Archivio per la Categoria ‘Società’
lunedì, gennaio 30th, 2012

“«Preparare per la vita», compito perenne e invariabile di ogni educazione, deve significare [oggi] per prima cosa coltivare la capacità di convivere giorno per giorno e pacificamente con l’incertezza e l’ambivalenza, con una pluralità di punti di vista e con l’assenza di autorità infallibili e attendibili; deve significare inculcare la tolleranza della differenza e la volontà di rispettare il diritto a essere differenti; deve significare il rafforzamento delle facoltà di critica e autocritica e del coraggio necessario per assumersi le responsabilità delle proprie scelte e delle relative conseguenze; deve significare l’addestramento alla capacità di cambiare i contesti e di resistere alla tentazione di rifuggire la libertà, con l’ansia dell’indecisione che questa si porta dietro assieme alle gioie del nuovo e dell’inesplorato.”.
(continua…)
Tags: apprendimento, educazione, istruzione, postmodernità
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lunedì, dicembre 19th, 2011

“Una politica del lavoro globale potrà affermarsi solamente quando diverranno maggioranza le persone consapevoli che la richiesta di utilizzare la forza di lavoro solo quando serve, e fintanto che serve, non è uno strumento isolato del conflitto sociale. È piuttosto uno dei più insidiosi tra i tanti inclusi nell’armamentario dell’attacco politico che all’ombra di sedicenti ragioni tecniche – manco a dirlo il suo costo, a fronte del deficit del bilancio pubblico – viene da tempo condotto allo Stato sociale, in Italia come in altri paesi europei, nelle sue varie componenti: sanità, scuola, pensioni. Con un successo ormai evidente, soprattutto nel caso di queste ultime”. (continua…)
Tags: Diritti, disoccupazione, Flessibilità, lavoro
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sabato, novembre 19th, 2011
Mani nei capelli. Da qualche tempo, in televisione e soprattutto su parecchi siti internet di informazione, si può vedere una vera e propria galleria di foto di operatori finanziari che esprimono lo sbigottimento, la perplessità, la preoccupazione, la disperazione. E la posa più gettonata è senza dubbio il mettersi le mani nei capelli. Ciò che queste immagini, nell’uso quotidiano dei media, vogliono comunicare è il senso di impotenza di fronte a qualcosa che non si può controllare, che non si riesce a governare, quasi che si fosse di fronte ad una catastrofe ‘naturale’. (continua…)
Tags: democrazia, mercato, Scelta
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mercoledì, ottobre 19th, 2011
“[...] a questo proposito lascia stupefatti l’arretramento culturale avvenuto negli ultimi decenni, come se gli anni ‘70 fossero lontani un’era geologica: «In quel periodo – osserva [Vezio] Ruggeri [psicofisiologo presso la facoltà di psicologia della Sapienza di Roma] - si iniziava a fare strada una concezione innovativa, secondo la quale il lavoratore entrava nella progettualità generale del processo produttivo. Il lavoratore stesso attribuiva un valore al suo lavoro riconoscendosi delle competenze acquisite con la sua esperienza lavorativa nell’azienda o nel settore, da mettere al servizio di un miglioramento delle proprie condizioni lavorative. [...]. È evidente che se il processo lavorativo non è collocato in quest’ottica perché considerata astratta dalle stesse organizzazioni dei lavoratori, diventa molto più semplice ‘monetizzare quello che è un diritto a condizioni lavorative umane’, inseguendo l’uovo oggi piuttosto che una gallina, considerata improbabile, domani […]»”. (continua…)
Tags: lavoro, morti bianche, sicurezza
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lunedì, ottobre 10th, 2011

L’uomo sta cambiando così velocemente che possiamo affermare ad oggi che l’evoluzione sostenuta negli ultimi 60 anni è paragonabile con i cambiamenti dei 20 secoli precedenti. Siamo così diversi che possiamo pensare di far parte di un’altra specie: “l’uomo 2.0”. Esiste una corrente di pensiero, i cui fautori sono chiamati singolaritani (Technological_singularity), che sostiene l’esistenza di eventi tecnologici che determinano un profondo cambiamento nella società. Se pensiamo al telefono, ad esempio, è passato da un mezzo di comunicazione pubblico (la cabina telefonica), a semi-privato (il telefono in casa) fino ad arrivare ad essere personale (telefono cellulare) ed addirittura a diventare il contenitore principale delle nostre informazioni private (smartphone). (continua…)
Tags: singolaritani, Technological Singolarity, uomo 2.0
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giovedì, agosto 18th, 2011
“La libertà ha un duplice significato per l’uomo moderno: che egli è stato liberato dalle autorità tradizionali ed è divenuto un «individuo», ma che nello stesso tempo è diventato isolato, impotente, strumento di fini esterni, alienato da se stesso e dagli altri; e inoltre che questo insidia il suo io, lo indebolisce e lo atterrisce, e lo dispone alla sottomissione a nuove forme di servitù. Invece la libertà positiva si identifica con la piena realizzazione della possibilità dell’individuo, e insieme con la sua capacità di vivere attivamente e spontaneamente.” (continua…)
Tags: Autoritarismo, carattere, libertà
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domenica, giugno 19th, 2011

“Occupare. Resistere. Produrre. Nei sobborghi di Buenos Aires trenta lavoratori disoccupati “organizzati” entrano nella loro fabbrica inattiva, tirano fuori i materassini sui quali dormire e rifiutano di andarsene. Quello che vogliono? Riavviare le macchine ferme. Ma questo semplice gesto – the take – ha il potere di portare alla ribalta il problema della globalizzazione.” (continua…)
Tags: Argentina, autogestione, crisi, economia, lavoro, produzione
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giovedì, febbraio 10th, 2011
“Per questo, semplicemente per questo, oggi il plutocrate di palazzo Chigi è imparagonabilmente più leggero di Bettino [Craxi], perché ha resettato dal suo computer personale il concetto di morale isolandolo dalla politica, così da non dover più preoccuparsi di contraddire valori etici non commerciabili. Berlusconi, in sostanza, non si sente in colpa, ma si è ormai del tutto convinto di essere nel giusto risolvendo prima i suoi problemi personal-imprenditoriali con il sistema del monitor legislativo e poi pensando a un Paese a sua immagine e somiglianza, un Paese già così immorale da essere appunto adattissimo al salto di qualità del nuovo millennio: diventiamo amorali e non pensiamoci più. Compriamoci la nostra amoralità personale al mercato, favorito e organizzato dalla ‘nuova’ politica.”. (continua…)
Tags: Berlusconi, consumismo, corruzione, denaro
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giovedì, dicembre 9th, 2010
“Laicità significa spazio pubblico a disposizione di tutti per esercitare, in condizioni di libertà e uguaglianza, i diritti di libertà morale (di coscienza, di pensiero, di religione e di culto, ecc.) e per costruire a partire da questi la propria esistenza: uno spazio voluto dagli uomini indipendentemente da Dio, etsi Deus non daretur; una “città degli uomini” in cui ci sia spazio per tutti, credenti e non credenti. Si può anche aggiungere: una città che offre a tutti coloro che la ricercano la possibilità della salvazione in un destino immortale ultramondano, consentendo loro la pratica dei loro riti e l’amministrazione dei propri sacramenti salvifici, ma che non prevede una salvazione universale – della città umana come tale e di tutti i suoi membri – attraverso l’adozione di una religione ufficiale; onde chi vuole perdersi in una visione della vita puramente terrena è perfettamente libero di vivere la vita cittadina, come tutti gli altri.” (continua…)
Tags: Chiesa, laicità, libertà, secolarizzazione
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domenica, settembre 19th, 2010
“Se le sfere economica e politica della società devono subordinarsi allo sviluppo umano, è evidente che a determinare il modello della nuova società saranno le esigenze dell’individuo non alienato, orientato verso l’essere. Ciò significa che gli uomini non dovranno né vivere in condizioni di inumana povertà (questo costituisce ancora il problema principale di gran parte degli abitanti della Terra) né dovranno essere obbligati (come accade invece ai benestanti del mondo industrializzato) a far proprio il modello dell’Homo consumens dalle leggi inerenti alla produzione capitalistica, le quali richiedono un continuo aumento della produzione e quindi obbligano a un consumo via via crescente. Se gli esseri umani debbono diventare liberi e cessare dall’alimentare l’industria mediante un consumismo patologico, è chiaramente indispensabile una trasformazione di carattere radicale del sistema economico; in altre parole, bisogna mettere fine all’attuale situazione, in forza della quale un’economia sana è possibile solo a prezzo della condizione patologica degli esseri umani. Il problema è dunque quello di costruire un’economia sana per gente sana.” (continua…)
Tags: Avere, critica, Essere, libertà, uguaglianza
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