Archivio per la Categoria ‘La globalizzazione per noi’

La legittimazione democratica come parametro problematico degli interventi umanitari

mercoledì, novembre 9th, 2011

©borderline“Abbiamo bisogno di regole e procedure che rendano l’intervento [umanitario] difficilmente giustificabile poiché [...] vi sono nazioni capaci di ingannare se stesse scambiando il desiderio di espandere la propria influenza nel mondo per una sincera preoccupazione altruistica di difesa della democrazia e dei diritti umani. Ma anche una volta soddisfatte tali regole e procedure, la questione di fondo deve essere sempre: l’intervento apporta più benefici che danni?”. (continua…)

The Lean StartUp

mercoledì, novembre 2nd, 2011

©whitecircle
La situazione economica mondiale ci pone davanti a un bivio: o scegliere di affrontare la sfida della globalizzazione adeguandosi alle dinamiche mondiali oppure reagire chiudendosi in una situazione locale per offrire servizi con un valore aggiunto nel contesto regionale. Qualunque sia la vostra scelta è necessario però cambiare il modello aziendale e facilitare nuove iniziative: da qui nasce il concetto di StartUp.
Eric Ries definisce la startUp come un’organizzazione dedicata alla creazione di qualcosa di nuovo in un contesto di estrema incertezza: è il caso tanto di quelle persone che iniziano in un garage quanto di grosse aziende che vogliono percorrere nuove strade che al momento non sono battute sul mercato. L’approccio di un’azienda di questo tipo deve fondarsi su una maggiore efficienza degli investimenti e far leva principalmente sulla creatività, ma ha bisogno anche di un metodo scientifico per imparare sperimentalmente a misurare il proprio progresso unito alla capacità di apprendere ciò che il cliente realmente vuole. Invito chiunque fosse interessato a questo argomento alla lettura di un meraviglioso libro che tenta un viaggio all’interno di un’esperienza di business con un’ottica totalmente nuova e ricca di insegnamenti per ognuno di noi. (continua…)

Assicurare alla giustizia i criminali internazionali

giovedì, settembre 29th, 2011

©lybra“Alla globalizzazione nel commercio e nelle comunicazioni corrispondono cambiamenti politici molto lenti. Il desiderio di rimanere aggrappati alla sovranità nazionale impedisce allo stesso modo lo sviluppo di un sistema razionale di difesa internazionale dei diritti umani, ma, come previsto dalla Carta dell nazioni Unite, gli ordinamenti giuridici nazionali e internazionali dovrebbero essere in grado di agire d’intesa piuttosto che in conflitto. La complementarità è un principio ragionevole e dovrebbe poter essere attuabile.” (continua…)

Euro & Germania? Nessuno conosce la risposta

martedì, settembre 20th, 2011

©oneuro2
Che cosa vuole la Germania? La risposta alla domanda su quali siano gli intenti della Germania sull’euro sono una delle questioni economiche europee più importanti. Al momento l’unica cosa chiara è ciò che la Germania non vuole: non vuole una “transfer union” (cioè un meccanismo che istituzionalizzi una solidarietà fiscale tra paesi ricchi e paesi poveri/indebitati), non vuole la divisione della moneta unica e quindi nemmeno la fine dell’euro. Ma niente altro trapela dalle stanze di comando. E’ a questo punto doveroso chiedersi se tutto ciò sia la diretta conseguenza di un difficile equilibrio politico-economico oppure se realmente la Germania non abbia un chiaro e coerente progetto politico europeo.
La Germania sembra aver deciso che sia giunto il momento di ridisegnare le istituzioni europee. (continua…)

“Cattivo vicinato”: un tentativo di giustificazione degli interventi militari della comunità internazionale

venerdì, luglio 8th, 2011

©grater2“La realtà di oggi è una via di mezzo, non più quella del 1945 in cui la sovranità era chiaramente privilegiata rispetto ai diritti umani e, tuttavia, niente affatto prossima al mondo auspicato dagli attivisti dei diritti umani, in cui cioè la sovranità sia condizionata all’essere dei buoni cittadini internazionali. Stiamo a metà strada, e negoziamo caso per caso, laddove insorgono conflitti tra sovranità nazionale e diritti umani internazionali.” (continua…)

The Take, la presa

domenica, giugno 19th, 2011

©gloves

“Occupare. Resistere. Produrre. Nei sobborghi di Buenos Aires trenta lavoratori disoccupati “organizzati” entrano nella loro fabbrica inattiva, tirano fuori i materassini sui quali dormire e rifiutano di andarsene. Quello che vogliono? Riavviare le macchine ferme. Ma questo semplice gesto – the take – ha il potere di portare alla ribalta il problema della globalizzazione.” (continua…)

Diritto di ingerenza? No, dovere di assistenza

lunedì, maggio 9th, 2011

©missyringe“Il dovere di assistenza esclude l’intervento militare, essendo diretto a beneficio delle vittime, e la guerra, etica o no, raramente è d’aiuto a chi ha subito una violazione dei diritti dell’uomo. Il vantaggio che alcuni ne traggono ha come prezzo di solito la sofferenza di altri. Con ciò non si deve pensare che l’intervento militare sia necessariamente illegittimo. Solo l’Armata rossa poteva forzare i cancelli di Auschwitz, e non possiamo che essere contenti che l’abbia fatto. Ma essenzialmente non fu un’azione umanitaria. È vitale che rimanga chiara la distinzione tra ingerenza militare e assistenza umanitaria”. (continua…)

La cultura del nuovo capitalismo

domenica, marzo 20th, 2011

©hangedhead“Un Io orientato sul breve periodo, concentrato sulle abilità potenziali, disponibile ad abbandonare le esperienze passate è – per esprimersi con gentilezza – uno strano tipo di essere umano. La maggior parte delle persone non è fatta così: le persone hanno bisogno di una biografia coerente, sono orgogliose di saper fare bene determinate cose e danno valore alle esperienze che hanno fatto nel corso della loro vita. Perciò, l’ideale culturale promosso dalle nuove istituzioni danneggia molte persone che vivono in esse.” (continua…)

I sogni infranti di Obama

sabato, gennaio 29th, 2011

©uncleobama“[...] non c’è dubbio che rispetto ad altri anni, e ad altre temperie politiche, il tema del declino americano riemerge molto più spesso nelle conversazioni e soprattutto è vissuto collettivamente. [...] Essere superati dalla Cina è una prospettiva vissuta ormai con una certa fatalità. Ma per l’osservatore straniero quel che desta più preoccupazione non è tanto il nuovo primato economico (e in prospettiva tecnologico) cinese che si profila. È che il modello politico-economico cinese stia diventando egemonico. E che cioè i tanti capitalismi Usa non siano disposti a riformare il sistema in senso più egualitario [...], ma che almeno alcuni di essi stiano gingillandosi con la possibilità di prosperare in un regime alla cinese, cioè con tutta la libertà dello stalinismo e con tutta l’uguaglianza dell’America di oggi, insomma il migliore dei mondi possibili.” (continua…)

Nel cuore della crisi planetaria

martedì, novembre 9th, 2010

©untitled“La globalizzazione può essere considerata un fenomeno che contribuisce a unificare il pianeta. Effettivamente, essa diffonde, nel mondo intero, l’economia mercantile, la scienza, la tecnica l’industria, ma veicola anche le norme, gli standards del mondo occidentale. Questo processo di unificazione sta per generare un processo contrario che si manifesta con l’emergere di un’opposizione di fronte a questa unità per salvaguardare la propria identità culturale, nazionale o religiosa. Questa resistenza sarà rafforzata dalla comparsa, alla fine del XX secolo, di un evento apparentemente anodino: la dissoluzione della fede nel progresso.”

(continua…)