Archivio per la Categoria ‘La politica da Gramsci a Grillo’

L’ “Anello” della Repubblica: l’Italia come laboratorio di forme di potere occulte

sabato, ottobre 9th, 2010

©theringofrepublic

“Se l’ossessione americana dell’anticomunismo, la splendida e ingombrante posizione geografica della nostra penisola, la presenza in casa del Vaticano, non bastassero a spiegare la nascita di quella che ormai viene pacificamente accettata come la “doppia lealtà” e “la sovranità limitata del nostro Stato”, possiamo aggiungere un’ulteriore causa di menomazione che è l’assenza di una classe politica e dirigenziale educata al senso di appartenenza allo Stato democratico. Questa mancanza non è stata frutto del caso, ma è figlia legittima della sostanziale continuità tra la nascente Repubblica e le istituzioni fasciste, compresi gli stessi funzionari. Se ciò avvenne non fu solo a causa dell’ambiguità e della compiacenza italica, ma anche di una strategia ben studiata: quella di reclutare tutto il personale del vecchio regime, a cominciare dagli agenti dell’Ovra, la polizia fascista, per innestarlo nei gangli del nuovo Stato. Era quello l’antidoto naturale all’attecchimento del comunismo”. (continua…)

L’Italia sul filo del rasoio

giovedì, luglio 29th, 2010

©thread

“A nostro parere, la profonda crisi degli anni Novanta, che prosegue fino ai giorni nostri, pone l’Italia sul filo del rasoio, poiché si tratta di una crisi tanto nel sistema politico – il che implica che alcuni suoi fattori possano risolversi all’interno delle istituzioni – quanto del sistema politico, che esige una vasta trasformazione di insieme. In particolare, l’attuale crisi illustra una volta di più le ambivalenze della politica su un lasso di tempo relativamente lungo, nel caso specifico a partire dalla nascita della Repubblica. In effetti il cambiamento odierno, di considerevole portata, va a braccetto con la continuità. In una doppia direzione: da un lato, perché il contenuto del cambiamento è in parte determinato dalla traiettoria intrapresa dall’Italia repubblicana; dall’altro, perché le attuali mutazioni continuano a esprimersi con un linguaggio arcaico e vengono lette alla luce di stereotipi ormai del tutto sorpassati”.

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Un terzo Risorgimento? No, il primo

mercoledì, giugno 9th, 2010

©puzzle

“Il vero! L’Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere senza quello. L’Italia nascente cerca in oggi il proprio fine, la norma della propria vita nell’avvenire, un criterio morale, un metodo di scelta fra il bene e il male, tra la verità e l’errore, senza il quale non può esistere responsabilità, quindi non libertà. […] L’Italia nascente ha bisogno d’uomini che incarnino in sé quel vero nel quale essa deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, lo rappresentino negli atti, lo confessino, checché avvenga, fino alla tomba: e voi [politici opportunisti] le date l’esempio d’uomini che dicono e disdicono, giurano e sgiurano, troncano a spicchi la verità, protestano contro i suoi violatori, e transigono a un’ora con essi. Così preparate al giogo del primo padrone straniero e domestico, che vorrà inforcarla di tirannide, una Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di se stessa e d’altrui, senza stimolo di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio per tradurla in opera.” (Giuseppe Mazzini, A Francesco Crispi, s.l. 1864)

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Un laboratorio di analisi politica sulle forme di democrazia: il processo a Gesù

giovedì, aprile 29th, 2010

©laboratory“Blandire la folla, allora, può essere, in certe circostanze, non un cedimento ma un accorgimento prudente di quanti hanno a cuore prima di tutto la salvezza del governo. Pilato non si è sbagliato a rimettersi alla voce della folla radunata davanti al Pretorio. Voleva sapere da che parte in quel momento spirasse il favore popolare, per potercisi conformare. Pilato democratico, dunque […]? Per nulla. Per andar dietro al favore popolare e assecondare il popolo, non è affatto necessario essere dei demòcrati. Si può, all’opposto, essere dei perfetti autocrati. È degli autocrati di ogni tempo l’ossessione della ‘presa diretta’ sul popolo, della gommosa aderenza allo spirito popolare. Alla fine, Pilato è più vicino allo spirito popolare di quanto non sia Gesù il profeta. I profeti che vengono a ‘mettere il fuoco in terra’ (Lc 12, 49) sono messi a morte dalla folla, a preferenza degli autocrati che si sforzano di blandirla.” (continua…)

La fattoria degli italiani

venerdì, aprile 9th, 2010

“Oggi il populismo ha perso quelle ingenuità [del pieno Novecento] e si presenta in una forma più sofisticata e quindi più insidiosa. Si ammanta infatti di una domanda di “vera democrazia”, al posto di quella attuale, consunta dalla grettezza di una classe politica inetta. Chiede strumenti di partecipazione diretta per far sentire la voce del popolo. Richieste giuste e condivisibili, in linea di principio. Solo che <, in> questa esaltazione del pan-partecipazionismo incappa in una domanda impossibile quando invoca la rimozione di ogni barriera che si interponga tra la volontà dei cittadini e la sua messa in atto: il che significa spazzar via tutti gli istituti di rappresentanza, tutte le istituzioni che rendono possibile il bilanciamento tra i poteri e impediscono il prevalere dell’uno sull’altro. Invece i pesi e i contrappesi sono stati inventati proprio per tenere a freno il popolo il quale, come già sapevano i classici greci, se aizzato dai demagoghi può provocare grandi disastri.” (continua…)

Il sommerso della Repubblica

martedì, marzo 9th, 2010

©blackmask“Sappiamo bene, e lo abbiamo già rilevato, che la radice del totalitarismo fascista affonda nel corpo sociale della nazione, là dove sono privilegi che non vogliono cedere il passo alla giustizia che avanza fatalmente in una società democratica, là dove sono angustie mentali, egoismi e chiusure, là dove si teme la libertà e non si crede alla sua forza creativa, redentrice e in definitiva ordinatrice e garante, là dove si guardano in superficie le cose ed il cammino della storia, là dove ci si affida incautamente alla illusoria efficacia risolutrice della forza.” (Aldo Moro, 1962) (continua…)

Autobiografia di una Repubblica

sabato, gennaio 9th, 2010

©torn“l’uomo di successo che si è fatto da solo; il «clan» che ha creato sin dagli inizi e che per lui è una specie di famiglia allargata e rassicurante; il carisma animalesco e ben tangibile [...]; la sua ostentata ignoranza [...] per tutto ciò che è complicato e che va al di là dei sentimenti elementari, delle intuizioni primarie, del diritto di natura [...]; a dirla in breve, si tratta di una mistura sapiente tra la forza della televisione e la democrazia plebiscitaria, che capita in una fase di smarrimento massimo della società  e di assenza pressoché completa di ogni principio e autorità. [...] Celentano farà scuola. Ha messo in moto un meccanismo, ha reso visibile il fascino ipnotico della televisione, ha dimostrato che una massa cospicua di italiani è inerme, disponibile alla suggestione di un guru attrezzato per la bisogna, stufa e arcistufa dei farisei di sempre e dei sepolcri imbiancati. Qualcuno prima o poi perfezionerà l’esperienza, la volgerà a un fine mirato e politico”. (Eugenio Scalfari, Il nostro guru del sabato sera, in “La Repubblica” 15 dicembre 1987, cit. a p. 155-156) (continua…)

I costi sociali e morali della riforma della giustizia

giovedì, novembre 19th, 2009

©soap

“A questo punto i nostri politici hanno avuto un colpo di genio (quello che, sciaguratamente, stanno avendo anche adesso, a circa dieci anni di distanza). Se non riusciamo a fare quello che vogliamo perché la Costituzione ce lo impedisce, beh, che problema c’è? Cambiamo la Costituzione nella parte in cui reca i principi che non ci permettono di fare quello che vogliamo. E poi facciamo quello che vogliamo. Insomma: se la Costituzione dice che è irragionevole non considerare prova valida nel processo quello che è stato acquisito come prova nella fase delle indagini dal Pubblico Ministero, cambiamo la Costituzione e facciamole dire una cosa diversa.”
“Quello che nessuno dice mai [...] è che l’autonomia e l’indipendenza dei Giudici, il loro non dover rispondere a nessuno (a nessun politico, nessun ricco, nessun potente; ma al CSM sì, eccome!), il loro indagare, decidere, “giudicare” senza pressioni, istruzioni, segnalazioni ecc.; tutto questo costituisce una garanzia per i cittadini. Non per i Giudici, per i cittadini.” (continua…)

Critica della democrazia identitaria

mercoledì, settembre 9th, 2009

monolite

“Pulsioni plebiscitarie e critiche del regime parlamentare, ricerca di identità e insofferenza nei confronti del sistema politico-rappresentativo, volontà decisioniste ed irritazione nei confronti della ricerca del compromesso, preferenza per la legittimità contro una legalità ritenuta un ostacolo alla sovranità ed ai poteri, esasperazione della contrapposizione tra l’ ‘amico’ e il ‘nemico’. Sono queste alcune delle caratteristiche che sostengono la visione di ‘democrazia identitaria’, così come definite dal suo teorizzatore più raffinato[, Karl Schmitt].”

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Rianimare la democrazia: contro i pericoli del capitalismo consumistico

lunedì, giugno 29th, 2009

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“La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte, politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt’altro – populista, di manipolazione mediatica, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nostre democrazie. E non c’è ambito in cui questa riforma sia più necessaria che in seno alla stessa Unione Europea.” (continua…)