Archivio per la Categoria ‘La politica da Gramsci a Grillo’

La memoria della Resistenza e la legittimità della Costituzione

giovedì, marzo 19th, 2009

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“Non avrei mai pensato che si dovesse cogliere l’occasione dell’anniversario del 25 Aprile, non tanto per rievocare gli eventi di quei giorni, quanto per spiegarne il significato storico, per farli capire a coloro che dopo mezzo secolo mostrano di non averli ancora capiti. La miglior prova della confusione che regna nel dibattito di questi giorni è la reiterata richiesta di «riconciliazione», senza che a questa parola si dia o si voglia dare un senso preciso. Sia detto allora una volta per sempre che, da un lato, l’Italia fascista, che è cominciata con una dittatura ed è finita alleata della Germania nazista, e, dall’altro, l’Italia, che dopo la caduta del fascismo, attraverso la guerra a fianco degli Alleati nel Sud e la guerra partigiana contro i tedeschi e i neo-fascisti della Repubblica di Salò nel resto del Paese, è rientrata a far parte delle nazioni civili e ha avviato un processo di democratizzazione che dura tuttora, sono storicamente irriconciliabili. Non so con quali argomenti si possa sostenere il contrario. Stato totalitario e democrazia sono antitetici.” (Norberto Bobbio, Democratici e no, in “La Stampa”, 25 aprile 1994) (continua…)

Tempo di cambiare: l’individuo, le famiglie e il futuro della democrazia

lunedì, febbraio 9th, 2009

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“Lo stato neoliberale, nel delicatissimo ambito dei rapporti tra famiglie, società civile e stato, fondamentalmente invita le famiglie a cavarsela da sole. Così facendo esso punta a un duplice risultato politico: incoraggia le famiglie a ragionare, più o meno esclusivamente, in termini privati (assistenza sanitaria privata, scuole private, spiagge private, e così via) e nega l’essenza della moderna società civile intesa come sfera dedicata a solidarietà orizzontali, all’equità sociale e alla diffusione del potere. Non che l’associazionismo in questo modello cessi di esistere, ma esso assume un carattere prevalentemente bonding [cioè orientato verso l’interno e il rafforzamento dell’identità], piuttosto che bridging [cioè orientato verso l’esterno e quindi aperto], essendo costituito da gruppi al servizio di interessi particolari, attivi a fini sia caritatevoli che non. Il potenziale trasformativo della società civile viene così a scemare o addirittura sparisce. Le famiglie sono decisamente staccate da qualunque dinamica analoga e saldamente ancorate invece a itinerari improntati al ‘lavora e spendi’.” (continua…)

Sperare in un responsabile senso di realtà: l’America di Obama

giovedì, gennaio 29th, 2009

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“Cyril Connolly [critico letterario] ebbe a dire una volta che dentro ogni uomo grasso ce n’è uno magro che lotta per uscire. Sarà Obama (quel ‘tipo ossuto con un nome buffo’, come dice egli stesso) quell’uomo magro per gli Stati Uniti? Rappresenterà quell’America agile, libera, sveglia che vuole liberarsi e uscire dal gigante obeso, sovradimensionato e lento di comprendonio le cui forze armate fanno disastri in tutto il mondo, il cui credito esaurito trascina giù con sé l’economia mondiale, le cui scorie stanno intossicando l’atmosfera nazionale e internazionale, il cui obsoleto arsenale nucleare (insieme a quello della Russia) minaccia ancora oggi ogni forma di vita?”
“Eppure c’è una scelta che si sovrappone a tutte le altre, collegandole tra loro, e che in un certo senso viene prima di tutte le altre: occorre decidere se gli Stati Uniti, fino ad oggi soffocati da una fitta nebbia di illusioni, sapranno disciplinarsi fino a percepire e trattare con il mondo esterno così com’è o se, abbandonando una volta per tutte ogni ragionevolezza, si tufferanno definitivamente in un mondo seducente di fantasia. Questo era l’interrogativo più immediato che si poneva agli elettori e l’elezione di Obama non ha fornito che una risposta temporanea e parziale.” (continua…)

Il futuro del ‘68

sabato, novembre 29th, 2008

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“La poderosa fabbrica – moderna e postmoderna – dell’idiozia a presa rapida, che depersonalizza gli individui (e le collettività) nella passività connivente, fa leva sulla rottura e il nascondimento del nesso causa-effetto. Occultato il rapporto esistente fra profitto-tecnica-potere da una parte e sfruttamento-alienazione-eterodirezione dall’altra, la condizione di impotenza delle persone appare come un risultato “naturale”, il portato di una situazione “normale” e inevitabile. [...] Ecco un’altra ragione essenziale per cui il potere dominante ha un interesse strategico a distorcere e occultare il significato profondo del Sessantotto. Infatti: da lì – da allora – viene la dimostrazione, teorica e pratica, che il “re” può essere messo a nudo, e destituito. E che noi – ognuno di noi insieme agli altri – possiamo costruire un mondo nuovo. Di consapevoli, e di artefici del proprio futuro.” (continua…)

Bianco su nero: crisi e vitalità dell’antifascismo

domenica, novembre 9th, 2008

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“Il significato epocale della Resistenza risiede esattamente in questo: nel segnare una discontinuità unica nella storia d’Italia, nel suggellare il tentativo di pochi di promuovere a beneficio di molti un mutamento nella forma e nella sostanza delle istituzioni, il passaggio a uno stato democratico, la creazione di nuovi rapporti sociali”. “Insomma, può ben darsi che l’antifascismo giaccia oggi sul suo letto di morte: malato terminale di ritualità, di credibilità, di senilità, e addirittura di eccentricità. Ma può essere che valga la pena di impegnarsi a mantenerlo in vita ancora un po’ – almeno finché non si sia trovato di meglio –  senza meritare con questo una denuncia per accanimento terapeutico. E forse il tentativo è tanto più opportuno, o addirittura necessario nel contesto della vita politica italiana, dove la morte dell’antifascismo rischia di significare non già una rinascita, ma l’agonia della democrazia”. (continua…)

La Costituzione: una bussola democratica

giovedì, maggio 29th, 2008

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La costituzione è la legge fondamentale di uno stato moderno, cioè di un insieme di persone che, condividendo in linea generale presupposti storici e culturali, organizza la propria convivenza in un territorio. Si tratta quindi di un documento che regola le forme basilari di relazione e di associazione di una comunità politica, definendo i diritti fondamentali dei cittadini e articolando e limitando le modalità di esercizio del potere. La costituzione è il nucleo delle attuali democrazie in quanto ne individua i valori che, al di là di ogni forma e procedura, la sostanziano: la libertà e l’uguaglianza, la cui costante tensione è tenuta in equilibrio dalla solidarietà e dalla partecipazione alla vita pubblica. (continua…)

Apprendere la democrazia

venerdì, maggio 9th, 2008

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“Pensando e ripensando, non trovo altro fondamento della democrazia che questo: il rispetto di sé. La democrazia è l’unica forma di reggimento politico che rispetta la mia dignità, mi riconosce capace di discutere e decidere sulla mia vita pubblica. Tutti gli altri regimi non mi prestano questo riconoscimento, mi considerano indegno di autonomia fuori della cerchia delle mie relazioni puramente private e familiari. La democrazia è, tra tutti, l’unico regime che si basa sulla mia dignità in questa sfera più ampia.” (continua…)

La questione è morale! (Ancora sulla panpolitica)

martedì, aprile 29th, 2008

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 ”I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.”

(continua…)

Anni ‘70: guarire la memoria con la democrazia

sabato, aprile 19th, 2008

Anni ‘70Anni ‘70

“Un momento di profonda transizione, una specie di perno attorno al quale il nostro Paese (e non solo) ha compiuto una grande rotazione”. Gli anni ‘70 furono un ‘tornante’ per il mondo intero, che si caratterizzò in Italia per un’altissima criticità sul piano economico, politico e sociale. Proprio a causa delle drammatiche sollecitazioni subite dalla società italiana, in non pochi casi traumatiche, gli avvenimenti accaduti e i processi avviatisi in quel periodo, che condizionano fortemente il nostro presente, sono oggetto di alcune patologie del ricordo. L’urgenza di costruire una memoria di quel decennio, che non sia affetta da gravi menomazioni, appare un compito non secondario per la vita politica del nostro paese, tanto più che si sta rapidamente avvicinando la soglia critica dei quarant’anni, oltre la quale cominciano a rarefarsi in maniera significativa le testimonianze di coloro che vissero quelle esperienze da protagonisti. (continua…)

La sfida dei valori

mercoledì, marzo 19th, 2008

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La sostanza storica della democrazia è costituita da una serie di valori condivisi, alla cui salvaguardia poniamo una serie di procedure formali, variabili e perfezionabili. La condivisione, da intendersi come esito di una discussione aperta e paritaria tra interlocutori, discende dal riconoscimento preliminare, ereditato dalla nostra storia, dei principi di libertà, quella propria e quella altrui, che si limitano nel loro reciproco rispetto, e di uguaglianza, intesa come garanzia di condizioni paritarie di partecipazione alla discussione. (continua…)