Archivio per la Categoria ‘Scienza e trasmissione del sapere’

Il paese dei balocchi: il patrimonio delle città d’arte italiane da generatore di cittadinanza ad attrazione da luna park

domenica, settembre 20th, 2015

facade“Il valore civico dei monumenti è stato negato a favore della loro rendita economica, e cioè del loro potenziale turistico. Lo sviluppo della dottrina del patrimonio storico e artistico come «petrolio d’Italia» (nata negli Ottanta di Craxi) ha accompagnato la progressiva trasformazione delle nostre città storiche in luna park gestiti da una pletora di avidi usufruttuari. Le attività civiche sono state espulse da chiese, parchi e palazzi storici, in cui ora si entra a pagamento, mentre immobili monumentali vengono incessantemente alienati a privati, che li chiudono o li trasformano in attrazioni turistiche. Come in un nuovo feudalesimo, le nostre città tornano a manifestare violentemente i rapporti di forza, soprattutto economici: da traduzione visiva del bene comune a rappresentazione della prepotenza e del disprezzo delle regole.” (altro…)

Linux vs Windows 8

domenica, giugno 9th, 2013

penguinswindow
L’uscita della nuova release di Ubuntu 12.10, che avviene mentre gli utenti windows iniziano a confrontarsi con il rivoluzionario Windows 8, offre su un piatto di argento l’occasione di confrontare due dei sistemi operativi più diffusi al mondo. Il mondo del pinguino non aveva riposto grande aspettative sul nuovo Windows 8, ma il nuovo OS di casa Redmond sembra deludere i più. La società Gartner, che offre serciz di consulenza nell’ambito informatico, ha predetto che circa l’80% degli utenti business non lo adotteranno mai. Già dalle prime anticipazioni il cambiamento più importante di Windows 8 era nella schermata Start, inizialmente chiamata Metro ma poi rinominata in Modern UI. I primi tester di esperti hanno esposto una reale difficoltà di passare da Windows 7 a Windows 8, non riuscendo a svolgere alcune operazioni già fatte nell’edizione 7. Passati ormai diversi mesi dall’uscita di Ubuntu 12.10 è il momento di fare i primi confronti. Alcuni percorsi di sviluppo presenti su Windows 8 si possono rintracciare anche in Ubuntu, che rilancia con Unity la nuova release interfaccia-utente; ma ormai sono diversi i test svolti capaci di fare della nuova interfaccia di casa Pinguino un prodotto più efficace e amichevole, a cui si va aggiungere l’alternativa di scelta per chi non ama la nuova interfaccia, opportunità non possibile sui Windows. Le vere novità di entrambi gli OS è relativa alla volontà di unificare la GUI (Graphical User Interface) su tutti i dispositivi: ma, mentre nel caso di Windows Modern UI sembra un’anomalia, nel caso del Pinguino i miglioramenti in due anni sono molto evidenti. Proponiamo in questo modo un percorso alla ricerca del prodotto che risponde più alle nostre esigenze. (altro…)

A third industrial revolution

domenica, aprile 21st, 2013

©disintegration
La prima rivoluzione industriale, che ebbe il suo inizio in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo per la necessità di meccanizzare la produzione di materiale tessile, attività in precedenza eseguita esclusivamente a mano, diede vita alle prime aggregazioni produttive con la nascita di cotonifici come unione di centinaia di case tessitrici, facendo così nascere le prime fabbriche. La seconda rivoluzione, avvenuta nel XX secolo per merito di Henry Ford, nacque dall’esigenza di costruire catene di montaggio per la produzione di massa e diede un’ulteriore definitiva spinta all’urbanizzazione e alla nascita di una vera classe imprenditoriale. Ora è in atto la terza rivoluzione industriale che provoca un’ulteriore profonda trasformazione del sistema produttivo: è giunta infatti l’era digitale. Il cambiamento è in corso e coinvolge non solo il modello produttivo, ma implica una vera e propria ristruttuazione delle aziende in termini organizzativi e produttivi. Il prodotto viene completamente riprogettato sostituendo gran parte delle parti da assemblare con un prodotto unico a forma complessa generato tridimensionalmente con l’ausilio del computer e stampa in 3D. La stampante 3D diventa così l’elemento cruciale, trait d’union tra il progetto digitale e il prodotto reale: tutto diventa fattibile nel garage di casa. Per ora esclusiva di pochi laboratori nel mondo, la macchina 3D è già applicata per produrre apparecchi acustici, cioè elementi ad alto contenuto tecnologico. L’acciaio sarà in gran parte sostituito da fibre in carbonio. Il ricorso alle nanotecnologie apre il campo ad una miriade di applicazioni: l’unico vero limite sembra essere la fantasia. (altro…)

Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata

sabato, febbraio 23rd, 2013

weatherweapons
Negli ultimi dieci anni previsioni catastrofiche hanno riempito tutte le riviste scientifiche, annunciando scenari disastrosi per l’avanzata di desertificazione oppure per l’inquinamento dell’aria. Oggi, dopo una serie di catastrofi naturali, in tutto il mondo l’atteggiamento sta cambiando: sono infatti sufficienti due giorni di caldo in più per dar vita a dibattiti sullo scioglimento dei ghiacciai e sull’ipotetico ritorno alle palafitte per contrastare gli effetti dell’innalzamento del livello degli oceani.
Le grande paura del buco dell’ozono, che per decenni ci ha terrorizzato nell’utilizzo delle bombolette spray, è stato ormai soppiantata da quella del riscaldamento globale; se il primo era però attribuito esclusivamente al mondo civile, ora quest’ultimo è più ‘democratico’, in quanto imputabile a qualsiasi paese, ricco o povero che sia. L’effetto di riscaldamento è in relazione alle emissioni di biossido di carbonio, gas il cui aumento è in stretta relazione con ciò che produciamo. Questo nesso tra consumo e inquinamento faciliterebbe un’analisi globale, in quanto sarebbe sufficiente identificare chi più consuma per concentrare su di lui l’intervento. Tuttavia la nostra società, centrata sul consumo, percepisce questo intervento come atto di privazione del benessere.
In campo internazionale la voce politicamente più autorevole nel manifestare una nuova sensibilità per questi temi è senza dubbio quella di Al Gore che, da vice presidente degli Stati Uniti, è stato promotore di tante campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche ambientali. Dubbia è l’efficacia di tali campagne, che spesso non sono seguite da fatti concreti: è il caso del protocollo di Kyoto, un trattato che gli USA hanno sempre rifiutato di accettare e che da Al Gore stesso è stato definito inapplicabile. L’appello a ridurre le emissioni in maniera indifferenziata in tutto il mondo è fortemente penalizzante per i paesi in via di sviluppo perchè se per gli stati sviluppati ridurre il tasso di consumo pesa esclusivamente sul surplus, nei paesi in via di sviluppo una riduzione sostanziale incide sulle potenzialità di crescita del paese stesso. Discorso di più ampio è quello portato avanti da Angela Merkel che vuole porre come metro di misura il valore di consumo pro-capite. Se infatti in media in Europa il valore di emissioni è di 7 tonnellate per individuo (con il record in Germania dove si raggiunge quota 11), gli Stati Uniti superano il valore di 20 tonnellate contro un valore medio della Cina di 3,5. Una logica poco democratica vorrebbe boicottare lo sviluppo di 3 miliardi di persone piuttosto che convincere 200 milioni di persone a consumare di meno. (altro…)

Il livello degli oceani

mercoledì, dicembre 12th, 2012


27 novembre 2012: si apre la 18esima conferenza mondiale ONU sui cambiamenti climatici in Qatar.
Gli obiettivi principali dell’assemblea a cui partecipano oltre 17000 delegati di 194 Nazioni sono principalmente due: da una parte convincere il Qatar ad adottare misure sulla riduzione delle emissioni e dall’altra convincere il governo cinese ad aderire al protocollo di Kyoto.
Parallelamente si organizzano conferenze tecniche per discutere dei risultati ottenuti sulle misure dei principali parametri ambientali come la temperatura media terrestre e il livello dei mari e degli oceani: ne è un esempio il seminario “Da Sandy a Doha: la sfida del cambiamento climatico” tenutosi a San Servolo e presieduto da Antonio Navarra direttore del Centro Euro-Mediterraneo. Le recenti catastrofi naturali attraggono sempre più l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema del livello dei mari e degli oceani.
Ad oggi la misura del livello degli oceani a livello mondiale è calcolata da due satelliti della NASA in orbita dal 2003, chiamati Tom e Jerry, che hanno svolto una mappatura globale misurando le differenze di gravità su punti della Terra a una distanza di 290 km circa. I dati raccolti durante il progetto GRACE (“Gravity Recovery and Climate Experiment”) mostrano un livello medio di innalzamento di 1 mm all’anno. La cosa che però più sorprende è il fatto che i valori non sono omogenei: ciò equivale a dire che esistono zone dove l’oceano cresce maggiormente, come accade nella zona centro-occidentale dell’Africa e la costa sudamericana all’altezza della foce del Rio delle Amazzoni.
Anche l’agenzia spaziale europea, dopo uno studio di diciott’anni (1992-2010), concorda sulla disomogeneità dei dati, evidenziando variazioni che vanno dai 3 mm annui, come nel caso delle Filippine, fino ai 10 mm, come si registra in Borneo, e ottenendo come risultato una media di poco superiore a quella rilevata dalla NASA. Caso contro tendenza sembra essere quello del Mediterraneo, dove addirittura sarebbe in corso una diminuzione del livello. Ciò sta avvenendo ad esempio nello Ionio, dove si registra un calo del livello delle acque: la condizione di bacino praticamente chiuso si coniugherebbe con una maggiore evaporazione.
L’ IPPC (Intergovemmental Panel on Climate Change) ha fatto una previsione nel 2007 sulla base dei dati prelevati in quegli anni annunciando un possibile innalzamento globale di 30-50 cm entro il 2100: ad oggi gli aggiornamenti condotti sulla base dei nuovi dati raccolti inducono a stimare l’aumento intorno al metro.
L’innalzamento dei mari pare però che non sia direttamente collegato con lo scioglimento del ghiaccio polare; se infatti pensiamo ad un cubetto di ghiaccio in un bicchiere lo scioglimento non fa aumentare il livello di acqua. Resta però il fatto che il livello dei mari su scala globale è in crescita per il consistente scioglimento dei ghiacci della Groelandia e dell’Artico e dei ghiacci alpini e himalaiani; ma soprattutto per il riscaldamento degli oceani che provoca l’espansione delle masse d’acqua.
Torna quindi il punto focale di tutto il discorso il RISCALDAMENTO GLOBALE. (altro…)

Uragano Sandy

domenica, novembre 11th, 2012


Previsto con largo anticipo, come ormai di consueto accade per questo tipo di eventi, tra lunedi 29 ottobre e martedi 30 l’uragano Sandy si abbatte su New York con una forza del tutto inaspettata. Classificato da esperti di categoria 1 secondo la scala di Saffir-Simpson che corrisponde a un evento con un impatto minimo, l’uragano si sarebbe dovuto limitare a danni su barche, strutture mobili, tetti e circoscrivibile a effetti di inondazione nelle zone costiere e una velocità del vento di 119-153 km/h. I dati pubblicati dal National Hurricane confermano le previsioni; quello che però sorprende è invece la forza distruttiva osservata, ben più forte di quella attesa, che ha lasciato tutti sbalorditi.
Gli esperti stanno provando in ogni modo a trovare delle spiegazioni plausibili come l’incontro di correnti fredde polari, tempeste ed altri uragani che hanno amplificato, a pari velocità, la forza di impatto. La presenza della luna piena avrebbe influito anche sulla marea incidendo sull’effetto complessivo.
La paura e la distruzione viste nei media hanno riacceso il dibattito sui cambiamenti climatici e sulla loro influenza sugli eventi naturali. Ad oggi gli esperti non sanno rispondere in maniera univoca a riguardo delle cause dell’entità dell’effetto: Kevin Trenberth definisce Sandy “un fenomeno ibrido frutto del caso”. (altro…)

Social Network: l’incubo delle aziende

domenica, ottobre 21st, 2012


Facebook, Google+, LinkedIn, Skype, Twitter … l’elenco dei social network potrebbe continuare ancora per molto e giungere così ad annoverare un totale di utenti che supera il miliardo. Il tutto genera un quantitativo di flussi di dati elevatissimo tanto da diventare un vero pericolo informatico. I dati passano in maniera incontrollata tra i vari siti e i computer aziendali creando delle vere e proprie falle di sicurezza.
Da un punto di vista di sicurezza informatica sarebbe quindi necessario evitare il traffico di dati su social network in ambiente professionale. Il problema non risiede però nello strumento perché in realtà siti come Facebook sono ben diversi da LinkedIn; gli utenti non sono tuttavia così sensibili nel dividere le relazioni personali con quelle professionali. E’ molto probabile che l’utente poco smaliziato usi la stessa password per l’account di Facebook e per l’accesso all’Active Directory aziendale.
Se la tecnologia di sicurezza delle mail ormai è matura non si può dire la stessa cosa dei servizi nei siti di social networking quindi un terreno fertile per gli hacker che usano questa opportunità per indurre gli utenti a scaricare contenuti maligni come virus o malware.
(altro…)

Quello che vuole la tecnologia

domenica, settembre 9th, 2012

©robot3
Oggi la vita è preda di una profonda e continua tensione tra i benefici dell’avere più tecnologia e la necessità di averne meno. Dovrei dare ai miei figli questo o quest’altro gadget? Ho tempo di imparare a usare questo dispositivo che mi farà risparmiare tempo e fatica? E, andando più a fondo: tutta questa tecnologia è inevitabile? Devo essere favorevole o scettico verso questa valanga inarrestabile di cose nuove? La mia decisione cambierà qualcosa?
Una domanda è cruciale: qual è la vera essenza della tecnologia? Nel contesto odierno è necessario comprendere quale sia la vera natura della tecnologia per riprendere un rapporto equilibrato con essa. Un viaggio nella storia alla ricerca delle radici della tecnologia, ascoltando i futurologi della Silicon Valley e i più scettici sostenitori della tecnologia, dopo aver vissuto con gli amish della Pennsylvania, sono il filo conduttore di questo bellissimo viaggio alla ricerca dell’anima del technium. (altro…)

Zio Tungsteno

lunedì, agosto 20th, 2012

©tungsteno2
Ripercorriamo l’avventura della scienza moderna attraverso una testimonianza riguardante la chimica, una disciplina che mostrava esemplarmente la traduzione di idee chiare e distinte in schemi definiti, come la tavola degli elementi di Mendeleev. Un giovane ragazzo scopre nelle sale del museo della scienza di Kensington il meraviglioso mondo dei metalli seguendo lo zio Dave, soprannominato zio Tungsteno per il suo lavoro di costruire lampadine all’interno di un laboratorio pieno di cose straordinarie. Il giovane può rivivere così le tappe fondamentali della scienza naturalistica e romantica dell’Ottocento che tanto ama. Divenuto adulto, sceglie di diventare medico, certo che ormai la chimica ‘naturalistica’ stia tramontando; tuttavia, porterà impresso in sé l’idea dell’ordine inscalfibile della scienza nel ricordo delle barre lucenti e tintinnanti di Tungsteno dello zio Dave, che comunicavano tutto il fascino del metallo. (altro…)

Quantum Computing. Che importanza ha?

lunedì, luglio 30th, 2012

©leonardo
Lo sviluppo dell’information technology ha cambiato le nostre abitudini quotidiane rendendo la nostra vita strettamente legata all’uso del PC. Il computer è un oggetto di interesse generale. Ad oggi il PC non è molto diverso dalla macchina di Zuse (il primo modello di PC) se non per le performance in termini di miniaturizzazione e di velocità computazionale. Ogni computer dal punto di vista classico ha come unità fondamentale d’informazione il valore binario 0 1. Ogni operazione svolta da un PC si identifica con una serie di 0 e 1 formando istruzioni di 32 o 64 unità a seconda della tecnologia implementata. L’avvento dei quantum computer cambierebbe il modo di concepire l’elaborazione di calcolo permettendo di esplorare una strada più veloce ed efficiente per i computer convenzionali. Invece di usare dati in forma binaria (logica: acceso o spento) l’approccio quantistico prevede l’uso di imput laser per eccitare atomi che rispondono in termini quantistici. La difficoltà di implementare tale tecnologia in termini logico matematici è ben espressa da Niels Bohr che afferma “Se qualcuno affermasse che riesce a pensare o parlare di fisica quantistica senza diventare pazzo, questo dimostrerebbe soltanto una cosa che non ha compreso nulla di essa….”

(altro…)


facebook like