Archivio per la Categoria ‘La globalizzazione per noi’

Le regole sociali dei mercati finanziari

venerdì, gennaio 29th, 2010

©currency

“I mercati finanziari, data l’elevata incertezza che li caratterizza, risultano, più di altri mercati, permeati da idee e teorie che assumono sovente la valenza di mode e manie, cioè di convergenze parossistiche su schemi e comportamenti comuni. Tali mode vengono potenziate dal fatto che il gioco delle aspettative e delle anticipazioni delle aspettative altrui da parte degli speculatori, crea facilmente ‘profezie’ che si autoavverano e, così, bolle speculative positive, se inducono rapidi rialzi nel valore dei titoli, negative, se ne producono la repentina caduta. Le bolle speculative […] si verificano allorquando alti e bassi corsi dei titoli sono sostenuti più da ondate di eccessiva fiducia o di eccessiva sfiducia degli investitori che da una stima coerente e realistica del loro valore.” (continua…)

Brasil takes off

mercoledì, dicembre 30th, 2009

settesaperi
“2003: Goldman Sachs individua il Brasile come uno dei paesi con il maggiore potenziale di crescita al mondo insieme alla Russia, India e Cina e per questo motivo crea l’acronimo di BRIC. Brasile? Il suo nome risuona in maniera anomala in mezzo agli altri titani citati, vista la sua instabilità politica e la sua infinita capacità di sperperare risorse. Ora però lo scetticismo degli esperti sembra svanire perché sembra mostrare dei vantaggi rispetto agli altri BRICS. E’ democratica al contrario della Cina, non ha conflitti etnici e religiosi come potrebbe essere il caso dell’India e tratta gli investitori stranieri con rispetto a differenza della Russia. In poche parole il Brasile con la sua crescita annuale del 5% potrebbe guidare l’uscita dalla recessione mondiale insieme alla Cina. (continua…)

Scienza economica ed etica

domenica, novembre 29th, 2009

©casket

“Si tratta di capire, spiegare e predire il comportamento umano in modo tale che i rapporti economici possano essere fruttuosamente studiati e i risultati venir utilizzati a fini descrittivi, di prognosi e di politica di intervento. La disattenzione per tutte le motivazioni e valutazioni ad eccezione di quella estremamente ristretta dell’interesse personale è difficile da giustificare sulla base dell’utilità predittiva, e sembra inoltre avere un sostegno empirico alquanto dubbio. Mantenersi su questa strada molto angusta non sembra un modo molto buono di svolgere il nostro lavoro.” “Il sostegno che gli assertori e i difensori del comportamento mosso dall’interesse personale hanno cercato in Adam Smith è in realtà difficile da trovare sulla base di una lettura più ampia e meno distorta di questo autore. Il professore di filosofia morale e il pioniere dell’economia non condussero infatti una vita di manifesta schizofrenia. In realtà è proprio il restringimento di ottica rispetto all’ampia visione smithiana degli esseri umani a poter venire visto come una delle principali carenze della teoria economica contemporanea. Questo impoverimento è strettamente legato all’allontanamento dell’economia dall’etica.”

(continua…)

Per un pianeta sociale

martedì, settembre 29th, 2009

©windmill

“Lo Stato è oggi incapace, e/o non disposto, a garantire ai soggetti la sicurezza esistenziale («la libertà dalla paura», come recita la famosa frase di Franklin Delano Roosevelt). Raggiungere la sicurezza esistenziale – ottenere e mantenere un legittimo e dignitoso posto nella società umana ed evitare la minaccia dell’esclusione – è ora un compito lasciato alle abilità e alle risorse individuali di ciascuno; il che significa essere esposti a rischi enormi e soffrire la straziante incertezza che questi compiti inevitabilmente comportano. La paura che lo Stato sociale aveva promesso di estirpare è ritornata con tutta la sua forza. La maggior parte di noi teme oggigiorno la minaccia, seppur vaga, di rimanere escluso, di risultare inadeguato alla sfida, di essere mortificato, umiliato e di vedere negata la propria dignità …”. (continua…)

Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere

domenica, agosto 30th, 2009

A drain

“Le 500 maggiori aziende del mondo controllano oggi circa il 70% del mercato globale. Il loro fatturato nel 1994 equivaleva al 25% del prodotto interno lordo del mondo, nel 2005 ammontava già a più del 33%. Eppure queste imprese danno lavoro solo allo 0,05% della popolazione mondiale, quindi nessuno può sostenere che abbiano creato posti di lavoro. In effetti per colpa loro sono stati annientati numerosi posti in piccole e medie imprese e nell’agricoltura.

Se accostiamo il PIL dei Paesi più ricchi al fatturato delle principali multinazionali ci accorgiamo che tra le cento maggiori potenze economiche troviamo tanti Stati quante aziende: – al 1° posto USA: PIL 13.202 mld (miliardi di dollari) – al 2° posto Giappone: PIL 4.340 mld – al 3° posto Germania: PIL 2.950 mld – al 4° posto Cina: PIL 2.668 mld – al 5° posto Regno Unito: PIL 2.345 mld – al 7° l’Italia: PIL 1.845 – al 22° posto la prima multinazionale Wal-Mart (catena di supermercati americana) – al 23° posto la ExxonMobil (Esso e Mobil) – al 26° Royal Dutch Shell. I dati confermano: molte multinazionali sono economicamente più forti di interi stati.”
(continua…)

Per un diritto globale all’informazione

mercoledì, agosto 19th, 2009

shutup

“La libertà di parola è sia un fine in sé – un diritto inalienabile che i governi non possono togliere alla cittadinanza – sia un mezzo per raggiungere obiettivi altrettanto fondamentali. La libertà di parola garantisce un controllo necessario sul governo: una stampa libera non solo rende meno probabili gli abusi di governo, ma accresce la probabilità che vengano soddisfatti i bisogni sociali basilari. […] Voglio spingermi ancora più in là e affermare che nelle società democratiche esiste il diritto fondamentale a sapere, a essere informati su ciò che il governo fa e sul perché lo fa. […] La segretezza dà ai governanti un controllo esclusivo su alcune aree di conoscenza e perciò ne incrementa il potere, rendendo ancora più difficile il suo controllo anche da parte di una stampa libera.”

(continua…)

La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla

giovedì, luglio 9th, 2009

moneywal.jpg

“Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. La globalizzazione ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione.” E’ necessario reagire, trovare una soluzione. (continua…)

Economia canaglia

martedì, giugno 9th, 2009

pacworld.jpg
Stiamo assistendo a un capovolgimento dell’ordine mondiale che va dalla costruzione dell’impero economico cinese all’ascesa della finanza islamica fino ad arrivare al disastro dei mutui americani. Il primo candidato al fallimento è il ceto medio che da fondamento dell’economia occidentale rischia di diventare il nuovo proletariato globale.
Lo stato-mercato non ha né la forza né la volontà di intervenire, l’unica via di uscita è la presa di coscienza da parte del consumatore che però deve essere consapevole della sua condizione per non rimanere vittima del sistema. (continua…)

Cipolle e democrazia: dal biototalitarismo al nuovo fascismo

venerdì, maggio 29th, 2009

onionskin.jpg

“La globalizzazione ha fatto sparire i cittadini e ha ridotto lo stato a strumento del capitale globale. La persona fittizia ha rimpiazzato gli esseri umani su cui era stata modellata. L’unico ruolo degli esseri umani è oggi quello di consumatori; quello di membri di comunità produttive e culturali è stato cancellato. Da una parte ciò rende superflui gli esseri umani nel provvedere ai loro bisogni. Dall’altra, insidia le diversità culturali, cioè il modo in cui le persone sono state modellate dalla natura e interagiscono con essa per soddisfare i propri bisogni. [...] La politica, svuotata dai diritti economici, sfrutta la paura e l’insicurezza e fabbrica odio come capitale politico. L’India non è l’unico paese ad assistere alla crescita del fascismo e delle forze fondamentaliste, proprio mentre la globalizzazione nega alle persone il diritto di difendere le proprie vite e i propri mezzi di sostentamento con metodi democratici.” (continua…)

Riconoscere globalmente i diritti per garantire il futuro della democrazia

domenica, aprile 19th, 2009

onpaperhill.jpg

“La realizzazione della Dichiarazione universale dipende moltissimo dai diritti espressi negli articoli 19 e 21: «ricevere e diffondere informazioni e idee, attraverso ogni mezzo» e prendere parte a «elezioni genuine» in ottemperanza al principio per cui la «volontà popolare è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici». L’importanza di restringere il diritto alla libertà di parola e alla partecipazione democratica è stata ben compresa dai potenti. È una lunga storia, ma i problemi hanno assunto un’importanza maggiore in questo secolo, quando «le masse hanno promesso di diventare re», una tendenza pericolosa, che poteva essere rovesciata, si pensò, da nuovi metodi di propaganda che dessero modo alle minoranze intelligenti … di plasmare le opinioni delle masse, … irregimentando l’opinione pubblica un po’ per volta, come l’esercito irregimenta i corpi dei suoi soldati». […] Per questi motivi, il sistema dei media e quello dell’istruzione sono un costante terreno di scontro.” (continua…)