Archivio per la Categoria ‘Comunicazione ed informazione’

Plain Language

mercoledì, febbraio 10th, 2010

©plainlanguage
Lo sviluppo tecnologico necessita di un piano comunicativo nuovo che riesca a sopperire alle difficoltà del cliente ad assimilare le novità proposte dal mercato. L’esigenza di essere chiari e semplici dà vita al plain language, naturale evoluzione del plain english. Il linguaggio chiaro e coinciso ma prettamente testuale si arrichisce anche dei canali auditivi e visivi adattandosi perfettamente alle nuove tecnologie del web 2.0 e degli UGC (youtube, flick, etc). (continua…)

Fine delle trasmissioni

sabato, dicembre 19th, 2009

tvrest“Con il progressivo avanzamento di nuove generazioni abituate a maneggiare le possibilità offerte dalla convergenza [degli strumenti mediali], la televisione, come la conosciamo noi, è condannata. Non si tratta di saper manipolare tecnologie in forma intuitiva, come pensano i genitori che chiamano i figli ad “accomodare” il computer o a rimettere i canali sul telecomando del televisore. Si tratta di plasmare la propria socializzazione in modo completamente nuovo, attraverso i siti di presentazione di sé, di social networking, di gioco e simulazione, di archiviazione  e condivisione di musica, fotografie, video, i blog, la possibilità di costituire nicchie plurime di interesse e di scopo, l’attitudine a fare con i media sempre più cose contemporaneamente, in una filosofia totalmente multitasking.”

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NUOVA INFLUENZA

lunedì, novembre 9th, 2009

©beam
Il caso del virus A H1N1 è l’esempio di come l’informazione strumentalizzata ai fini economici sia pericolosa. Prima l’allarmismo dettato dalle case farmaceutiche, poi il silenzio stampa durato un mese e infine il nuovo correre ai ripari. La tempistica di questo altalenarsi di informazioni e disinformazioni sembra studiato a tavolino producendo paura e sconcerto nelle persone che non sanno più che fare. Se da una parte i morti sembrano meno di quelli previsti dai fautori della corsa ai vaccini, è vero che i risultati non sono proprio quelli di una influenza stagionale per alcune peculiarità. Prima di tutto bisogna mettere in evidenza che i più colpiti sono i giovani dai 2-27 anni e che la maggior parte di questi finisce in sala rianimazione con respirazione assistita. Penso sia giunto il momento di fare chiarezza ! (continua…)

TOXIC

lunedì, ottobre 19th, 2009

Nuclearapple

L’Europa sta diventando un paese di obesi esattamente come gli Stati Uniti. Entro qualche anno il numero di morti per problemi legati all’alimentazione supererà quello imputabile al tabagismo o all’alcool. L’obesità non è un problema semplicemente risolvibile con un cambio di abitudini o una ripresa dell’attività fisica o, come l’industria farmaceutica e agroalimentare ci vuol far credere, una sindrome metabolica. La verità è un’altra: “Frutta e verdura sono contaminate, i dolci sono intrisi di grassi nocivi, le bibite gassate vengono addolcite con sostanze volutamente iperglicemiche, ci sono hamburger che contengono la carne di… 400 vacche differenti. Fantascienza? Paranoia? Niente di tutto questo.”
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Per un diritto globale all’informazione

mercoledì, agosto 19th, 2009

shutup

“La libertà di parola è sia un fine in sé – un diritto inalienabile che i governi non possono togliere alla cittadinanza – sia un mezzo per raggiungere obiettivi altrettanto fondamentali. La libertà di parola garantisce un controllo necessario sul governo: una stampa libera non solo rende meno probabili gli abusi di governo, ma accresce la probabilità che vengano soddisfatti i bisogni sociali basilari. […] Voglio spingermi ancora più in là e affermare che nelle società democratiche esiste il diritto fondamentale a sapere, a essere informati su ciò che il governo fa e sul perché lo fa. […] La segretezza dà ai governanti un controllo esclusivo su alcune aree di conoscenza e perciò ne incrementa il potere, rendendo ancora più difficile il suo controllo anche da parte di una stampa libera.”

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Le trasformazioni della scienza e le sue forme di comunicazione

domenica, luglio 19th, 2009

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“I comunicatori della scienza non sono più figure facili da definire o da formare, perché non fanno più cose lineari e in luoghi precisi. Il comunicatore della scienza non è più una persona che fa un solo mestiere (ad esempio, il giornalista scientifico televisivo o l’educatore della scienza), ma spesso è una persona che, così come i suoi giovani colleghi scienziati, ha un lavoro flessibile, complicato, con più padroni e più referenti di un tempo, diviso fra esigenze e pressioni sociali differenti, obbligato a imparare a decodificare e parlare linguaggi diversi in momenti diversi.” (continua…)

@mici della rete

martedì, maggio 19th, 2009

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I numeri sono sorpredenti: Facebook (175 milioni di utenti, 5,5 milioni in Italia), Netlog (42 milioni nel mondo, 3 milioni in Italia), Linkedin (36 milioni nel mondo, 400 mila in Italia), Myspace (81 milioni nel mondo, 2,1 in Italia), Badoo (13 milioni nel mondo, 1,5 in Italia), Twitter(6 milioni nel mondo, 8000 in Italia). Una “rete” che interconette milioni di persone, disposte a mettere nudo la loro vita privata. Un nuovo spazio per stringere relazioni virtuali dove però si possono vivere emozioni e provocare effetti molto reali. E’ l’inizio di una nuova era, con vantaggi e rischi inediti. (continua…)

Ehi, bella, compra! Riviste per teenager e stili di consumo

venerdì, gennaio 9th, 2009

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“Possiamo quindi parlare di una politica editoriale che punta decisamente a costruire prodotti che possano colpire i giovani, divertendo e non annoiando, dando principalmente al lettore quello che egli si aspetta dalla rivista […], stando continuamente al passo con i tempi e, in definitiva, mutando al mutare dei gusti e delle tendenze, le quali sono altresì influenzate dalle stesse azioni di magazine come questi che sollecitano continuamente nuovi bisogni, proponendo nuovi beni di consumo e nuove strategie comportamentali, anche importate dagli Usa. In un processo che è tuttavia di tipo reticolare, in un’azione che coinvolge l’intero contesto comunicativo, dove vengono collocati anche gli altri media, e in cui tutti gli attori coinvolti contribuiscono in qualche misura a costruire un certo tipo di immaginario. In questo continuo scambio di input, i giornali per ragazzi si fanno al tempo stesso portavoci di certe tendenze e propositori di altre, in modo che il possesso di un determinato bene di consumo, l’essere alla moda, l’adottare un certo modello comportamentale (meglio se trasgressivo, inteso quindi come solo parzialmente disallineato) diventino un distintivo di appartenenza al gruppo o alla tribù.”
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Lo specchio della casta

martedì, luglio 29th, 2008

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“Non è nemmeno necessario che l’informazione sia tutta servile e sistematicamente ossequiosa (cosa peraltro probabilmente impossibile in una società e in un apparato di potere complesso, articolato e persino sconnesso come quello italiano). È sufficiente che la gran parte delle porzioni e dei segmenti del sistema informativo – a cominciare da quelli più importanti e autorevoli – facciano parte integrante del sistema di potere, siano intrinseci a una qualche sua importante componente o anche solo a un suo marginale frammento, servano interessi comunque consolidati, appoggino strategie in ogni caso interne alle dinamiche del Potere, perseguano obiettivi organici allo status quo anche se in termini di alternanza, ma mai di alternativa. In questo quadro è consentita persino la rappresentazione ripetitiva e scandalizzata di una situazione istituzionale sgangherata e di una corruzione diffusa, ma a patto di non illuminare adeguatamente vie d’uscita che siano estranee al gioco degli interessi in concorrenza all’interno dello stesso sistema, o comunque capaci di far saltare il tappo del senso d’impotenza o dell’assuefazione della massa.” (continua…)

La Ricerca sul web

giovedì, giugno 19th, 2008

Ricerca sul web

Il mercato che ruota intorno alla rete è vastissimo: le maggiori società coinvolte sono quotate in borsa, gli interessi in gioco sono enormi; basti pensare alla recente offerta di Microsoft a Yahoo! per aumentare la sua fetta di mercato in questo ambito. Molte società sono pronte a pagare ingenti somme di denaro ai motori di ricerca per ottenere la propria visibilità sapendo che i ritorni economici sono assicurati. In questo clima si è favorita la nascita di attività di ricerca, come la SEO (Search Engine Optimization), che lavorano per assicurare la maggior visibilità ai propri clienti. I numeri sono spaventosi: (1) 80% delle ricerche su internet passano per motori di ricerca, (2) le pagine sul web sono dell’ordine di centinaia di miliardi e la loro dimensione raddoppia ogni anno. Questo interesse ha alimentato lo sviluppo di nuovi algoritmi di information retrieval nelle sue fasi di raccolta (spider/web root), indicizzazione (indexing) e ordinamento (pageranking).

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