Archivio per la Categoria ‘Editoriali’

Editoriale 2009 – Battaglia per i diritti

venerdì, gennaio 9th, 2009

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Prospettive. Si apre il 2009 anche per il nostro blog. L’aver stilato un sintetico bilancio poco più di un mese fa, in occasione del primo anniversario di Attraverso lo Specchio, ci esime dal guardarci ancora indietro e ci induce piuttosto a scrutare l’orizzonte. La vista che il mondo ci offre, come ognuno sa, è tutt’altro che consolante: in un panorama generalmente fosco si distinguono meglio solo nubi cariche di consistenti minacce alla pace, all’equilibrio ambientale, ai diritti fondamentali di centinaia di milioni di uomini. (continua…)

Editoriale di novembre

giovedì, novembre 20th, 2008

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Attraverso lo specchio ha compiuto un anno. La ricorrenza ci rende piuttosto orgogliosi, soprattutto se si considera che il blog, pur essendo un’iniziativa senza carattere istituzionale (non c’è dietro alcuna associazione), ha mantenuto un bioritmo costante, a differenza di tante altre forme di vita del web che hanno esistenze effimere, intermittenti, vegetative. (continua…)

Editoriale per il 2008

mercoledì, gennaio 9th, 2008

I primi riscontri dei nostri lettori ci hanno spinto a riproporre brevemente alcune linee-guida della nostra iniziativa. Innanzi tutto ribadiamo che questo blog-rivista ha come fine l’informazione; non svolgendo tuttavia professione di giornalisti, né avendo sufficiente tempo per fare delle rassegne-stampa, noi non possiamo purtroppo essere su notizie di prima mano. L’informazione che veicola il presente blog ha quindi alcune caratteristiche peculiari: non è aggiornata in tempo reale, ma piuttosto è sedimentata; non è molto incentrata sui fatti, ma più sulle idee e sui concetti, cioè sugli strumenti in grado di fornire delle chiavi di lettura degli accadimenti.
Recensire libri.
Il mezzo che si è ritenuto più opportuno è quello delle recensioni di libri. Dovendo infatti trattare di argomenti di cui non si è esperti, ma assumendosi al contempo la responsabilità di informare, abbiamo deciso di servirci dei libri come punti di appoggio per diffondere idee e fatti in maniera più garantita, cioè attraverso il ricorso all’autorevolezza di persone competenti in materia. La forma della recensione di un singolo libro permette tra l’altro di non dover proporre un post che sia un piccolo saggio a tema a partire da una bibliografia più o meno ampia. Non è necessario leggere dieci libri prima di scrivere un post sulla politica italiana: ne basta uno. Anche una lettura isolata può essere infatti l’occasione per accrescere il patrimonio di idee e di fatti che cerchiamo di mettere a disposizione in questo blog.
Altre forme. Ora, la recensione di un libro è la forma prevalente al momento, ma non è detto che nel caso di crescita e sviluppo del blog lo rimanga. Non è peraltro l’unica prevista: avevamo già accennato nel primo editoriale alla possibilità di scrivere una recensione su un articolo di rivista o di quotidiano, considerato significativo, o anche su una conferenza, di cui si sia in grado di riferire il contenuto informativo. Abbiamo inoltre in cantiere delle forme più articolate di dispense monografiche, che non entreranno nella serie dei post standard, ma costituiranno delle pubblicazioni speciali in più puntate su argomenti da trattare in maniera più distesa. I progetti per ora abbozzati riguardano ad es. le nuove frontiere delle scienza, l’educazione alla lettura e all’uso consapevole delle immagini, le forme della città contemporanea, l’adolescenza.
Una nuova categoria.
Ma, al di là di quest’ultima forma – che richiede forte impegno, tempo e motivazione –, vorremmo da subito introdurre un’ulteriore categoria di post dal titolo ‘Esperienze’. Questa nuova categoria, che deriva allo stesso modo da feedback dei lettori, incontra anche alcune esigenze dei redattori. In effetti, la componente delle esperienze personali, che è forte nella comunicazione normalmente veicolata dai blog, è stata compressa in sede progettuale proprio per perseguire il fine informativo. Il rischio, come si diceva in altri termini già nel primo editoriale, è quello di proporre testi a basso contenuto informativo e ad alto tasso emotivo. Ora, nella comunicazione che abbiamo avviato, noi abbiamo deciso di privilegiare non l’emittente (e quindi le sue emozioni: ‘io sento…’), non il destinatario (e quindi le esortazioni: ‘fai questo!’), ma il referente (e dunque le informazioni sul contesto: ‘ecco, questo…, quello’). Alla componente emotiva e a quella esortativa, che sono per noi comunque importanti, abbiamo destinato lo spazio dei commenti.
Esperienze strutturate e riflesse. Questo orientamento forte del blog rischia però di far perdere in parte il contributo delle esperienze personali. Con la nuova categoria cerchiamo quindi di arricchire ulteriormente la struttura della nostra offerta informativa. È chiaro che, tenendo fermo il nostro fine, i contributi di questa sezione devono rispondere ad alcuni criteri. L’esperienza che si può raccontare in un post deve essere ‘strutturata’ e ‘riflessa’. Ci spieghiamo. ‘Strutturata’ significa che essa non deve essere stata superficiale e informe: colui che l’ha vissuta deve aver avuto un ruolo, cioè una posizione definita, e aver pensato e agito in maniera tale che le sue azioni racchiudano un complesso di significati che si possano estendere ad altri. Dunque, in linea di massima, non l’insolito, non l’estremo. ‘Riflessa’ significa invece che il soggetto ritiene tale esperienza un’occasione per dare un senso alla propria vita e un possibile arricchimento per gli altri. In altri termini, forse più semplici anche se negativi, quello che non vogliamo è l’esperienza del ‘turista’ – in un senso molto ampio del termine, sociologico e psicologico insieme –, cioè di un osservatore superficiale che si ferma alle impressioni immediate e pone attenzione soprattutto alle componenti esotiche e divertenti di un ‘paesaggio umano’.
Forma del post-Esperienze.
Nel concreto, chiunque avesse intenzione di pubblicare una sua esperienza personale sul blog, può proporre il suo tema alla redazione ed attenersi tendenzialmente alle stesse istruzioni redazionali che sono richieste per una recensione: scrivere un’anteprima, introdurre e descrivere il contesto dell’esperienza, sintetizzarne i nuclei significativi e commentarla. L’elemento meno elastico è certamente la lunghezza del post, che deve rimanere possibilmente nell’ordine di grandezza di 3.000-10.000 battute.
Istruzioni e discussioni. In generale, le istruzioni editoriali non devono essere vissute come un impedimento, ma piuttosto come un aiuto. Sono pensate proprio per offrire una guida a chi decide di scrivere. Noi redattori siamo infatti ben consci che le competenze di scrittura sono molto complesse e, purtroppo, non sono state mediamente curate nella nostra formazione scolastica. Comunque, prima della pubblicazione, qualsiasi testo viene letto in redazione ed eventualmente rinviato per le correzioni. È possibile quindi discutere preventivamente problemi di lunghezza, forma e struttura del testo, trovando le soluzioni che possano soddisfare tutti.
Dialogo. In questo senso, nell’ambito delle migliorìe della struttura e della forma del blog previste per i primi mesi di quest’anno, ci si pone l’obiettivo di costituire al più presto anche un canale di dialogo con i lettori che vogliano dare suggerimenti riguardanti il blog. Intanto pubblichiamo un post sull’economia italiana che rientra nella più comprensiva categoria della globalizzazione. Buon anno e buona informazione!

La redazione

Editoriale

lunedì, novembre 19th, 2007

turning

Care Lettrici e cari Lettori,

l’iniziativa che presentiamo è nata da un’esigenza, avvertita come urgente, di comprensione e chiarimento degli accadimenti politici, sociali ed economici degli ultimi tempi. Per intendere il carattere di tale iniziativa e, in particolare, la sua apertura alla partecipazione di tutti coloro che lo desiderano va da subito chiarito il fatto che essa nasce nell’ambito di lunghi rapporti di amicizia e, in particolare, di quelle comuni conversazioni di cui tali rapporti normalmente si nutrono. Dunque, l’orizzontalità, la reciprocità e lo scambio amichevole saranno i presupposti dell’incontro con chiunque decida in vario modo di aderire a questa iniziativa.

Quali sono le sue ragioni? E soprattutto perché essa si fa definire come urgente? Rispondiamo con una constatazione soggettiva che appare tutt’altro che lontana dal comune sentire quotidiano: le nostre conversazioni degli ultimi tempi si sono fatte sempre più concitate, intense e preoccupate riguardo ad un orizzonte decisamente incerto, in cui si levano tutta una serie di questioni la cui soluzione non sembra affatto immediata. E non si tratta di un fenomeno circoscritto ad una generazione specifica e a spiriti particolarmente sensibili: questa ‘ansia’ investe in vario modo pressoché tutti i gruppi sociali, in maniera indifferente all’età, al sesso o all’occupazione. Colpisce in particolare l’accelerazione che hanno avuto non solo i problemi in sé e per sé (ad es. l’inquinamento), presenti in realtà da più lungo tempo, ma soprattutto la loro discussione, stimolata spesso impropriamente dai mezzi di comunicazione.

L’effetto più evidente di questa accelerata consapevolezza dei problemi è la nostra incapacità  di affrontarli con adeguati strumenti di comprensione; in altre parole, l’estrema difficoltà  di dar loro un senso tale che possa permettere di approntare delle soluzioni efficaci. E ciò accade perché mancano tanto le informazioni sufficienti quanto gli strumenti adatti.

Queste osservazioni non stupiscono certo nessuno, in quanto siamo tutti più o meno consci del fatto che molti attrezzi utilizzati per descrivere e raccontare il mondo delle nostre relazioni quotidiane e di là, in prospettiva, quello delle relazioni planetarie non funzionano più bene. Inoltre, ci rendiamo ormai conto che la massa di informazioni riversataci addosso quotidianamente dai media non consente di: 1) selezionare ciò che è utile alla comprensione da ciò che è più o meno intenzionalmente fuorviante; 2) capire quali criteri di selezione sono stati adottati dalle fonti di informazione principali (ad es. i telegiornali); 3)attingere facilmente a fonti di informazione alternative.

Purtroppo, non essendo dei giornalisti, non possiamo diventare degli informatori di prima mano; allo stesso modo non siamo nemmeno degli scienziati sociali in grado di tentare di rinnovare con uno sforzo teorico la nostra cassetta degli attrezzi. Per rispondere alla nostra esigenza, abbiamo quindi pensato alla forma del blog, questo strumento offerto dalla rete, in grado di consentire un dibattito ponderato, qualcosa a metà  tra la rivista e il forum. Questa soluzione permette tra l’altro di adempiere in una certa misura a quella funzione di costruzione e verifica condivisa dell’informazione, propria del web – costruzione e verifica che dovrebbero innescare le reazioni dei lettori ai post.

I post assumeranno per lo più la forma di brevi recensioni, cioè di esposizioni di letture (di libri, di articoli), ma anche di conferenze ascoltate, attraverso le quali si vorranno propagare delle idee e invitare alla lettura o alla partecipazione.

La possibilità di inviare brevi testi (5000-10000 battute secondo i casi) è aperta a tutti. Tali testi saranno valutati dalla redazione in base alla rispondenza alla finalità di fornire informazioni e strumenti. In questo senso non saranno accettati tutti quegli scritti che pretendono di dare informazioni senza citare precisamente le fonti o quelli i cui autori si lasceranno trasportare da condanne, invettive e insulti.

Per essere chiari riguardo al secondo aspetto, ecco degli esempi: noi non vogliamo in questa sede riproporre degli attacchi contro Silvio Berlusconi e i suoi ‘malaffari’; e nemmeno mostrare la diffusione della corruzione presso le dirigenze nazionali e locali dei maggiori partiti; piuttosto ci proponiamo di riferire analisi che mostrino i grandissimi limiti delle élites politiche ed economiche italiane. Allo stesso modo non abbiamo l’intenzione di attaccare la miopia delle gerarchie ecclesiastiche italiane, ma mostrare piuttosto le profonde trasformazioni del nostro tessuto sociale e le inadeguatezze di molti modelli tradizionali che ci vengono proposti per viverle. E ancora non vogliamo condannare le prepotenti guerre degli Stati Uniti – sarebbe veramente superfluo -, ma mostrare le grandi contraddizioni degli USA sul piano nazionale ed internazionale, che sono i motivi profondi di quelle guerre finalizzate a difendere una posizione di privilegio sempre più insicura e soprattutto ingiustificata.

Se, del resto, ci lasciassimo andare nei post a toni di tipo accusatorio, verrebbero disattesi gli scopi stessi del blog: noi intendiamo infatti mettere in condizione di scegliere e non scegliere per conto di chi ci legge. Ciò non toglie che nei commenti al singolo post ciascuno è libero di esprimere la sua opinione e di tirare le sue conclusioni, anche in maniera dura.
Ma, per quanto ci riguarda, condividiamo la convinzione di un uomo dalla fronte larga secondo cui le ‘rivoluzioni’ devono avvenire nelle teste e non con la violenza, verbale o fisica che sia.

Da questa convinzione discende anche lo specifico significato politico di questa iniziativa. L’esigenza che la muove dipende dal nostro bagaglio di valori di cittadini di una società democratica occidentale. E questo bagaglio ha un alto potenziale, molto pericoloso per chiunque voglia impedire di discutere delle trasformazioni in atto. Purtroppo per loro ci è stato insegnato, soprattutto dalla scuola – da difendere come bene primario, sia detto per inciso -, di avere le capacità e soprattutto il diritto per farlo.

Con questa iniziativa non vogliamo peraltro identificarci in una rappresentanza politica o indicarne una nuova: ognuno scelga la sua “secondo scienza e coscienza”; ma certamente, come vale per tante altre iniziative analoghe, testimoniamo la carenza o addirittura la mancanza di tale rappresentanza. In altre parole, non diremo cose di sinistra, di centro o di destra, democratiche o repubblicane, da no-global o da sì-global; diremo piuttosto che gran parte dei programmi e delle visioni del mondo che questi schieramenti ci offrono al momento sono lontani dal soddisfare la soluzione dei nostri problemi.

Le aree tematiche. Per evitare che i post possano susseguirsi in maniera disparata, la redazione propone di organizzarli intorno a sei aree tematiche principali, che si possono per molti aspetti sovrapporre. Si vorrebbe dare nei limiti del possibile anche una certa regolarità alla successione dei temi, in modo che la loro trattazione non risulti sbilanciata. Si pensa di proporre un post ogni dieci giorni e quindi di archiviarlo per sezione. Si cercherà  inoltre di integrare le informazioni del post con mappe concettuali e con rinvii a voci biografiche e concettuali che dovrebbero costituire nel loro accumulo un piccolo strumento di consultazione, aperto a costanti integrazioni. Le aree tematiche sono sei:

1. La globalizzazione per noi

La prima copre una vasta serie di fenomeni economici, politici e sociali; in particolare si concentra su quel processo di integrazione planetaria che si è soliti definire globalizzazione. Si cercherà di dare corpo a questa nozione complessa, mettendone in evidenza di volta in volta le diverse sfaccettature, in particolare le ricadute sui gruppi sociali, a cominciare da quelli cui apparteniamo. In questo senso accanto ai processi dell’economia globale si osserveranno anche quelli specifici italiani, cercando di capire la portata del declino del nostro paese, ormai da tutti percepito.

2. La politica da Gramsci a Grillo

La seconda volge il suo sguardo ai processi di trasformazione delle élites politiche occidentali e in particolare alle vicissitudini della politica italiana. Saranno presentate analisi e interpretazioni della realtà presente, che verranno integrate con delle digressioni storiche, nella convinzione che sia necessario rimontare almeno alle esperienze di tutto il secolo scorso per comprendere i fenomeni attuali. Ma al centro dell’attenzione non vi saranno solo le élites politiche e intellettuali, ma anche i cittadini nel loro modo di vivere la partecipazione al governo delle cose pubbliche.

3. Ecologia ed energia

Questa categoria di post si concentra sul delicato equilibrio energetico ed ecologico mondiale e mira a distinguere i reali rischi dagli allarmismi ingiustificati. In un contesto mondiale in cui il settore energetico è fondamentale per lo sviluppo e, al contempo, il petrolio è in esaurimento, gli investimenti sulle fonti alternative diventano una scelta strategica fondamentale per la sostenibilità  delle nostre società.

4. Comunicazione ed informazione

In questa categoria inseriremo i post riguardanti le tematiche della comunicazione e dell’informazione, con cui cercheremo di definire la natura dell’informazione e di indagare i suoi veicoli di diffusione privilegiati: principalmente la TV ed internet. Lo scopo sarà quello di dotarci di semplici strumenti per riuscire a decodificare meglio quanto ci viene offerto dai media, con l’obiettivo minimo di trasformare il nostro atteggiamento disattento in uno più vigile e contribuire così ad evitare che una sovraesposizione ingenua ai mezzi di informazione ci condizioni inconsapevolmente.

5. Società

Con questa serie di post vorremmo approfondire i processi che stanno dietro i “movimenti di massa”, cercando di capire cosa influenza i comportamenti, le mode e le nevrosi che caratterizzano l’uomo moderno. Riteniamo che la società  sia l’ambito in cui si cerca la propria realizzazione, quindi dovremmo necessariamente affrontare argomenti quali la ricerca della libertà  e della felicità , confrontandoci con il disagio di chi fallisce ed il “successo” di chi riesce. In quest’ottica sono fondamentali la capacità  di scegliere, la nostra consapevolezza e la gestione del conflitto tra ragione e sentimento. Sarà indispensabile per questo percorso considerare specificamente le dinamiche del consumismo, tra condizionamenti e possibilità  di scelta.

6. Scienza e trasmissione del sapere

Questa categoria di post analizza i caratteri di uno scenario globale, in cui le conoscenze tecnologiche segnano confini ben definiti tra stati leader e subalterni. In questo contesto si assiste alla concentrazione del sapere nelle mani di poche persone che possono decidere le sorti del mondo. In un quadro del genere la diffusione democratica delle conoscenze scientifico-tecnologiche diventa lo strumento per lo sviluppo sostenibile delle società  avanzate ed arretrate.

Non ci nascondiamo le possibili difficoltà di questa iniziativa, non essendo dei professionisti e non potendo dedicarvi purtroppo che i ritagli di tempo. Speriamo però di ottenere una certa collaborazione dalle tante persone con cui sappiamo di condividere la stessa esigenza. Non c’è dubbio comunque che il tutto sarà fatto nella massima libertà  e senza nessuna ‘ansia da successo’.

luglio 2007

La redazione

Care Lettrici e cari Lettori,

Partiamo in ritardo con un’iniziativa alla cui realizzazione i componenti della redazione di questo blog stanno lavorando ormai da mesi. La lunga gestazione è dovuta da un lato alla volontà di non far morire sul nascere l’iniziativa, ma di garantirle, a livello di progetto e di materiali disponibili, solidità  e continuità; dall’altro alla pretesa di offrire un supporto tecnico articolato, che possa soddisfare il nostro fine di diffondere informazione per la comprensione della realtà contemporanea. Il protrarsi dei lavori per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci ha convinti a mettere momentaneamente da parte le architetture più complesse del blog per servirci di formati più agevoli.

Rispetto a quanto si dice nell’editoriale, scritto ormai alcuni mesi or sono, non sembrano necessari particolari aggiornamenti. Accenniamo brevemente solo a due fatti recenti, per integrare e precisare cose già esposte. In primo luogo, nell’editoriale si giudicava il blog uno degli strumenti di informazione democratica offerti dalla rete. La conferma negativa, ma significativa, di ciò ci è stata data dalla cronaca recente del maldestro tentativo di imbavagliare queste fonti di informazione alternative in un progetto di legge formulato da collaboratori dell’attuale governo italiano. E le parziali correzioni apportate dopo le tempestive proteste non riescono a sminuire un eloquente esempio non solo del fastidio dei politici verso la potenziale circolazione di informazioni non anestetizzate, ma anche della mancata comprensione delle potenzialità  - in risorse e in libertà – della rete come strumento comunicativo. A noi interessa qui sottolineare che questa tragi-comica situazione conferma la bontà della nostra scelta: il blog – ma non dobbiamo certo dirlo noi – è anche un ottimo ed efficace strumento di informazione partecipata.

In secondo luogo, noi avevamo spiritosamente associato Gramsci a Grillo nel delimitare l’arco storico della vita politica italiana che ci interessa considerare nel blog: la spiritosaggine nulla toglieva peraltro alla nostra convinzione del genuino valore politico e specificamente democratico delle iniziative del comico genovese. Ora il riferimento a Grillo assume un altro – e più serio – valore dopo il V-Day e lo fa certo non per noi, ma a causa della campagna mediatica di disinformazione che ha palesato ancora una volta la scarsa affidabilità dei più comuni mezzi di informazione in Italia. Detto dunque che 1) a noi Grillo sta simpatico e che 2) lo giudichiamo come portatore di una proposta politica valida, precisiamo anche che 3) noi non siamo né ‘grillini’ né ‘grilletti’ (come i politici e i giornalisti della casta vorrebbero inquadrare sprezzantemente alcuni loro fastidiosi avversari) e che 4) nemmeno facciamo parte di quelle iniziative locali denominate meet-up, i cui intenti ci appaiono comunque meritori. Scusandoci quindi per il ritardo vi presentiamo il primo post, dedicato proprio all’informazione.

Buona lettura!

19 novembre 2007

La redazione