995 intraprese la collaborazione con il mensile francese Le Monde Diplomatique e si trasferì a Parigi, dove conseguì la laurea e il dottorato di ricerca in Storia Moderna e Contemporanea. Tornato in Libano, negli anni Novanta iniziò a insegnare all’Università di Saint-Joseph, continuando a svolgere attività giornalistica e sostenendo con passione la fine della tutela siriana sul Libano, la democratizzazione della Siria e la causa palestinese. Tra i fondatori del movimento politico Sinistra Democratica, nel marzo 2005 fu figura di spicco all’interno delle manifestazioni di massa anti-siriane seguite all’assassinio del primo ministro Al Hariri. Il 2 giugno di quell’anno, Kassir venne assassinato in un attentato terroristico. Tra le sue opere, sono pubblicate in lingua italiana L’Infelicità Araba, Primavere: per una Siria Democratica e un Libano Indipendente, Beirut: Storia di una Città.

Laboratorio di Analisi Politica

“Il laboratorio di Analisi Politica è nato nel 2001 con l’intento di riflettere attraverso discussioni guidate da studiosi qualificati, sul nuovo orizzonte epocale che si è aperto con la caduta dei regimi comunisti, in particolare con il rapido affermarsi e il rapido entrare in crisi della new economy, con l’esplodere del fenomeno delle migrazioni e del multiculturalismo, nonché con le straordinarie ripercussioni dell’11 settembre in termini di modificazione del significato e del ruolo della guerra nelle relazioni internazionali, ma anche nella politica interna dei Paesi occidentali. […] L’iniziativa del Laboratorio di Analisi Politica si propone appunto – pur consapevole di non costituire che una goccia nel mare – di contribuire allo sforzo di individuare i problemi oggi realmente rilevanti e di esaminarli radicalmente ma senza paraocchi ideologici, nella convinzione che la vera sfida del presente stia proprio nell’esigenza di trovare i nuovi concetti, le nuove parole, le nuove idee che esprimono la nuova politica, quella di cui tutti sentiamo l’esigenza e di cui cerchiamo, faticosamente, le forme e i contenuti.” (Carlo Galli, Prefazione, in “Annali Fondazione Istituto Gramsci Emilia-Romagna” 9 (2005), pp. 7-8).

Beppe Lopez (Bari, 1947)

Giornalista e scrittore, si è occupato prevalentemente di politica interna e di problemi di informazione e comunicazione: ha condotto inchieste pubblicate per vari giornali (L’Avanti, Il Giorno, La Repubblica, L’Unità , Il Mattino). E’ stato fondatore del Quotidiano di Lecce, Brindisi e Taranto, elaborando un modello di successo di editoria locale, che lo porterà  poi ad essere consulente nella progettazione di quotidiani di scala provinciale e regionale. Ha diretto anche la Quotidiani Associati (1989-1997), che costituisce la più importante agenzia di servizi giornalistici in Italia. Tra i suoi libri: Il quotidiano che non c’è¨ (Lecce 1995); Il quotidiano totale (Bari 1998). E’ autore anche di un recente romanzo di successo: Capatosta (Milano 2000). Dirige un sito di informazione: Informazione e democrazia.

Sergio Luzzatto (Genova, 2 settembre 1963)

Storico italiano, è docente di storia moderna presso l’Università  di Torino. Formatosi alla Normale di Pisa e quindi a Parigi, ha studiato la rivoluzione francese, il ruolo della corporeità  in figure importanti nella storia dell’Italia unita (Mussolini, Mazzini, Padre Pio). Si è occupato inoltre di fascismo, antifascismo, post-fascismo e post-antifascismo.
E’ stato conduttore di una trasmissione di storia su La 7 dal titolo L’altra storia.
Ha scritto inoltre: Il corpo del duce. Un cadavere tra immaginazione, storia e memoria (Torino, 1998); La mummia della repubblica. Storia di Mazzini imbalsamato, 1872-1946 (Milano 2001); Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento (Torino 2007).

Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009)

Vivian Dorothea Maier nacque nel Bronx da padre austriaco e madre francese. Grazie a una eredità ebbe la possibilità di effettuare molti viaggi, in Europa, Asia, Medio Oriente ma per il resto della vita svolse l’attività di governante per famiglie di New York e Chicago.
La sua passione era però un’altra, alla quale dedicò tutto il suo tempo libero: tra gli anni ’50 e ’80 scattò qualcosa come 150.000 fotografie in bianco e nero, la maggior parte delle quali non sviluppate e stampate, inoltre realizzò filmati e fotografie a colori negli ultimi anni della sua attività incessante, condivisa solo con pochi conoscenti: “un’antesignana della nostra attuale dipendenza dal mondo dell’immagine” (Heiferman).
Nel 2007 la cospicua raccolta dei suoi lavori, fino allora anonimi, venne messa all’asta e acquistata casualmente da John Maloof, che si trovò un patrimonio di altissimo valore stilistico, comprendente toccanti immagini di persone comuni colte nell’arco di una vita solitaria.
Negli ultimi anni si stanno lentamente svelando i pezzi della sua opera, allestiti in esposizioni che girano il mondo e che l’hanno fatta entrare a pieno titolo nella storia della fotografia; in questa sede abbiamo recensito il catalogo Vivian Maier. Una fotografa ritrovata, realizzato in occasione delle esposizioni di Nuoro e Milano (Contrasto, Roma, 2015). Un documentario dedicato alla ricerca della sua identità nascosta è stato candidato agli Oscar 2015 nella sezione “Miglior documentario” (Alla ricerca di Vivian Maier, U.S.A. 2013), pubblicato da Feltrinelli nella serie Real Cinema (dvd + libro a cura di Naima Comotti).

Michela Marzano (1970)

Nata a Roma, si è specializzata in filosofia e bioetica. All’attività di docente presso l’Università Paris V Descartes associa un impegno politico nel Parlamento italiano e una ricca produzione saggistica. Utilizza il punto di vista della filosofia e dell’etica per indagare la condizione umana nel mondo contemporaneo e, in particolare, il ruolo della donna. Ha curato il “Dictionnaire du corps” (PUF, Paris, 2007) e, tra i testi pubblicati in italiano, è autrice di “Estensione del dominio della manipolazione. Dalla azienda alla vita privata” (Mondadori, Milano, 2009), “Sii bella e stai zitta. Perché l’Italia di oggi offende le donne” (Mondadori, Milano, 2010), “La fine del desiderio: riflessioni sulla pornografia” (Mondadori, Milano, 2012). Ha vinto il Premio Bancarella 2014 con “L’amore è tutto. È tutto ciò che so dell’amore” (UTET, Torino). Tra le nostre recensioni ci siamo occupati de “La filosofia del corpo” (il nuovo melangolo, Genova, 2010).

Marco Mazzetti

Medico pediatra, psichiatra e psicoterapeuta, è responsabile del servizio di psichiatria transculturale dell’Area sanitaria della Caritas romana; ha promosso la fondazione della Cooperativa sociale Terrenuove. Centro di ricerca interpersonale e interculturale (1998). Si è occupato di problemi psicologici e psichiatrici dei processi di integrazione, in particolare per i bambini. Svolge attività  di formazione degli operatori sanitari. Ha pubblicato tra l’altro: Strappare le radici: psicologia e psicopatologia di donne e di uomini che migrano (Torino 1997); Il dialogo transculturale. Manuale per operatori sanitari e altre professioni di aiuto (Roma 2003).

Steve McCurry (Philadelphia, 1950)

McCurry ha studiato cinematografia, laureandosi in ‘teatro’. Dopo un apprendistato in un giornale locale si inventa fotografo freelance e decide di esplorare altre culture partendo per l’India con un biglietto aereo di sola andata.
La sua carriera conosce un deciso salto di qualità quando nel maggio del 1979 decide di aggregarsi a un gruppo di mujaeddin – sostenuti dagli Stati Uniti – varcando illegalmente il confine tra Pakistan e Afghanistan, alle soglie dell’invasione sovietica avvenuta a settembre. Alcune settimane di travestimento e integrazione in quella cultura gli consentirono – unico occidentale – di documentare la situazione della gente comune nel corso della guerra afghana. Dopo due arresti in Pakistan – tra cui cinque giorni in catene – riuscì a uscire dal paese cucendo dentro i vestiti le pellicole che aveva scattato di nascosto e che gli valsero la Robert Capa Gold Medal e l’assunzione presso l’agenzia Magnum.
Anche i successivi reportage, dedicati alla scoperta dell’umanità lontana e spesso coinvolta in zone di conflitti, hanno reso McCurry uno vera e propria leggenda vivente, grazie alla qualità altissima dei suoi scatti e alla fama guadagnata sopravvivendo a guerre, calamità, aggressioni, sfiorando annegamenti e un disastro aereo. Il ritratto scattato nel 1984 a Sharbat Gula, in un campo profughi di Peshawar, è diventato una icona della storia della fotografia e convinse il National Geographic a creare un fondo di aiuto alle ragazze afghane. Le Filippine gli hanno conferito una medaglia d’oro per la documentazione della rivoluzione del 1986.
Le sue foto, pubblicate da Life, Time e New York Times, sono raccolte in una dozzina di libri e girano il mondo in esposizioni seguitissime dal pubblico. Nel 2004 ha fondato l’organizzazione non-profit ImagineAsia, per fornire educazione e assistenza ai giovani afghani in collaborazione con le comunità locali (www.imagine-asia.net). In questo blog abbiamo recensito il suo volume Le storie dietro le fotografie (Electa, Milano, 2015).

Sandro Mezzadra (Savona, 22-VI-1963)

Professore associato presso il dipartimento di Politica, Istituzioni, Storia dell’Università  di Bologna, tiene i corsi “Le frontiere della cittadinanza” e “Studi coloniali e postcoloniali”. Le sue ricerche si sono prevalentemente concentrate sulla storia del pensiero politico, in particolare tra Ottocento e Novecento; si è occupato inoltre di “studi coloniali” e di cultural studies; infine si è interessato ai rapporti tra globalizzazione e cittadinanza. Ha scritto: Diritto di fuga. Cittadinanza, migrazioni, globalizzazione (Verona 2006); La condizione postcoloniale. Storia e politica nel mondo globale (Verona 2008). Ha curato inoltre: I confini della libertà . Per un’analisi politica delle migrazioni contemporanee, (Roma 2004), Cittadinanza. Ordine, soggetti, diritto (Bologna 2004). Alcuni suoi articoli si trovano nel sito Melting pot Europa.

Alan Moore (Northampton, 1953)

Molti esperti considerano Alan Oswald Moore come il più influente sceneggiatore di fumetti sulla scena mondiale. Appassionato fin da bambino alla lettura, venne radiato dalle scuole britanniche a 17 anni per spaccio di LSD. Si impegnò allora in svariate attività, come tosatore di pecore e cantautore, ruolo che ancora svolge in rappresentazioni che incrociano recitazione, musica elettronica e riti esoterici: a partire dai 40 anni, infatti, si dichiarò “sciamano”, in quanto sostenitore di un pensiero divergente e non lineare. Il successo arrivò con la stesura di testi per fumetti, ricchi di idee sempre innovative e controcorrenti, sostenute da riflessioni politiche esplicite o da leggere tra le righe. Tra i tanti successi ricordiamo V for Vendetta (1982-1988), una drammatica critica alle politiche autoritarie (e a Margaret Thatcher) in favore delle ideologie anarchiche: la maschera sorridente di Guy Fawkes, disegnata da David Lloyd, è diventato un simbolo di lotta contro le ingiustizie dei poteri forti in tutto il mondo; Watchmen (1986), uno scontro tra etica e perversioni sullo sfondo di una guerra fredda fantascientifica: lo smile insanguinato, disegnato da Dave Gibbons, crea una moda che imperversa dalle spille di allora fino agli odierni smartphone – questa graphic novel è stata inserita da Time tra i migliori romanzi della letteratura inglese. Questi e altri suoi lavori hanno avuto una versione cinematografica, con esiti di alterna aderenza alle idee originali e da lui mai approvati (From Hell – La vera storia di Jack lo squartatore, La leggenda degli uomini straordinari, Constantine). Del 1996 è il notevole romanzo La voce del fuoco (Milano, 2006), storia narrata in prima persona da personaggi della storia di Northampton, densa di studi linguistici e risvolti inquietanti. Su M. e la sua opera sono state pubblicate diverse biografie, tra cui Alan Moore. Ritratto di uno straordinario gentleman (Bologna, 2003). In questo blog abbiamo recensito la sua graphic novel “Brought to Light. Shadowplay: The Secret Team” (Eclipse Books, U.S.A. – Titan Books, U.K. 1988), illustrata dall’artista Bill Sienkiewicz.

Edgar Morin (Parigi, 1921)

Nato da una famiglia ebrea come Edgar Nahoum, partecipò alla Resistenza e alla liberazione di Parigi col nome di una sua compagna di battaglia; dopo la guerra sposò la ragazza e adottò “Morin” come “cognome d’arte”. Ha partecipato in prima persona ai travagli del comunismo occidentale e delle rivolte studentesche, quindi alla nascita dell’etnologia e della genetica. In parte autodidatta, non avendo terminato gli studi universitari, è da sempre impegnato nel trovare un metodo umanistico per integrare le conoscenze, partendo dalla sociologica e dalla cibernetica, nell’ottica di un “pensiero complesso” portato avanti fino a oggi in sette volumi: i primi sono stati riproposti di recente da Raffaello Cortina (Milano), l’ultimo della serie è “L’aventure de La Méthode” (Parigi 2015). M. è stato definito “artigiano di una conoscenza multidimensionale dei fenomeni umani”. Assai noti i suoi saggi sull’insegnamento, da noi recensiti: del 1999 sono Relier les connaissances (Seuil) e Educare gli educatori (intervista di Antonella Martini per EdUp, Roma). Raffaello Cortina ha tradotto: La testa ben fatta (2000), I sette saperi necessari all’educazione del futuro (2001) e Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione (2015). Abbiamo anche recensito una conferenza tenuta all’Institut du monde arabe di Parigi dal titolo: La violenza del mondo. La situazione dopo l’11 settembre.

Desmond Morris (1928)

Nato in Inghilterra, è pittore surrealista e zoologo. Divenne presto noto a livello mediatico per i suoi studi sulla pittura degli scimpanzè (Biologia dell’arte, Bompiani, Milano, 1963), ma il saggio più venduto è ancora oggi La scimmia nuda. Studio zoologico sull’animale uomo (Bompiani, Milano, 1968). Gli scritti a carattere zoologico – fondamentali per questo campo – riguardano l’etologia del cane, del gatto, del cavallo e un testo sorprendente sulla civetta. La sua ampia visione da “etologo umano” lo ha portato a sondare da pioniere questi e altri ambiti ancora, come la psicologia dei tifosi di calcio, talismani e amuleti, la sessualità e le “tribù umane”… coniugando l’impegno di ricercatore sul campo con quello di divulgatore televisivo per la BBC. Ma gli studi forse più influenti riguardano il linguaggio gestuale, (L’uomo e i suoi gesti, Mondadori, Milano, 1982, e insieme a Collett, Marsh, O’Shaughnessy: I gesti. Origini e diffusione,  Mondadori, Milano, 1983). Vita e ricerche di Morris sono raccontate nei suoi diari di viaggio (L’occhio nudo, Mondadori, Milano, 2002) e nel libro-intervista italiano Linguaggio muto (Di Renzo, Roma, 2004), mentre aggiornamenti delle fulminanti teorie sull’essere umano si possono leggere in L’animale uomo: una visione personale della specie umana (Mondadori, Milano, 1994), L’animale donna. La complessità della forma femminile (Mondadori, Milano, 2005), Bebè (De Agostini, Novara, 2008). Nel nostro blog abbiamo parlato della sua visione dell’arte umana come descritta ne La scimmia artistica (Rizzoli, Milano 2014)

Jean-Luc Nancy (Bordeaux, 1940)

Uno dei più noti filosofi contemporanei, ha insegnato nelle università di Strasburgo, Berlino, Irvine, Berkeley, San Diego. Attualmente è docente di Filosofia politica ed Estetica dei media presso la E.G.S. (European Graduate School, università indipendente delle Alpi svizzere dedicata al pensiero critico).
I suoi studi hanno analizzato la letteratura romantica, la decostruzione del Cristianesimo, la natura della politica, il senso di comunità umana, in una vasta produzione saggistica tra cui ricordiamo almeno: La comunità inoperosa (1992), L’esperienza della libertà (2000), Essere singolare plurale (2001).
È andato elaborando nel tempo dei concetti-chiave che si rimandano a vicenda: il superamento del concetto cristiano della libertà di scelta tra bene e male, la conseguente libertà di vivere e inventare la nostra concretezza fisica, nella co-esistenza con gli altri dalla quale dipende e deriva la coscienza individuale.
Si è esposto in prima persona raccontando la propria condizione di malattia e di ospite di un cuore trapiantato in Corpus (1995) e L’intruso (2000), come accennato nella nostra recensione Riflessioni intorno al nostro corpo.
Ha collaborato con diversi artisti ed è autore di un trattato fondamentale sull’autoritratto (Il ritratto e il nostro sguardo, 2002) e di testi teatrali e poetici, come un adattamento del Faust per una installazione di Claudio Parmiggiani. Tra i suoi testi dedicati alla corporeità abbiamo recensito Il corpo dell’arte (Mimesis, Milano-Udine, 2014).

Alberto Oliverio (Catania, 1-XII-1938)

Professore di psicobiologia all’Università “La Sapienza” di Roma, dirige il Centro di neurobiologia “Daniel Bovet” presso lo stesso ateneo. Ha svolto attività di ricerca presso importanti istituti internazionali (Stoccolma, Los Angeles, Maine, Irvine). I suoi studi si sono prevalentemente rivolti all’individuazione delle basi biologiche del comportamento umano; in particolare, si è occupato delle relazioni tra sviluppo dell’individuo e processi cerebrali, di memoria e apprendimento; ha anche elaborato un modello esplicativo della dinamica dello stress. Collabora con vari quotidiani (“Messaggero”, “Corriere della Sera”) e molte riviste di cui è membro del comitato editoriale. Ha profuso un notevole impegno nella divulgazione scientifica. Tra i suoi libri più recenti: L’arte di ricordare (Milano 1998); La mente (Milano 2001); Prima lezione di neuroscienze (Roma-Bari 2002); Istruzioni per restare intelligenti. Come restare in forma per tutta la vita (Milano 2005); Come nasce un’idea. Intelligenza, creatività , genio nell’era della distrazione (Milano 2006); Psicologia. I motivi del comportamento umano (Bologna 2007, con la moglie Anna Oliverio Ferraris) Geografia della mente. Territori cerebrali e comportamenti umani (Milano 2008).

Mirco Peccenini

Assegnista di ricerca presso l’Università  di Ferrara, si è formato in scienze dell’educazione e in discipline socio-antropologiche. Si occupa di valutazione e innovazione nei servizi sociali, e-learning nell’ambito della medicina, di periodici giovanili e del benessere. Ha di recente pubblicato Attori e risorse della salute in rete. I nuovi scenari, fra sviluppo tecnologico, cittadini “competenti” e narrazioni on-line (Bologna 2010).

 

Massimo Recalcati (Milano, 1959)

Laureato in filosofia e in psicologia, si impegna attivamente nel campo psicanalitico su più fronti: dall’insegnamento alla consistente pubblicazione di articoli e volumi, alla supervisione clinica, intervenendo in convegni; nel 2003 ha fondato Jonas Onlus – Centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi, con sedi in molte città italiane. È titolare della cattedra di Psicopatologia del comportamento alimentare presso l’Università di Pavia; partendo da Freud e Lacan, infatti, ha sviluppato riflessioni originali sui disturbi alimentari e sul ruolo del “padre nell’epoca ipermoderna”. Ha scritto testi su Jacques Lacan (Il vuoto e il resto, 2013), sul “padre” (Il complesso di Telemaco, 2013), sulla psicanalisi dell’arte (Melanconia e creazione in Vincent Van Gogh, 2009), sulla politica (Patria senza padri, 2013), sulla clinica psicanalitica, con titoli eloquenti che riflettono il disagio della civiltà contemporanea (Elogio del fallimento, 2010, L‘uomo senza inconscio, 2010, Il soggetto vuoto, 2011). Negli ultimi tempi si è preoccupato di come le dinamiche sociali stiano ricadendo sull’educazione: L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento (Torino 2014).

Alessandro Sigismondi

Esperto di informatica, è consulente in Computer Forensics e Network Forensics. Oltre ad aver lavorato per anni nella formazione tanto presso aziende quanto presso enti regionali, ha spesso rivestito la funzione di perito durante i processi per le sue competenze in crimini informatici. Si è dunque occupato non solo degli aspetti tecnici dei reati informatici ma anche dei risvolti penali.

Joseph E. Stiglitz (Gary, Indiana, USA, 9-II-1943)

Già  docente presso l’università  di Princeton e il MIT, è al momento professore di Economia e Finanza alla Columbia University. Nel 2001 ha ricevuto il premio Nobel per l’economia. E’ stato membro del consiglio degli economisti di Bill Clinton durante il primo mandato del presidente democratico (1993-1995), assumendone anche il ruolo di capo (1995-1997). Dal 1997 al 2000 ha occupato altissimi ruoli direttivi presso la Banca Mondiale: il suo abbandono è stato dovuto ai contrasti sorti con il Segretario del Tesoro statunitense. La sua teoria più importante, che gli è valsa appunto il Nobel, riguarda il problema dell’asimmetria nelle informazioni possedute dagli attori della scena economica: S. ha contribuito in particolare alla definizione dello screening, una nozione usata per indicare l’acquisizione di informazioni da parte di un agente economico presso colui che le possiede. I suoi contributi non riguardano però solo il settore dell’economia dell’informazione’, ma anche le dinamiche macro-economiche, la teoria monetaria, le politiche dello sviluppo, del commercio, del welfare e della ridistribuzione della ricchezza. E’ fondatore della Initiative for Policy Dialogue (IPD), una organizzazione no-profit presso la Columbia University – composta da economisti, politologi e altri esperti -, i cui scopi sono: 1) aiutare i paesi in via di sviluppo a conoscere e sperimentare politiche alternative; 2) permettere una più ampia partecipazione democratica alla politica economica. E’ autore di opere divulgative di grande successo: La globalizzazione e i suoi oppositori (Torino 2002, ed. or. 2001); I ruggenti anni Novanta. Lo scandalo della finanza e il futuro dell’economia (Torino 2003, ed. or. 2003). Ha scritto anche la prefazione al libro curato da Beppe Grillo Schiavi moderni.

Tzvetan/Cvetan Todorov (Sofia, 1º marzo 1939 – Parigi, 7 febbraio 2017)

Teorico della letteratura e saggista. Nato in Bulgaria, T. fuggì dal regime comunista  trasferendosi a Parigi nel 1963 e acquisendo quindi la nazionalità francese. Lì seguì l’insegnamento di Roland Barthes.
Ha lavorato per il Centre national de la recherche scientifique (CNRS), ha insegnato alla Yale University e fino al 1987 ha diretto il Centre de recherches sur les arts et le langage (CRAL) di Parigi.
All’inizio dei suoi studi è stato protagonista della divulgazione del formalismo russo (I formalisti russi, 1968) e dell’analisi semiotica strutturalista del racconto. La critica formale della produzione letteraria in seguito si stemperò per lasciare spazio ad interpretazioni simboliste (La letteratura fantastica, 1977, Teorie del simbolo, 1984) e quindi al problema dell’integrazione delle culture, denunciando tra l’altro il pericolo dello scontro tra civiltà (Il nuovo disordine mondiale, 2003). Un suo testamento intellettuale e umano lo troviamo in Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro (2009).
Convinto assertore che La bellezza salverà il mondo (2009), T. si è occupato anche di arte, con interpretazioni da fine conoscitore della pittura fiamminga (Elogio del quotidiano, 2000, Elogio dell’individuo, 2001) e di Goya (2013). In questo blog abbiamo recensito il testo Avanguardie artistiche e dittature totalitarie (Firenze 2007), espressione della sua preoccupazione esistenziale di fronte alle ideologie estremiste.

Marco Travaglio (Torino, 13-X-1964)

Giornalista. Laureato in Storia contemporanea all’Università di Torino, T. compie le prime esperienze professionali in testate di secondo piano di area cattolica. Dal 1988 è stato collaboratore al Giornale di Indro Montanelli, che ha seguito nel 1994 alla Voce. Specializzatosi nella cronaca giudiziaria, ha collaborato o collabora con “Il Messaggero”, “Il Giorno”, “L’Indipendente”, “Il Borghese”, “L’Espresso”, “Micromega” e, più continuativamente, con “L’Unità”. Dal 2006 è opinionista nella trasmissione condotta da Michele Santoro, “Anno zero”. Tra i suoi libri più importanti L’odore dei soldi. Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi (Roma 2001), scritto con Elio Veltri, e Regime (Milano 2004), scritto con il giornalista Peter Gomez. Esiste un sito ufficiale riguardante la scomparsa dei fatti e uno non ufficiale, ma abbastanza aggiornato, riguardante T. e la sua attività giornalistica.

Bill Viola (New York, 25 gennaio 1951)

Uno tra i più affermati artisti contemporanei, esponente di spicco della videoarte con la quale fa convivere l’elettronica e la pittura del passato, la filosofia delle religioni e l’immersione in ambienti multisensoriali. Il nonno paterno, emigrato da Pavia, gli ha trasmesso il cognome che è orgoglioso venga pronunciato in italiano.
Iscrittosi al College of Visual and Performing Arts della Syracuse University, frequenta discipline variegate tra pittura, religione e musica elettronica, laureandosi nel 1973 in un nuovo corso sperimentale intitolato, appunto, Experimental Studios, dedicato alle nuove possibilità offerte all’arte dall’elettronica.
Nel corso degli anni ’70 trascorre 18 mesi a Firenze, dove lavora insieme ad altri giovani artisti negli spazi di Art/Tapes/22, una galleria privata di Maria Gloria Conti e Giancarlo Bicocchi, tra le prime al mondo dedicate alla promozione della videoarte. Incentivato dall’esempio delle prime esperienze mediali come assistente di Nam June Paik e di Peter Campus, V. continua a esplorare le esperienze estetiche umane, sempre attraverso l’ausilio della tecnica moderna: registra le sonorità dell’eco che si propaga nelle antiche chiese fiorentine, filma i miraggi nel deserto, trascorre una giornata su di un albero, studia in Giappone con un maestro Zen, si fa ospitare come artist-in-residence presso una stazione televisiva, un ospedale, la Sony, lo Zoo di San Diego… arrivando a pregare con la sua famiglia insieme al Dalai Lama. Dagli anni ’90 le sue installazioni, realizzate con la collaborazione della moglie, Kira Perov, registrano un crescente successo anche mediatico, come l’esposizione Buried Secrets alla Biennale di Venezia del 1995, Five Angels for the Millennium a Londra nel 2001, l’allestimento dell’opera “Tristano e Isotta” messa in scena all’Opéra di Parigi nel 2004/2005. Nel 2006 è stato insignito dell’Ordine francese delle Arti e delle Lettere e nel 2011 del Praemium Imperiale giapponese. Mentre dal 2014 è installata in permanenza la sua video-installazione Martyrs in una cappella della cattedrale londinese di Saint Paul’s, seguita dal 2016 da Mary: un duplice impegno al quale ha dedicato 12 anni della propria vitaUna prima raccolta di suoi scritti si trova in “Bill Viola. Vedere con la mente e con il cuore”, a cura di Valentina Valentini (Roma, 1993), una antologia di saggi a lui dedicati da vari autori è a cura di Chris Townsend: “L’arte di Bill Viola” (Milano, 2005), mentre tre suoi video sono inseriti in “Bill Viola. Works”, a cura di Bruno Di Marino (Roma, 2009). Del 2017 è l’esposizione antologica “Bill Viola. Rinascimento elettronico”, incentrata sulle relazioni che intercorrono tra i suoi lavori e la pittura italiana che, come è naturale, viene ospitata in varie sedi nella città culla del Rinascimento, Firenze; in questo blog abbiamo parlato delle sue opere e del suo pensiero partendo dal catalogo di questa mostra, a cura di Arturo Galansino e Kira Perov (Giunti, Firenze, 2017).

Guido Visconti (L’Aquila, 1943)

Climatologo, insegna fisica dell’atmosfera presso l’Università dell’Aquila. E’ stato anche ricercatore e docente negli Stati Uniti, in particolare all’Università del Maryland e al Massachussetts Institute of Technology. V. si interessa della chimica dell’atmosfera e della meteorologia ad alta risoluzione, affrontando le questioni tecniche riguardanti lo studio del clima per mezzo di satelliti.
E’ stato Fondatore del Centro di Eccellenza per la Previsione di Eventi Meteorologici Severi (CETEMPS). Collaboratore della NASA, è dal 2007 membro del Consiglio Tecnico Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Scrive articoli su settimanali e quotidiani (Il corriere della Sera, Oggi). Ha pubblicato vari saggi divulgativi, tra i quali: L’atmosfera: origine, evoluzione ed effetti sul clima (Milano 1989); La febbre del pianeta (Milano 1992); Dove va il pianeta terra? Nascita, storia e prospettive del nostro pianeta (Milano 2006). Ha scritto anche il trattato Fondamenti di fisica e chimica dell’atmosfera (Napoli 1998).

Gustavo Zagrebelsky (San Germano Chisone (TO), 1-VI-1943)

Professore ordinario di giustizia costituzionale presso l’Università degli Studi di Torino, è stato nominato giudice costituzionale dal presidente il 9 settembre 1995; nel 2004 ha ricoperto la carica di Presidente della Corte Costituzionale. Collabora con i quotidiani La Repubblica e La Stampa. Ha scritto vari libri sul diritto sul rapporto tra società civile e religione: Il diritto mite. Legge, diritti, giustizia (Torino, 1992); Il «crucifige!» e la democrazia (Torino 1995); Il futuro della Costituzione (Torino 1996); La virtù del Dubbio. Intervista su etica e diritto (Roma-Bari 2007); Contro l’etica della verità (Roma-Bari 2008).


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