Posts Tagged ‘cittadinanza’

Per una cultura politica repubblicana

lunedì, settembre 19th, 2016

furrow

“Gli ordinamenti costituzionali e le leggi, anche i migliori, non sono sufficienti a proteggere la repubblica dall’aggressione esterna, dalla tirannide e dalla corruzione se non sono sostenuti da quella particolare forma di saggezza che fa capire ai cittadini che il loro interesse individuale è parte del bene comune; da quella generosità dell’animo e da quella giusta ambizione che li spinge a partecipare alla vita pubblica; da quella forza interiore che dà la determinazione di resistere contro i potenti e gli arroganti che vogliono opprimere. Ma quella saggezza, quella giusta ambizione, quella generosità dell’animo non sono altro che i diversi aspetti di quella virtù che gli scrittori politici repubblicani chiamavano virtù civile, perché è la virtù di chi vuole e sa vivere come cittadino. Il cuore del repubblicanesimo è la carità laica, ovvero quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime. Proprio perché è figlia della carità, la politica repubblicana non aspira a rendere gli uomini felici, ma a ridurre la sofferenza umana.” (altro…)

Il paese dei balocchi: il patrimonio delle città d’arte italiane da generatore di cittadinanza ad attrazione da luna park

domenica, settembre 20th, 2015

facade“Il valore civico dei monumenti è stato negato a favore della loro rendita economica, e cioè del loro potenziale turistico. Lo sviluppo della dottrina del patrimonio storico e artistico come «petrolio d’Italia» (nata negli Ottanta di Craxi) ha accompagnato la progressiva trasformazione delle nostre città storiche in luna park gestiti da una pletora di avidi usufruttuari. Le attività civiche sono state espulse da chiese, parchi e palazzi storici, in cui ora si entra a pagamento, mentre immobili monumentali vengono incessantemente alienati a privati, che li chiudono o li trasformano in attrazioni turistiche. Come in un nuovo feudalesimo, le nostre città tornano a manifestare violentemente i rapporti di forza, soprattutto economici: da traduzione visiva del bene comune a rappresentazione della prepotenza e del disprezzo delle regole.” (altro…)

Senza chiedere il permesso: critica dei media e democratizzazione

domenica, gennaio 19th, 2014

homomonitor

“E’ chiaro dunque che i mezzi di comunicazione potrebbero venire usati in tutt’altra maniera se potessimo utilizzarli in modo attivo anziché passivo. Coloro che li controllano questo non lo dicono e non vogliono farlo sapere. Per cui moltissimi credono che i mezzi di comunicazione siano quello che sembrano e si accontentano di come appaiono. Altri credono che i limiti vengano dai mezzi stessi e o danno loro poca importanza o li rifiutano. Entrambi questi atteggiamenti aumentano il nostro grado di alienazione e rafforzano gli interessi di chi ci aliena. Altri finalmente si rendono conto che i mezzi di comunicazione non sono quello che sembrano e invece di rassegnarsi a subirli si muovono per liberarli.” (Senza chiedere permesso, a cura di Roberto Faenza, Milano 1973, p. 18, citato in Lorella Zanardo, Senza chiedere il permesso, Milano 2012, p. 119) (altro…)

Imparare retorica: l’importanza dell’argomentazione per la cittadinanza democratica

giovedì, marzo 29th, 2012

©goldendevice“La teoria dell’argomentazione è lo studio metodico delle buone ragioni con cui gli uomini parlano e discutono di scelte che implicano il riferimento a valori quando hanno rinunciato ad imporle con la violenza o a strapparle con la coazione psicologica, cioè alla sopraffazione e all’indottrinamento” (N. Bobbio, Prefazione, in Ch. Perelman – L. Olbrechts-Tyteca, Trattato dell’argomentazione. La nuova retorica, Torino 1989, pp. XIII-XIV) (altro…)

La cultura del nuovo capitalismo

domenica, marzo 20th, 2011

©hangedhead“Un Io orientato sul breve periodo, concentrato sulle abilità potenziali, disponibile ad abbandonare le esperienze passate è – per esprimersi con gentilezza – uno strano tipo di essere umano. La maggior parte delle persone non è fatta così: le persone hanno bisogno di una biografia coerente, sono orgogliose di saper fare bene determinate cose e danno valore alle esperienze che hanno fatto nel corso della loro vita. Perciò, l’ideale culturale promosso dalle nuove istituzioni danneggia molte persone che vivono in esse.” (altro…)

La libertà dei servi

venerdì, novembre 19th, 2010

©theshow“Per questa sua capacità di beneficare e di affascinare, la corte nasce con facilità e si rafforza in breve volgere di tempo. In Italia è rinata e ha messo radici all’ombra delle istituzioni repubblicane per effetto del potere enorme di Silvio Berlusconi e dell’acquiescenza di gran parte dell’élite politica. La sua persona è al disopra e al centro rispetto a tutti gli altri che si muovono nell’agone politico e ai normali cittadini. Non dipende da altri che hanno più potere, mentre da lui dipendono direttamente centinaia di migliaia di persone che per conservare benefici devono adoperarsi per lui. Silvio Berlusconi non prende ordini, li impartisce. Deve accettare limiti al proprio potere, e a volte deve anche fare concessioni ad alcuni dei cortigiani più intraprendenti, ma la sua superiorità e la sua centralità non sono in questione.” (altro…)

Un terzo Risorgimento? No, il primo

mercoledì, giugno 9th, 2010

©puzzle

“Il vero! L’Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere senza quello. L’Italia nascente cerca in oggi il proprio fine, la norma della propria vita nell’avvenire, un criterio morale, un metodo di scelta fra il bene e il male, tra la verità e l’errore, senza il quale non può esistere responsabilità, quindi non libertà. […] L’Italia nascente ha bisogno d’uomini che incarnino in sé quel vero nel quale essa deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, lo rappresentino negli atti, lo confessino, checché avvenga, fino alla tomba: e voi [politici opportunisti] le date l’esempio d’uomini che dicono e disdicono, giurano e sgiurano, troncano a spicchi la verità, protestano contro i suoi violatori, e transigono a un’ora con essi. Così preparate al giogo del primo padrone straniero e domestico, che vorrà inforcarla di tirannide, una Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di se stessa e d’altrui, senza stimolo di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio per tradurla in opera.” (Giuseppe Mazzini, A Francesco Crispi, s.l. 1864)

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Riconoscere globalmente i diritti per garantire il futuro della democrazia

domenica, aprile 19th, 2009

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“La realizzazione della Dichiarazione universale dipende moltissimo dai diritti espressi negli articoli 19 e 21: «ricevere e diffondere informazioni e idee, attraverso ogni mezzo» e prendere parte a «elezioni genuine» in ottemperanza al principio per cui la «volontà popolare è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici». L’importanza di restringere il diritto alla libertà di parola e alla partecipazione democratica è stata ben compresa dai potenti. È una lunga storia, ma i problemi hanno assunto un’importanza maggiore in questo secolo, quando «le masse hanno promesso di diventare re», una tendenza pericolosa, che poteva essere rovesciata, si pensò, da nuovi metodi di propaganda che dessero modo alle minoranze intelligenti … di plasmare le opinioni delle masse, … irregimentando l’opinione pubblica un po’ per volta, come l’esercito irregimenta i corpi dei suoi soldati». […] Per questi motivi, il sistema dei media e quello dell’istruzione sono un costante terreno di scontro.” (altro…)


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