Archivio per la Categoria ‘La politica da Gramsci a Grillo’

Apprendere la democrazia

venerdì, maggio 9th, 2008

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“Pensando e ripensando, non trovo altro fondamento della democrazia che questo: il rispetto di sé. La democrazia è l’unica forma di reggimento politico che rispetta la mia dignità, mi riconosce capace di discutere e decidere sulla mia vita pubblica. Tutti gli altri regimi non mi prestano questo riconoscimento, mi considerano indegno di autonomia fuori della cerchia delle mie relazioni puramente private e familiari. La democrazia è, tra tutti, l’unico regime che si basa sulla mia dignità in questa sfera più ampia.” (continua…)

La questione è morale! (Ancora sulla panpolitica)

martedì, aprile 29th, 2008

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 ”I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune.”

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Anni ‘70: guarire la memoria con la democrazia

sabato, aprile 19th, 2008

Anni ‘70Anni ‘70

“Un momento di profonda transizione, una specie di perno attorno al quale il nostro Paese (e non solo) ha compiuto una grande rotazione”. Gli anni ‘70 furono un ‘tornante’ per il mondo intero, che si caratterizzò in Italia per un’altissima criticità sul piano economico, politico e sociale. Proprio a causa delle drammatiche sollecitazioni subite dalla società italiana, in non pochi casi traumatiche, gli avvenimenti accaduti e i processi avviatisi in quel periodo, che condizionano fortemente il nostro presente, sono oggetto di alcune patologie del ricordo. L’urgenza di costruire una memoria di quel decennio, che non sia affetta da gravi menomazioni, appare un compito non secondario per la vita politica del nostro paese, tanto più che si sta rapidamente avvicinando la soglia critica dei quarant’anni, oltre la quale cominciano a rarefarsi in maniera significativa le testimonianze di coloro che vissero quelle esperienze da protagonisti. (continua…)

La sfida dei valori

mercoledì, marzo 19th, 2008

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La sostanza storica della democrazia è costituita da una serie di valori condivisi, alla cui salvaguardia poniamo una serie di procedure formali, variabili e perfezionabili. La condivisione, da intendersi come esito di una discussione aperta e paritaria tra interlocutori, discende dal riconoscimento preliminare, ereditato dalla nostra storia, dei principi di libertà, quella propria e quella altrui, che si limitano nel loro reciproco rispetto, e di uguaglianza, intesa come garanzia di condizioni paritarie di partecipazione alla discussione. (continua…)

Per una rivoluzione femminile della politica

domenica, marzo 9th, 2008

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“Appare certa tutta l’assurdità e l’insopportabilità di un’organizzazione politica della società che per secoli ha pressoché escluso la metà del genere umano”. Già, la nostra consapevolezza democratica non può far a meno di giudicare la condizione tradizionale di esclusione delle donne dal potere politico come un’ingiustizia incomprensibile. Ma questa presa di coscienza è possibile solo ora, nel momento in cui giunge lentamente a maturazione una critica radicale della gerarchia dei sessi avviatasi solo qualche decennio fa. La scena politica mondiale dell’inizio del sec. XXI mostra i primi segni di un cambiamento: vi si scorge il ruolo di primo piano assunto da alcune donne – circostanza il cui rilievo non è tanto quello di portare a compimento l’emancipazione femminile, quanto quello di fornire un’opportunità di rivoluzione della politica per tutto il genere umano. Le donne possono essere infatti le protagoniste di un mutamento profondo e quanto mai necessario dell’essenza e dei modi del governo del mondo.

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La panpolitica

martedì, gennaio 29th, 2008

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“Il problema delle nostre élite politiche, quindi, non sta tanto nel loro profilo morfologico-curricolare [cioè nella loro identità e nella loro formazione], ma nel costituire sempre più una nomenclatura pronta a mortificare il bene comune a favore di centri di potere articolati per interessi: una sorta di rete panpolitica [...]. L’essere élite e sempre meno classe dirigente è basato sulla distanza [crescente] che intercorre tra le élite e le esigenze del paese.” Certo non useremmo comunemente queste parole per esprimere la condizione della politica in Italia, ma, nonostante ciò, ci troviamo sostanzialmente d’accordo con quanto sostiene l’équipe di ricercatori guidata da Carlo Carboni. Aggiungeremo però l’impressione che questa “rete panpolitica” è ben appiccicosa, una sorta di ragnatela, nella quale più ti muovi per liberarti – o per ristabilire la giustizia o per raccogliervi informazioni, il che fa quasi lo stesso nel nostro caso -, più ti aggrovigli e rischi di essere mangiato.

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Casta

mercoledì, dicembre 19th, 2007

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Casta! O forse sarebbe meglio dire: basta! In questo termine con cui due giornalisti, Rizzo e Stella, hanno cercato brillantemente di descrivere e denunciare la posizione e l’attività dell’élite politica italiana troviamo espressa la nostra insofferenza di cittadini, nonostante tutto democraticamente educati, per la condizione di inaccettabile separatezza dei nostri rappresentanti nel governo della cosa pubblica. Non è ammissibile la costituzione sistematica di privilegi, di reti di relazioni fondate su favori e parentele, di commistioni oscure con il potere economico e mediatico, e soprattutto di regimi di immunità  che diventa impunità  in barba allo spirito delle garanzie formali concesse ai deputati. La democrazia non è costituita solo da forme e procedure che preservano valori, ma è anche e soprattutto la sostanza di quei valori.

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