The Lean StartUp
mercoledì, novembre 2nd, 2011
La situazione economica mondiale ci pone davanti a un bivio: o scegliere di affrontare la sfida della globalizzazione adeguandosi alle dinamiche mondiali oppure reagire chiudendosi in una situazione locale per offrire servizi con un valore aggiunto nel contesto regionale. Qualunque sia la vostra scelta è necessario però cambiare il modello aziendale e facilitare nuove iniziative: da qui nasce il concetto di StartUp.
Eric Ries definisce la startUp come un’organizzazione dedicata alla creazione di qualcosa di nuovo in un contesto di estrema incertezza: è il caso tanto di quelle persone che iniziano in un garage quanto di grosse aziende che vogliono percorrere nuove strade che al momento non sono battute sul mercato. L’approccio di un’azienda di questo tipo deve fondarsi su una maggiore efficienza degli investimenti e far leva principalmente sulla creatività, ma ha bisogno anche di un metodo scientifico per imparare sperimentalmente a misurare il proprio progresso unito alla capacità di apprendere ciò che il cliente realmente vuole. Invito chiunque fosse interessato a questo argomento alla lettura di un meraviglioso libro che tenta un viaggio all’interno di un’esperienza di business con un’ottica totalmente nuova e ricca di insegnamenti per ognuno di noi. (continua…)
“[...] a questo proposito lascia stupefatti l’arretramento culturale avvenuto negli ultimi decenni, come se gli anni ‘70 fossero lontani un’era geologica: «In quel periodo – osserva [Vezio] Ruggeri [psicofisiologo presso la facoltà di psicologia della Sapienza di Roma] - si iniziava a fare strada una concezione innovativa, secondo la quale il lavoratore entrava nella progettualità generale del processo produttivo. Il lavoratore stesso attribuiva un valore al suo lavoro riconoscendosi delle competenze acquisite con la sua esperienza lavorativa nell’azienda o nel settore, da mettere al servizio di un miglioramento delle proprie condizioni lavorative. [...]. È evidente che se il processo lavorativo non è collocato in quest’ottica perché considerata astratta dalle stesse organizzazioni dei lavoratori, diventa molto più semplice ‘monetizzare quello che è un diritto a condizioni lavorative umane’, inseguendo l’uovo oggi piuttosto che una gallina, considerata improbabile, domani […]»”. 
“Alla globalizzazione nel commercio e nelle comunicazioni corrispondono cambiamenti politici molto lenti. Il desiderio di rimanere aggrappati alla sovranità nazionale impedisce allo stesso modo lo sviluppo di un sistema razionale di difesa internazionale dei diritti umani, ma, come previsto dalla Carta dell nazioni Unite, gli ordinamenti giuridici nazionali e internazionali dovrebbero essere in grado di agire d’intesa piuttosto che in conflitto. La complementarità è un principio ragionevole e dovrebbe poter essere attuabile.” 


“La libertà ha un duplice significato per l’uomo moderno: che egli è stato liberato dalle autorità tradizionali ed è divenuto un «individuo», ma che nello stesso tempo è diventato isolato, impotente, strumento di fini esterni, alienato da se stesso e dagli altri; e inoltre che questo insidia il suo io, lo indebolisce e lo atterrisce, e lo dispone alla sottomissione a nuove forme di servitù. Invece la libertà positiva si identifica con la piena realizzazione della possibilità dell’individuo, e insieme con la sua capacità di vivere attivamente e spontaneamente.” 

