Archivio per la Categoria ‘Società’

“La scuola sarà sempre meglio della merda”: rileggendo la lettera della Scuola di Barbiana

domenica, agosto 29th, 2010

©classmates“Così è stato il nostro primo incontro con voi [gli insegnanti]. Attraverso i ragazzi che non volete. L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo.”. (continua…)

Madre e matrigna: i problemi della chiesa che si affaccia sul terzo millennio

venerdì, luglio 9th, 2010

©pulchra“Le impasse del governo pastorale cattolico-romano sembrano dunque altrettante evocazioni del concilio futuro: se il papato non è in grado di scegliere fra conservazione del celibato e conservazione dell’eucarestia, se nessuno vuol convocare concili nazionali per entrare davvero nell’etnicismo che riesplode, se la pastorale non riesce a iniziare al perdono chi ha patito del modificarsi dei costumi famigliari e delle identità sessuali, se i vescovi fingono di accontentarsi di qualche piccolo trucco nella contabilità pastorale per occultare la discrasia fra sete di vita spirituale e amministrazione dei sacramenti – ebbene, tutto ciò dovrà essere discusso in un concilio, perché solo un concilio potrà trovare quello slancio riformatore che è tanto urgente quanto carente nell’episcopato disperso nell’orbe.”

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La società ‘low cost’

mercoledì, maggio 19th, 2010

©cardman

“Il processo in atto ha le dimensioni epocali di una trasformazione sociale nella quale il ceto medio, come eravamo abituati a intenderlo venti o trent’anni fa, svanisce, sostituito da una società più polarizzata: professionisti, operatori dei mercati finanziari, lavoratori della conoscenza, addetti ai servizi “protetti”, imprenditori dei settori innovativi sanno posizionarsi laddove il nuovo sistema economico produce o distribuisce ricchezza e quindi riescono a garantirsi un reddito comunque crescente. È la “società creativa” […]. Dall’altro lato si ammassa la forza-lavoro a più bassa specializzazione: operai dell’industria esposta alla concorrenza internazionale, impiegati e dipendenti dei servizi tradizionali (dal trasporto alla ristorazione), tutti stretti tra compressione dei redditi e riduzione delle garanzie sociali.” (continua…)

NUOVA INFLUENZA

lunedì, novembre 9th, 2009

©beam
Il caso del virus A H1N1 è l’esempio di come l’informazione strumentalizzata ai fini economici sia pericolosa. Prima l’allarmismo dettato dalle case farmaceutiche, poi il silenzio stampa durato un mese e infine il nuovo correre ai ripari. La tempistica di questo altalenarsi di informazioni e disinformazioni sembra studiato a tavolino producendo paura e sconcerto nelle persone che non sanno più che fare. Se da una parte i morti sembrano meno di quelli previsti dai fautori della corsa ai vaccini, è vero che i risultati non sono proprio quelli di una influenza stagionale per alcune peculiarità. Prima di tutto bisogna mettere in evidenza che i più colpiti sono i giovani dai 2-27 anni e che la maggior parte di questi finisce in sala rianimazione con respirazione assistita. Penso sia giunto il momento di fare chiarezza ! (continua…)

I sette saperi per l’educazione del futuro

giovedì, ottobre 29th, 2009

©game

“La conoscenza dei problemi cruciali del mondo, per quanto aleatoria e difficile, deve essere perseguita pena l’infermità cognitiva. L’era planetaria necessita di situare ogni cosa nel contesto e nel complesso planetario. La conoscenza del mondo in quanto mondo diviene una necessità nel contempo intellettuale e vitale. È il problema universale per ogni cittadino del nuovo millennio: Come acquisire l’accesso alle informazioni sul mondo e come acquisire la possibilità di articolarle e organizzarle? Come percepire e concepire il Contesto, il Globale (la relazione tutto/parti), il multidimensionale, il complesso?“. (continua…)

Consumare con impegno

giovedì, ottobre 8th, 2009

shoppingbag

“La presenza di consumatori che considerano l’impatto del proprio acquisto sul versante ambientale, su quello sociale, e quindi le sue implicazioni di natura etica, ridefinisce la figura del consumatore rispetto alle immagini classiche. Non solo soggetto passivo, vittima del mercato e delle sue logiche, o attore razionale, individualista e calcolatore, oppure figura che ostenta il proprio status socio-economico attraverso l’acquisto. Può essere visto anche come un consumatore impegnato, un cittadino-consumatore.” (continua…)

L’università  truccata

venerdì, giugno 19th, 2009

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“Il tema essenziale di questo libro è che l’università italiana non si riforma con gli appelli al civismo né con una nuova ondata di regole, prescrizioni e controlli, né con azioni della magistratura. Ciò che serve all’università italiana è una cosa sola: un sistema di incentivi e disincentivi adeguati, per cui sia nell’interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica, ed evitare comportamenti clientelari. Ma come far sì che gli individui, facendo il proprio interesse, attuino automaticamente comportamenti virtuosi? Basta applicare un principio molto semplice: «le risorse seguano la qualità», sia (e questo è importante) a livello di individui che a livello di atenei. Il vero indice della decadenza dell’università italiana non è tanto il famoso brain drain, cioè l’esodo di ricercatori all’estero, quanto il fatto che pochi studenti e ricercatori stranieri vogliono venire da noi a studiare e fare ricerca.” (continua…)

Lo strano caso del generale Mori

mercoledì, aprile 29th, 2009

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“Sono rimasto impressionato perché Ilardo era grosso e imponente nella figura, il colonnello Mori è più piccolo di me, per cui vidi anche diciamo… l’imponenza di questo fatto mi colpì. E disse: Certi attentati commissionati, commessi da Cosa Nostra non sono stati certo voluti da noi, ma bensì da voi e dallo Stato. [...] Certi attentati che noi abbiamo commesso non sono stati commessi per nostro interesse, ma provengono da voi.” Parole forti che avrebbero dovuto generare nel colonnello Mori una replica feroce, e invece “lo vedo stringersi su se stesso e girare i tacchi.” (continua…)

Il triangolo che non c’è: riprogettare la scuola

giovedì, aprile 9th, 2009

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“All’interno del dibattito pubblico sulla scuola, c’è chi ritiene di sapere, senza ombra di dubbio, che cosa essa sia e da questa certezza, acriticamente assunta, ricava meccanicamente gli obiettivi ed i compiti che le devono essere assegnati ed i contenuti che deve erogare nelle diverse tappe del suo sviluppo e nelle sue differenti articolazioni”. A partire, invece, da una visione problematica due esperti, Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe, indagano il significato del fare scuola oggi, sulla base di un approfondimento condotto costantemente su un duplice binario: da una parte (1) l’analisi dei risultati acquisiti dalla ricerca internazionale sui processi di apprendimento, unita alla riflessione sulle migliori esperienze di insegnamento, e dall’altra (2) l’esame dei processi organizzativi e degli indirizzi politici che governano il sistema educativo. Da queste riflessioni viene fuori un quadro in cui i diversi temi convergono in domande cruciali e ineludibili sull’attuale organizzazione scolastica, per rispondere alle quali vengono proposti spunti tesi a sollecitare il pensiero critico dei lettori e a stimolarne l’autonoma valutazione.
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Ehi, bella, compra! Riviste per teenager e stili di consumo

venerdì, gennaio 9th, 2009

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“Possiamo quindi parlare di una politica editoriale che punta decisamente a costruire prodotti che possano colpire i giovani, divertendo e non annoiando, dando principalmente al lettore quello che egli si aspetta dalla rivista […], stando continuamente al passo con i tempi e, in definitiva, mutando al mutare dei gusti e delle tendenze, le quali sono altresì influenzate dalle stesse azioni di magazine come questi che sollecitano continuamente nuovi bisogni, proponendo nuovi beni di consumo e nuove strategie comportamentali, anche importate dagli Usa. In un processo che è tuttavia di tipo reticolare, in un’azione che coinvolge l’intero contesto comunicativo, dove vengono collocati anche gli altri media, e in cui tutti gli attori coinvolti contribuiscono in qualche misura a costruire un certo tipo di immaginario. In questo continuo scambio di input, i giornali per ragazzi si fanno al tempo stesso portavoci di certe tendenze e propositori di altre, in modo che il possesso di un determinato bene di consumo, l’essere alla moda, l’adottare un certo modello comportamentale (meglio se trasgressivo, inteso quindi come solo parzialmente disallineato) diventino un distintivo di appartenenza al gruppo o alla tribù.”
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