Archivio per la Categoria ‘Comunicazione ed informazione’

@mici della rete

martedì, maggio 19th, 2009

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I numeri sono sorpredenti: Facebook (175 milioni di utenti, 5,5 milioni in Italia), Netlog (42 milioni nel mondo, 3 milioni in Italia), Linkedin (36 milioni nel mondo, 400 mila in Italia), Myspace (81 milioni nel mondo, 2,1 in Italia), Badoo (13 milioni nel mondo, 1,5 in Italia), Twitter(6 milioni nel mondo, 8000 in Italia). Una “rete” che interconette milioni di persone, disposte a mettere nudo la loro vita privata. Un nuovo spazio per stringere relazioni virtuali dove però si possono vivere emozioni e provocare effetti molto reali. E’ l’inizio di una nuova era, con vantaggi e rischi inediti. (continua…)

Ehi, bella, compra! Riviste per teenager e stili di consumo

venerdì, gennaio 9th, 2009

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“Possiamo quindi parlare di una politica editoriale che punta decisamente a costruire prodotti che possano colpire i giovani, divertendo e non annoiando, dando principalmente al lettore quello che egli si aspetta dalla rivista […], stando continuamente al passo con i tempi e, in definitiva, mutando al mutare dei gusti e delle tendenze, le quali sono altresì influenzate dalle stesse azioni di magazine come questi che sollecitano continuamente nuovi bisogni, proponendo nuovi beni di consumo e nuove strategie comportamentali, anche importate dagli Usa. In un processo che è tuttavia di tipo reticolare, in un’azione che coinvolge l’intero contesto comunicativo, dove vengono collocati anche gli altri media, e in cui tutti gli attori coinvolti contribuiscono in qualche misura a costruire un certo tipo di immaginario. In questo continuo scambio di input, i giornali per ragazzi si fanno al tempo stesso portavoci di certe tendenze e propositori di altre, in modo che il possesso di un determinato bene di consumo, l’essere alla moda, l’adottare un certo modello comportamentale (meglio se trasgressivo, inteso quindi come solo parzialmente disallineato) diventino un distintivo di appartenenza al gruppo o alla tribù.”
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Lo specchio della casta

martedì, luglio 29th, 2008

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“Non è nemmeno necessario che l’informazione sia tutta servile e sistematicamente ossequiosa (cosa peraltro probabilmente impossibile in una società e in un apparato di potere complesso, articolato e persino sconnesso come quello italiano). È sufficiente che la gran parte delle porzioni e dei segmenti del sistema informativo – a cominciare da quelli più importanti e autorevoli – facciano parte integrante del sistema di potere, siano intrinseci a una qualche sua importante componente o anche solo a un suo marginale frammento, servano interessi comunque consolidati, appoggino strategie in ogni caso interne alle dinamiche del Potere, perseguano obiettivi organici allo status quo anche se in termini di alternanza, ma mai di alternativa. In questo quadro è consentita persino la rappresentazione ripetitiva e scandalizzata di una situazione istituzionale sgangherata e di una corruzione diffusa, ma a patto di non illuminare adeguatamente vie d’uscita che siano estranee al gioco degli interessi in concorrenza all’interno dello stesso sistema, o comunque capaci di far saltare il tappo del senso d’impotenza o dell’assuefazione della massa.” (continua…)

La Ricerca sul web

giovedì, giugno 19th, 2008

Ricerca sul web

Il mercato che ruota intorno alla rete è vastissimo: le maggiori società coinvolte sono quotate in borsa, gli interessi in gioco sono enormi; basti pensare alla recente offerta di Microsoft a Yahoo! per aumentare la sua fetta di mercato in questo ambito. Molte società sono pronte a pagare ingenti somme di denaro ai motori di ricerca per ottenere la propria visibilità sapendo che i ritorni economici sono assicurati. In questo clima si è favorita la nascita di attività di ricerca, come la SEO (Search Engine Optimization), che lavorano per assicurare la maggior visibilità ai propri clienti. I numeri sono spaventosi: (1) 80% delle ricerche su internet passano per motori di ricerca, (2) le pagine sul web sono dell’ordine di centinaia di miliardi e la loro dimensione raddoppia ogni anno. Questo interesse ha alimentato lo sviluppo di nuovi algoritmi di information retrieval nelle sue fasi di raccolta (spider/web root), indicizzazione (indexing) e ordinamento (pageranking).

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Memi: i nuovi replicatori

mercoledì, febbraio 20th, 2008

Sequenza del patrimonio memico del blog Attraverso lo specchio.

[L'immagine è stata ottenuta utilizzando il programma Web2DNA che analizza i tag html che caratterizzano un dato sito web e li codifica trasformandoli in un'immagine unica ispirata a quelle ottenute con un sequenziatore di DNA. Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito: WEB2DNA Art Project ]

Il termine meme viene coniato dal celebre biologo Richard Dawkins, che gli dedica un intero capitolo del suo libro “Il gene egoista” (1976). Tutto il testo è estremamente affascinante e ci conduce nell’esplorazione del mondo dei geni descrivendoci con dovizia di particolari, ed un rigore scientifico impeccabile, quello che possiamo definire il “comportamento darwiniano” di queste strutture molecolari che sono alla base della nostra vita. Sicuramente avremo occasione di dedicare un post a questo libro, ma per ora vorrei concentrarmi sul capitolo con il quale R.D. introduce l’idea di meme.

Prendendo a prestito le parole di N.K. Humphrey, collega di R.D. citato dallo stesso autore nel corso del capitolo in questione, riusciamo a capire meglio quello che è possibile intendere usando questo termine: “[...] I memi dovrebbero essere considerati come strutture viventi e non soltanto in senso metaforico, ma anche tecnico. Quando si pianta un meme fertile in una mente, anche il cervello ne viene letteralmente parassitato e si trasforma in un veicolo per la propagazione del meme, proprio come un virus può parassitare il meccanismo genetico di una cellula ospite. E questo non è soltanto un modo di dire: il meme che predispone, diciamo, a “credere nella vita dopo la morte” si realizza fisicamente, milioni di volte, come una struttura del sistema nervoso degli uomini di tutto il mondo”.

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La scomparsa dei fatti

lunedì, novembre 19th, 2007

©newcaneridens

“Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.”
Secondo Marco Travaglio l’informazione italiana versa in una situazione drammatica, di assoluta dipendenza dal potere politico, di cui è diventata una sorta di organo di marketing nella mediatizzazione della vita democratica. I giornalisti si limitano a riportare, secondo modalità preconfezionate e opportunamente orientate, le opinioni dei politici – basti pensare al famigerato ‘panino’ -, abbandonando progressivamente il compito professionale di una verifica autonoma dei fatti. In questo contesto degenerato anche il ricorso alla menzogna diventa allora uno strumento ordinario di lotta politica. Mentre un silenzio connivente e omertoso riguarda tutto ciò che potrebbe mettere in discussione la posizione delle élites politiche ed economiche.

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