
Care Lettrici e cari Lettori,
l’iniziativa che presentiamo è nata da un’esigenza, avvertita come urgente, di comprensione e chiarimento degli accadimenti politici, sociali ed economici degli ultimi tempi. Per intendere il carattere di tale iniziativa e, in particolare, la sua apertura alla partecipazione di tutti coloro che lo desiderano va da subito chiarito il fatto che essa nasce nell’ambito di lunghi rapporti di amicizia e, in particolare, di quelle comuni conversazioni di cui tali rapporti normalmente si nutrono. Dunque, l’orizzontalità, la reciprocità e lo scambio amichevole saranno i presupposti dell’incontro con chiunque decida in vario modo di aderire a questa iniziativa.
Quali sono le sue ragioni? E soprattutto perché essa si fa definire come urgente? Rispondiamo con una constatazione soggettiva che appare tutt’altro che lontana dal comune sentire quotidiano: le nostre conversazioni degli ultimi tempi si sono fatte sempre più concitate, intense e preoccupate riguardo ad un orizzonte decisamente incerto, in cui si levano tutta una serie di questioni la cui soluzione non sembra affatto immediata. E non si tratta di un fenomeno circoscritto ad una generazione specifica e a spiriti particolarmente sensibili: questa ‘ansia’ investe in vario modo pressoché tutti i gruppi sociali, in maniera indifferente all’età, al sesso o all’occupazione. Colpisce in particolare l’accelerazione che hanno avuto non solo i problemi in sé e per sé (ad es. l’inquinamento), presenti in realtà da più lungo tempo, ma soprattutto la loro discussione, stimolata spesso impropriamente dai mezzi di comunicazione.
L’effetto più evidente di questa accelerata consapevolezza dei problemi è la nostra incapacità di affrontarli con adeguati strumenti di comprensione; in altre parole, l’estrema difficoltà di dar loro un senso tale che possa permettere di approntare delle soluzioni efficaci. E ciò accade perché mancano tanto le informazioni sufficienti quanto gli strumenti adatti.
Queste osservazioni non stupiscono certo nessuno, in quanto siamo tutti più o meno consci del fatto che molti attrezzi utilizzati per descrivere e raccontare il mondo delle nostre relazioni quotidiane e di là, in prospettiva, quello delle relazioni planetarie non funzionano più bene. Inoltre, ci rendiamo ormai conto che la massa di informazioni riversataci addosso quotidianamente dai media non consente di: 1) selezionare ciò che è utile alla comprensione da ciò che è più o meno intenzionalmente fuorviante; 2) capire quali criteri di selezione sono stati adottati dalle fonti di informazione principali (ad es. i telegiornali); 3)attingere facilmente a fonti di informazione alternative.
Purtroppo, non essendo dei giornalisti, non possiamo diventare degli informatori di prima mano; allo stesso modo non siamo nemmeno degli scienziati sociali in grado di tentare di rinnovare con uno sforzo teorico la nostra cassetta degli attrezzi. Per rispondere alla nostra esigenza, abbiamo quindi pensato alla forma del blog, questo strumento offerto dalla rete, in grado di consentire un dibattito ponderato, qualcosa a metà tra la rivista e il forum. Questa soluzione permette tra l’altro di adempiere in una certa misura a quella funzione di costruzione e verifica condivisa dell’informazione, propria del web – costruzione e verifica che dovrebbero innescare le reazioni dei lettori ai post.
I post assumeranno per lo più la forma di brevi recensioni, cioè di esposizioni di letture (di libri, di articoli), ma anche di conferenze ascoltate, attraverso le quali si vorranno propagare delle idee e invitare alla lettura o alla partecipazione.
La possibilità di inviare brevi testi (5000-10000 battute secondo i casi) è aperta a tutti. Tali testi saranno valutati dalla redazione in base alla rispondenza alla finalità di fornire informazioni e strumenti. In questo senso non saranno accettati tutti quegli scritti che pretendono di dare informazioni senza citare precisamente le fonti o quelli i cui autori si lasceranno trasportare da condanne, invettive e insulti.
Per essere chiari riguardo al secondo aspetto, ecco degli esempi: noi non vogliamo in questa sede riproporre degli attacchi contro Silvio Berlusconi e i suoi ‘malaffari’; e nemmeno mostrare la diffusione della corruzione presso le dirigenze nazionali e locali dei maggiori partiti; piuttosto ci proponiamo di riferire analisi che mostrino i grandissimi limiti delle élites politiche ed economiche italiane. Allo stesso modo non abbiamo l’intenzione di attaccare la miopia delle gerarchie ecclesiastiche italiane, ma mostrare piuttosto le profonde trasformazioni del nostro tessuto sociale e le inadeguatezze di molti modelli tradizionali che ci vengono proposti per viverle. E ancora non vogliamo condannare le prepotenti guerre degli Stati Uniti – sarebbe veramente superfluo -, ma mostrare le grandi contraddizioni degli USA sul piano nazionale ed internazionale, che sono i motivi profondi di quelle guerre finalizzate a difendere una posizione di privilegio sempre più insicura e soprattutto ingiustificata.
Se, del resto, ci lasciassimo andare nei post a toni di tipo accusatorio, verrebbero disattesi gli scopi stessi del blog: noi intendiamo infatti mettere in condizione di scegliere e non scegliere per conto di chi ci legge. Ciò non toglie che nei commenti al singolo post ciascuno è libero di esprimere la sua opinione e di tirare le sue conclusioni, anche in maniera dura.
Ma, per quanto ci riguarda, condividiamo la convinzione di un uomo dalla fronte larga secondo cui le ‘rivoluzioni’ devono avvenire nelle teste e non con la violenza, verbale o fisica che sia.
Da questa convinzione discende anche lo specifico significato politico di questa iniziativa. L’esigenza che la muove dipende dal nostro bagaglio di valori di cittadini di una società democratica occidentale. E questo bagaglio ha un alto potenziale, molto pericoloso per chiunque voglia impedire di discutere delle trasformazioni in atto. Purtroppo per loro ci è stato insegnato, soprattutto dalla scuola – da difendere come bene primario, sia detto per inciso -, di avere le capacità e soprattutto il diritto per farlo.
Con questa iniziativa non vogliamo peraltro identificarci in una rappresentanza politica o indicarne una nuova: ognuno scelga la sua “secondo scienza e coscienza”; ma certamente, come vale per tante altre iniziative analoghe, testimoniamo la carenza o addirittura la mancanza di tale rappresentanza. In altre parole, non diremo cose di sinistra, di centro o di destra, democratiche o repubblicane, da no-global o da sì-global; diremo piuttosto che gran parte dei programmi e delle visioni del mondo che questi schieramenti ci offrono al momento sono lontani dal soddisfare la soluzione dei nostri problemi.
Le aree tematiche. Per evitare che i post possano susseguirsi in maniera disparata, la redazione propone di organizzarli intorno a sei aree tematiche principali, che si possono per molti aspetti sovrapporre. Si vorrebbe dare nei limiti del possibile anche una certa regolarità alla successione dei temi, in modo che la loro trattazione non risulti sbilanciata. Si pensa di proporre un post ogni dieci giorni e quindi di archiviarlo per sezione. Si cercherà inoltre di integrare le informazioni del post con mappe concettuali e con rinvii a voci biografiche e concettuali che dovrebbero costituire nel loro accumulo un piccolo strumento di consultazione, aperto a costanti integrazioni. Le aree tematiche sono sei:
1. La globalizzazione per noi
La prima copre una vasta serie di fenomeni economici, politici e sociali; in particolare si concentra su quel processo di integrazione planetaria che si è soliti definire globalizzazione. Si cercherà di dare corpo a questa nozione complessa, mettendone in evidenza di volta in volta le diverse sfaccettature, in particolare le ricadute sui gruppi sociali, a cominciare da quelli cui apparteniamo. In questo senso accanto ai processi dell’economia globale si osserveranno anche quelli specifici italiani, cercando di capire la portata del declino del nostro paese, ormai da tutti percepito.
2. La politica da Gramsci a Grillo
La seconda volge il suo sguardo ai processi di trasformazione delle élites politiche occidentali e in particolare alle vicissitudini della politica italiana. Saranno presentate analisi e interpretazioni della realtà presente, che verranno integrate con delle digressioni storiche, nella convinzione che sia necessario rimontare almeno alle esperienze di tutto il secolo scorso per comprendere i fenomeni attuali. Ma al centro dell’attenzione non vi saranno solo le élites politiche e intellettuali, ma anche i cittadini nel loro modo di vivere la partecipazione al governo delle cose pubbliche.
3. Ecologia ed energia
Questa categoria di post si concentra sul delicato equilibrio energetico ed ecologico mondiale e mira a distinguere i reali rischi dagli allarmismi ingiustificati. In un contesto mondiale in cui il settore energetico è fondamentale per lo sviluppo e, al contempo, il petrolio è in esaurimento, gli investimenti sulle fonti alternative diventano una scelta strategica fondamentale per la sostenibilità delle nostre società.
4. Comunicazione ed informazione
In questa categoria inseriremo i post riguardanti le tematiche della comunicazione e dell’informazione, con cui cercheremo di definire la natura dell’informazione e di indagare i suoi veicoli di diffusione privilegiati: principalmente la TV ed internet. Lo scopo sarà quello di dotarci di semplici strumenti per riuscire a decodificare meglio quanto ci viene offerto dai media, con l’obiettivo minimo di trasformare il nostro atteggiamento disattento in uno più vigile e contribuire così ad evitare che una sovraesposizione ingenua ai mezzi di informazione ci condizioni inconsapevolmente.
5. Società
Con questa serie di post vorremmo approfondire i processi che stanno dietro i “movimenti di massa”, cercando di capire cosa influenza i comportamenti, le mode e le nevrosi che caratterizzano l’uomo moderno. Riteniamo che la società sia l’ambito in cui si cerca la propria realizzazione, quindi dovremmo necessariamente affrontare argomenti quali la ricerca della libertà e della felicità , confrontandoci con il disagio di chi fallisce ed il “successo” di chi riesce. In quest’ottica sono fondamentali la capacità di scegliere, la nostra consapevolezza e la gestione del conflitto tra ragione e sentimento. Sarà indispensabile per questo percorso considerare specificamente le dinamiche del consumismo, tra condizionamenti e possibilità di scelta.
6. Scienza e trasmissione del sapere
Questa categoria di post analizza i caratteri di uno scenario globale, in cui le conoscenze tecnologiche segnano confini ben definiti tra stati leader e subalterni. In questo contesto si assiste alla concentrazione del sapere nelle mani di poche persone che possono decidere le sorti del mondo. In un quadro del genere la diffusione democratica delle conoscenze scientifico-tecnologiche diventa lo strumento per lo sviluppo sostenibile delle società avanzate ed arretrate.
Non ci nascondiamo le possibili difficoltà di questa iniziativa, non essendo dei professionisti e non potendo dedicarvi purtroppo che i ritagli di tempo. Speriamo però di ottenere una certa collaborazione dalle tante persone con cui sappiamo di condividere la stessa esigenza. Non c’è dubbio comunque che il tutto sarà fatto nella massima libertà e senza nessuna ‘ansia da successo’.
luglio 2007
La redazione
Care Lettrici e cari Lettori,
Partiamo in ritardo con un’iniziativa alla cui realizzazione i componenti della redazione di questo blog stanno lavorando ormai da mesi. La lunga gestazione è dovuta da un lato alla volontà di non far morire sul nascere l’iniziativa, ma di garantirle, a livello di progetto e di materiali disponibili, solidità e continuità; dall’altro alla pretesa di offrire un supporto tecnico articolato, che possa soddisfare il nostro fine di diffondere informazione per la comprensione della realtà contemporanea. Il protrarsi dei lavori per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci ha convinti a mettere momentaneamente da parte le architetture più complesse del blog per servirci di formati più agevoli.
Rispetto a quanto si dice nell’editoriale, scritto ormai alcuni mesi or sono, non sembrano necessari particolari aggiornamenti. Accenniamo brevemente solo a due fatti recenti, per integrare e precisare cose già esposte. In primo luogo, nell’editoriale si giudicava il blog uno degli strumenti di informazione democratica offerti dalla rete. La conferma negativa, ma significativa, di ciò ci è stata data dalla cronaca recente del maldestro tentativo di imbavagliare queste fonti di informazione alternative in un progetto di legge formulato da collaboratori dell’attuale governo italiano. E le parziali correzioni apportate dopo le tempestive proteste non riescono a sminuire un eloquente esempio non solo del fastidio dei politici verso la potenziale circolazione di informazioni non anestetizzate, ma anche della mancata comprensione delle potenzialità - in risorse e in libertà – della rete come strumento comunicativo. A noi interessa qui sottolineare che questa tragi-comica situazione conferma la bontà della nostra scelta: il blog – ma non dobbiamo certo dirlo noi – è anche un ottimo ed efficace strumento di informazione partecipata.
In secondo luogo, noi avevamo spiritosamente associato Gramsci a Grillo nel delimitare l’arco storico della vita politica italiana che ci interessa considerare nel blog: la spiritosaggine nulla toglieva peraltro alla nostra convinzione del genuino valore politico e specificamente democratico delle iniziative del comico genovese. Ora il riferimento a Grillo assume un altro – e più serio – valore dopo il V-Day e lo fa certo non per noi, ma a causa della campagna mediatica di disinformazione che ha palesato ancora una volta la scarsa affidabilità dei più comuni mezzi di informazione in Italia. Detto dunque che 1) a noi Grillo sta simpatico e che 2) lo giudichiamo come portatore di una proposta politica valida, precisiamo anche che 3) noi non siamo né ‘grillini’ né ‘grilletti’ (come i politici e i giornalisti della casta vorrebbero inquadrare sprezzantemente alcuni loro fastidiosi avversari) e che 4) nemmeno facciamo parte di quelle iniziative locali denominate meet-up, i cui intenti ci appaiono comunque meritori. Scusandoci quindi per il ritardo vi presentiamo il primo post, dedicato proprio all’informazione.
Buona lettura!
19 novembre 2007
La redazione