Assicurare alla giustizia i criminali internazionali
giovedì, settembre 29th, 2011
“Alla globalizzazione nel commercio e nelle comunicazioni corrispondono cambiamenti politici molto lenti. Il desiderio di rimanere aggrappati alla sovranità nazionale impedisce allo stesso modo lo sviluppo di un sistema razionale di difesa internazionale dei diritti umani, ma, come previsto dalla Carta dell nazioni Unite, gli ordinamenti giuridici nazionali e internazionali dovrebbero essere in grado di agire d’intesa piuttosto che in conflitto. La complementarità è un principio ragionevole e dovrebbe poter essere attuabile.” (continua…)



“La libertà ha un duplice significato per l’uomo moderno: che egli è stato liberato dalle autorità tradizionali ed è divenuto un «individuo», ma che nello stesso tempo è diventato isolato, impotente, strumento di fini esterni, alienato da se stesso e dagli altri; e inoltre che questo insidia il suo io, lo indebolisce e lo atterrisce, e lo dispone alla sottomissione a nuove forme di servitù. Invece la libertà positiva si identifica con la piena realizzazione della possibilità dell’individuo, e insieme con la sua capacità di vivere attivamente e spontaneamente.” 

“La realtà di oggi è una via di mezzo, non più quella del 1945 in cui la sovranità era chiaramente privilegiata rispetto ai diritti umani e, tuttavia, niente affatto prossima al mondo auspicato dagli attivisti dei diritti umani, in cui cioè la sovranità sia condizionata all’essere dei buoni cittadini internazionali. Stiamo a metà strada, e negoziamo caso per caso, laddove insorgono conflitti tra sovranità nazionale e diritti umani internazionali.” 

