Posts Tagged ‘adolescenti’

Ehi, bella, compra! Riviste per teenager e stili di consumo

venerdì, gennaio 9th, 2009

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“Possiamo quindi parlare di una politica editoriale che punta decisamente a costruire prodotti che possano colpire i giovani, divertendo e non annoiando, dando principalmente al lettore quello che egli si aspetta dalla rivista […], stando continuamente al passo con i tempi e, in definitiva, mutando al mutare dei gusti e delle tendenze, le quali sono altresì influenzate dalle stesse azioni di magazine come questi che sollecitano continuamente nuovi bisogni, proponendo nuovi beni di consumo e nuove strategie comportamentali, anche importate dagli Usa. In un processo che è tuttavia di tipo reticolare, in un’azione che coinvolge l’intero contesto comunicativo, dove vengono collocati anche gli altri media, e in cui tutti gli attori coinvolti contribuiscono in qualche misura a costruire un certo tipo di immaginario. In questo continuo scambio di input, i giornali per ragazzi si fanno al tempo stesso portavoci di certe tendenze e propositori di altre, in modo che il possesso di un determinato bene di consumo, l’essere alla moda, l’adottare un certo modello comportamentale (meglio se trasgressivo, inteso quindi come solo parzialmente disallineato) diventino un distintivo di appartenenza al gruppo o alla tribù.”
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L’epoca delle passioni tristi

sabato, febbraio 9th, 2008

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Gli autori di questo saggio sono due psichiatri che operano in Francia, presso un centro per la cura delle malattie psichiche di bambini e adolescenti. Di fronte alla crescente richiesta di aiuto rivolta loro, hanno voluto interrogarsi sulla reale entità e sulle origini della massiccia diffusione delle patologie mentali tra i giovani (e gli adulti: è estremamente riduttivo considerare i giovani come unici “protagonisti” del libro). Dalle loro ricerche è emersa la presenza di un malessere diffuso, di una tristezza comune a tutte le fasce sociali. Le cause di queste sensazioni di impotenza e di disgregazione sono dovute a vari fattori, il più importante dei quali sembra essere “il cambiamento di segno del futuro”, che da luminoso e promettente è diventato oscuro e minaccioso. Il futuro, per quanto portatore di nuove conoscenze, non condurrà alla soppressione delle sofferenze umane e neppure alla risoluzione della crisi della società che, da qualche decennio a questa parte, rende tutti instabili, insicuri e pieni di angosce di ogni genere. Le “passioni tristi” dei ragazzi sono il segno visibile di questa crisi. Esiste la possibilità di uscire dai “sintomi” che la rendono visibile, e cioè dal dolore, dall’ansia, o addirittura dalla malattia mentale vera e propria? Il problema non è uscirne, dicono gli autori: è piuttosto quello di insegnare ai pazienti ad “assumere il proprio destino” e a scoprire le proprie potenzialità, al di là di ciò che li rende diversi rispetto alla cosiddetta “norma”.

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