Archivio per la Categoria ‘La globalizzazione per noi’
lunedì, agosto 9th, 2010
“Il termine globalizzazione ha senso come concetto complessivo per strutture e per interazioni di portata planetaria concretamente descrivibili. Non si tratta invece di un processo autonomo, da considerarsi come movimento storico inarrestabile e come coazione politica oggettivamente ineluttabile. Proprio nel caso di un concetto così ampio bisogna infatti guardarsi dalle essenzializzazioni e tenere presente che anche i grandi macroprocessi sono sempre il risultato dell’agire individuale e collettivo. I legami globali sono costruiti, mantenuti, trasformati e distrutti dagli Stati, dalle imprese, dai gruppi e dagli individui; sono oggetto di conflitti d’interesse e di scelte politiche; producono vincitori e perdenti – ma lo stesso vale anche per la distruzione delle strutture globali. Dietro la globalizzazione si trovano attori globali con differenti visioni e strategie. Molto di ciò che nel suo sviluppo appare obbedire a una sua specifica coerenza dipende anche dalle conseguenze non intenzionali di modi di comportamento che non sono assolutamente orientati in senso globale”. (continua…)
Tags: reti, storia globale
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mercoledì, maggio 19th, 2010

“Il processo in atto ha le dimensioni epocali di una trasformazione sociale nella quale il ceto medio, come eravamo abituati a intenderlo venti o trent’anni fa, svanisce, sostituito da una società più polarizzata: professionisti, operatori dei mercati finanziari, lavoratori della conoscenza, addetti ai servizi “protetti”, imprenditori dei settori innovativi sanno posizionarsi laddove il nuovo sistema economico produce o distribuisce ricchezza e quindi riescono a garantirsi un reddito comunque crescente. È la “società creativa” […]. Dall’altro lato si ammassa la forza-lavoro a più bassa specializzazione: operai dell’industria esposta alla concorrenza internazionale, impiegati e dipendenti dei servizi tradizionali (dal trasporto alla ristorazione), tutti stretti tra compressione dei redditi e riduzione delle garanzie sociali.” (continua…)
Tags: ceto medio, low cost
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lunedì, marzo 29th, 2010
“Molti leader continuano a comportarsi come se potessero tener nascoste verità scomode o dannose, in modo che il mondo esterno non ne sia informato, ma è finito il tempo in cui ciò era realmente possibile. La diffusione dei blog ha cambiato l’idea stessa di trasparenza. Un tempo, il peggio che poteva succedere ad un’organizzazione con scheletri nell’armadio era che una persona bene informata, e allo stesso tempo determinata e credibile, decidesse di raccontare tutto a uno stimato giornalista. Oggi, l’autore di denunce, un tempo isolato e vulnerabile, non ha più bisogno di rivolgersi a un cronista, o di giocarsi la carriera appellandosi all’opinione pubblica. Si può dire quello che si sa in modo anonimo, dopo di che i blog provvedono a diffonderlo nel cyberspazio alla velocità degli impulsi elettromagnetici.” (continua…)
Tags: franchezza, Informazione, manager, trasparenza
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venerdì, gennaio 29th, 2010

“I mercati finanziari, data l’elevata incertezza che li caratterizza, risultano, più di altri mercati, permeati da idee e teorie che assumono sovente la valenza di mode e manie, cioè di convergenze parossistiche su schemi e comportamenti comuni. Tali mode vengono potenziate dal fatto che il gioco delle aspettative e delle anticipazioni delle aspettative altrui da parte degli speculatori, crea facilmente ‘profezie’ che si autoavverano e, così, bolle speculative positive, se inducono rapidi rialzi nel valore dei titoli, negative, se ne producono la repentina caduta. Le bolle speculative […] si verificano allorquando alti e bassi corsi dei titoli sono sostenuti più da ondate di eccessiva fiducia o di eccessiva sfiducia degli investitori che da una stima coerente e realistica del loro valore.” (continua…)
Tags: agenzie di rating, fiducia, finanza, mercato, reputazione
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mercoledì, dicembre 30th, 2009

“2003: Goldman Sachs individua il Brasile come uno dei paesi con il maggiore potenziale di crescita al mondo insieme alla Russia, India e Cina e per questo motivo crea l’acronimo di BRIC. Brasile? Il suo nome risuona in maniera anomala in mezzo agli altri titani citati, vista la sua instabilità politica e la sua infinita capacità di sperperare risorse. Ora però lo scetticismo degli esperti sembra svanire perché sembra mostrare dei vantaggi rispetto agli altri BRICS. E’ democratica al contrario della Cina, non ha conflitti etnici e religiosi come potrebbe essere il caso dell’India e tratta gli investitori stranieri con rispetto a differenza della Russia. In poche parole il Brasile con la sua crescita annuale del 5% potrebbe guidare l’uscita dalla recessione mondiale insieme alla Cina. (continua…)
Tags: Brasile, Sviluppo
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domenica, novembre 29th, 2009

“Si tratta di capire, spiegare e predire il comportamento umano in modo tale che i rapporti economici possano essere fruttuosamente studiati e i risultati venir utilizzati a fini descrittivi, di prognosi e di politica di intervento. La disattenzione per tutte le motivazioni e valutazioni ad eccezione di quella estremamente ristretta dell’interesse personale è difficile da giustificare sulla base dell’utilità predittiva, e sembra inoltre avere un sostegno empirico alquanto dubbio. Mantenersi su questa strada molto angusta non sembra un modo molto buono di svolgere il nostro lavoro.” “Il sostegno che gli assertori e i difensori del comportamento mosso dall’interesse personale hanno cercato in Adam Smith è in realtà difficile da trovare sulla base di una lettura più ampia e meno distorta di questo autore. Il professore di filosofia morale e il pioniere dell’economia non condussero infatti una vita di manifesta schizofrenia. In realtà è proprio il restringimento di ottica rispetto all’ampia visione smithiana degli esseri umani a poter venire visto come una delle principali carenze della teoria economica contemporanea. Questo impoverimento è strettamente legato all’allontanamento dell’economia dall’etica.”
(continua…)
Tags: crisi, economia, etica
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martedì, settembre 29th, 2009

“Lo Stato è oggi incapace, e/o non disposto, a garantire ai soggetti la sicurezza esistenziale («la libertà dalla paura», come recita la famosa frase di Franklin Delano Roosevelt). Raggiungere la sicurezza esistenziale – ottenere e mantenere un legittimo e dignitoso posto nella società umana ed evitare la minaccia dell’esclusione – è ora un compito lasciato alle abilità e alle risorse individuali di ciascuno; il che significa essere esposti a rischi enormi e soffrire la straziante incertezza che questi compiti inevitabilmente comportano. La paura che lo Stato sociale aveva promesso di estirpare è ritornata con tutta la sua forza. La maggior parte di noi teme oggigiorno la minaccia, seppur vaga, di rimanere escluso, di risultare inadeguato alla sfida, di essere mortificato, umiliato e di vedere negata la propria dignità …”. (continua…)
Tags: comunità, crisi economica, welfare
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domenica, agosto 30th, 2009

“Le 500 maggiori aziende del mondo controllano oggi circa il 70% del mercato globale. Il loro fatturato nel 1994 equivaleva al 25% del prodotto interno lordo del mondo, nel 2005 ammontava già a più del 33%. Eppure queste imprese danno lavoro solo allo 0,05% della popolazione mondiale, quindi nessuno può sostenere che abbiano creato posti di lavoro. In effetti per colpa loro sono stati annientati numerosi posti in piccole e medie imprese e nell’agricoltura.
Se accostiamo il PIL dei Paesi più ricchi al fatturato delle principali multinazionali ci accorgiamo che tra le cento maggiori potenze economiche troviamo tanti Stati quante aziende: – al 1° posto USA: PIL 13.202 mld (miliardi di dollari) – al 2° posto Giappone: PIL 4.340 mld – al 3° posto Germania: PIL 2.950 mld – al 4° posto Cina: PIL 2.668 mld – al 5° posto Regno Unito: PIL 2.345 mld – al 7° l’Italia: PIL 1.845 – al 22° posto la prima multinazionale Wal-Mart (catena di supermercati americana) – al 23° posto la ExxonMobil (Esso e Mobil) – al 26° Royal Dutch Shell. I dati confermano: molte multinazionali sono economicamente più forti di interi stati.”
(continua…)
Tags: media, multinazionali, sfruttamento
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mercoledì, agosto 19th, 2009

“La libertà di parola è sia un fine in sé – un diritto inalienabile che i governi non possono togliere alla cittadinanza – sia un mezzo per raggiungere obiettivi altrettanto fondamentali. La libertà di parola garantisce un controllo necessario sul governo: una stampa libera non solo rende meno probabili gli abusi di governo, ma accresce la probabilità che vengano soddisfatti i bisogni sociali basilari. […] Voglio spingermi ancora più in là e affermare che nelle società democratiche esiste il diritto fondamentale a sapere, a essere informati su ciò che il governo fa e sul perché lo fa. […] La segretezza dà ai governanti un controllo esclusivo su alcune aree di conoscenza e perciò ne incrementa il potere, rendendo ancora più difficile il suo controllo anche da parte di una stampa libera.”
(continua…)
Tags: segretezza, stampa, trasparenza
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giovedì, luglio 9th, 2009

“Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. La globalizzazione ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione. E’ necessario reagire, trovare una soluzione. (continua…)
Tags: crisi, economia
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