Archivio per la Categoria ‘La globalizzazione per noi’

La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla

giovedì, luglio 9th, 2009

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“Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età  dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. La globalizzazione ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione. E’  necessario reagire, trovare una soluzione. (continua…)

Economia canaglia

martedì, giugno 9th, 2009

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Stiamo assistendo a un capovolgimento dell’ordine mondiale che va dalla costruzione dell’impero economico cinese all’ascesa della finanza islamica fino ad arrivare al disastro dei mutui americani. Il primo candidato al fallimento è il ceto medio che da fondamento dell’economia occidentale rischia di diventare il nuovo proletariato globale.
Lo stato-mercato non ha né la forza né la volontà di intervenire, l’unica via di uscita è la presa di coscienza da parte del consumatore che però deve essere consapevole della sua condizione per non rimanere vittima del sistema. (continua…)

Cipolle e democrazia: dal biototalitarismo al nuovo fascismo

venerdì, maggio 29th, 2009

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“La globalizzazione ha fatto sparire i cittadini e ha ridotto lo stato a strumento del capitale globale. La persona fittizia ha rimpiazzato gli esseri umani su cui era stata modellata. L’unico ruolo degli esseri umani è oggi quello di consumatori; quello di membri di comunità produttive e culturali è stato cancellato. Da una parte ciò rende superflui gli esseri umani nel provvedere ai loro bisogni. Dall’altra, insidia le diversità culturali, cioè il modo in cui le persone sono state modellate dalla natura e interagiscono con essa per soddisfare i propri bisogni. [...] La politica, svuotata dai diritti economici, sfrutta la paura e l’insicurezza e fabbrica odio come capitale politico. L’India non è l’unico paese ad assistere alla crescita del fascismo e delle forze fondamentaliste, proprio mentre la globalizzazione nega alle persone il diritto di difendere le proprie vite e i propri mezzi di sostentamento con metodi democratici.” (continua…)

Riconoscere globalmente i diritti per garantire il futuro della democrazia

domenica, aprile 19th, 2009

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“La realizzazione della Dichiarazione universale dipende moltissimo dai diritti espressi negli articoli 19 e 21: «ricevere e diffondere informazioni e idee, attraverso ogni mezzo» e prendere parte a «elezioni genuine» in ottemperanza al principio per cui la «volontà popolare è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici». L’importanza di restringere il diritto alla libertà di parola e alla partecipazione democratica è stata ben compresa dai potenti. È una lunga storia, ma i problemi hanno assunto un’importanza maggiore in questo secolo, quando «le masse hanno promesso di diventare re», una tendenza pericolosa, che poteva essere rovesciata, si pensò, da nuovi metodi di propaganda che dessero modo alle minoranze intelligenti … di plasmare le opinioni delle masse, … irregimentando l’opinione pubblica un po’ per volta, come l’esercito irregimenta i corpi dei suoi soldati». […] Per questi motivi, il sistema dei media e quello dell’istruzione sono un costante terreno di scontro.” (continua…)

The New New Deal

lunedì, marzo 9th, 2009

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“Il trucco non invecchia mai, l’illusione non perde smalto. Votate contro l’aborto: avrete la riduzione delle imposte sui redditi di capitale. Votate perché la nostra nazione torni a essere forte: avrete la deindustrializzazione. Votate contro quei professoroni universitari paladini del politicamente corretto: avrete la deregolamentazione del settore elettrico. Votate per levarvi il governo dalle scatole: avrete concentrazioni aziendali e monopoli in ogni settore, dai media al confezionamento della carne. Votate per tener testa ai terroristi: avrete tentativi di privatizzare la previdenza sociale. Votate per dare una lezione alle élites: avrete un ordine sociale in cui la concentrazione della ricchezza ha raggiunto livelli mai visti prima nel corso della vostra vita, in cui ai lavoratori è stato tolto ogni potere e gli amministratori delegati ricevono compensi al di là dell’immaginabile” (Thomas Frank, What’s the Matter with Kansas? How Conservatives Won the Heart of America, New York 2004, trad. e cit. a pp. 170-171). (continua…)

Una condizione per i diritti di cittadinanza globale: l’equa distribuzione delle risorse

giovedì, febbraio 19th, 2009

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“Un sistema basato sulla solidarietà e non sulla carità, fondato sui diritti e non sulla mischia di un mercato senza regole e sulla competizione si traduce in una tassazione che ridistribuisce ai meno privilegiati. Esso presuppone la creazione e il mantenimento di servizi che includano l’assistenza sanitaria e l’istruzione, ai quali tutti i cittadini abbiano libero accesso. Quando il capitale mobile internazionale sfugge alla tassazione, cosa che sta accadendo sempre più spesso, diventa più difficile finanziare la protezione sociale. In tal modo, esso esercita una pressione molto forte su diritti che la gente pensava di aver conquistato definitivamente. In pratica, tutte le conquiste degli ultimi cinquant’anni, se non dell’ultimo secolo e mezzo, diventano all’improvviso del primo che se ne appropria. Per riparare alle perdite causate dal degrado fiscale i governi stanno cercando di ridurre le proprie responsabilità e naturalmente aumentano pesantemente le tasse sugli stipendi, sui salari e sui consumi.” (continua…)

Subprime: da crisi finanziaria a recessione globale

martedì, dicembre 9th, 2008

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“Mi sorprende l’ottusità del genere umano. Questa era una crisi annunciata ma fare soldi a breve era più importante della certezza di stabilità nel lungo termine. E’ stata colpa nostra, è Wall Street ad aver aperto la strada al disastro su cui si è poi messo il resto del mondo. Sono stati i nostri professori, alcuni dei miei allievi al Mit, ad aver sviluppato teorie per la distribuzione del rischio, che sarebbero poi risultate fatali per un semplice errore: non hanno tenuto conto dell’insaziabilità del genere umano.” (intervista a Paul Samuelson, premio Nobel per l’economia nel 1970, pubblicata il 5 novembre 2008 su “Il sole 24 ore”). (continua…)

La globalizzazione vista dal basso: le migrazioni contemporanee

lunedì, settembre 29th, 2008

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“Globalizzazione dall’alto […] è una definizione solitamente riferita, appunto, ai processi di globalizzazione neoliberale o capitalistica. Globalizzazione dal basso, invece, fa riferimento alla progressiva formazione di una “società civile globale”, all’azione dei movimenti globali, ecc. Ecco, io credo che i movimenti migratori siano stati essi stessi in questi anni uno straordinario laboratorio della globalizzazione dal basso, al cui interno si è affermata una dimensione di esperienza e di vita che vorrei definire oggettivamente cosmopolitica. Questo non significa che l’immigrato che incontriamo per la strada sia di per sé cosmopolita, magari è totalmente “catturato” in reti “comunitarie” e in tradizioni più o meno inventate. Oggettivamente cosmopolita è però l’esperienza delle migrazioni, la dimensione di esperienza, la forma di vita che si è andata costituendo all’interno delle migrazioni nella misura in cui esse ci mostrano come una moltitudine crescente di donne e di uomini abbia organizzato la propria esistenza materiale e simbolica in questi ultimi anni prescindendo dall’esistenza e dall’azione dei confini tra gli Stati nazionali, magari utilizzando “opportunisticamente” questi ultimi ma ponendoli comunque radicalmente in questione.” (continua…)

La società  del rischio

venerdì, agosto 29th, 2008

unbewusste Überreste, avanzi inconsapevoli (T. Watanabe)

“Questo tentativo di costruire una fortezza occidentale contro tutti coloro che sono culturalmente diversi è un fenomeno molto diffuso e destinato a crescere. Inoltre, potrebbe dar vita a una politica dell’autoritarismo statale (su base etnica), caratterizzata da un atteggiamento flessibile verso l’esterno e i mercati mondiali e autoritario verso l’interno. Di chi beneficia della globalizzazione si fa carico il neoliberismo, per gli sconfitti si alimentano la paura del terrorismo e la xenofobia e si somministra a piccole dosi il veleno del razzismo. Tutto ciò significherebbe la vittoria del terrorismo perché i paesi moderni si priverebbero di due conquiste che per loro sono motivo di vanto e superiorità : la libertà  e la democrazia.” (continua…)

L’uccellino e le ‘Bastiglie’: la lenta conquista dei diritti umani

martedì, agosto 19th, 2008

senzatitolo (T. Watanabe).jpg“Indubbiamente, nonostante i suoi limiti, essa [La dichiarazione dei Diritti Umani] resta un punto fermo di grande importanza per l’impulso che ha dato alla protezione internazionale dei diritti dell’uomo. Essa ebbe tra l’altro il merito di formulare un concetto unitario e universalmente riconosciuto dei valori che dovevano essere difesi da tutti gli Stati nei loro ordinamenti interni. Non si rivolse solo ai membri dell’ONU, ma a tutti gli Stati della comunità mondiale (è per questo che, su proposta della Francia, a un certo punto si cambiò la denominazione della Dichiarazione, da ‘internazionale’ in ‘universale’). Grazie a essa la società degli Stati si è sforzata di uscire gradualmente dagli anni bui in cui solo il dominio e la forza (gli eserciti, i cannoni e le navi da guerra) costituivano il parametro per giudicare l’importanza degli stati. La Dichiarazione ha favorito l’emergere – anche se tenue e impacciato – dell’individuo, all’interno di uno spazio prima riservato esclusivamente agli Stati sovrani. Essa ha messo in moto un processo irreversibile”. (continua…)