Posts Tagged ‘corruzione’

Crescete e prostituitevi: la prostituzione come categoria dello spirito nell’Italia odierna

giovedì, febbraio 10th, 2011

©thedoll“Per questo, semplicemente per questo, oggi il plutocrate di palazzo Chigi è imparagonabilmente più leggero di Bettino [Craxi], perché ha resettato dal suo computer personale il concetto di morale isolandolo dalla politica, così da non dover più preoccuparsi di contraddire valori etici non commerciabili. Berlusconi, in sostanza, non si sente in colpa, ma si è ormai del tutto convinto di essere nel giusto risolvendo prima i suoi problemi personal-imprenditoriali con il sistema del monitor legislativo e poi pensando a un Paese a sua immagine e somiglianza, un Paese già così immorale da essere appunto adattissimo al salto di qualità del nuovo millennio: diventiamo amorali e non pensiamoci più. Compriamoci la nostra amoralità personale al mercato, favorito e organizzato dalla ‘nuova’ politica.”. (continua…)

“Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me” (G. Gaber): la pervasività del conflitto d’interessi nell’Italia della ‘cricca’

mercoledì, dicembre 29th, 2010

©redhole“Chissà quante volte gli sarà accaduto di dover scrivere una lettera all’altro se stesso. E mandarla, per conoscenza, anche al terzo se stesso. Il quale, a rigor di logica, avrebbe dovuto telefonare al quarto se stesso per avvertirlo. Ma questo dev’essere stato l’ultimo dei problemi di P. C., che a un certo punto della sua vita si è trovato a essere nello stesso istante: commissario straordinario di governo per il ponte sullo Stretto di Messina, amministratore delegato dello Stretto di Messina spa, società concessionaria dell’opera, presidente e direttore generale dell’Anas, società del Tesoro che controlla l’82% dello Stretto di Messina spa. Un’imbarazzante sovrapposizione di incarichi. Non senza vantaggi: la rapidità di comunicazione e la concordia delle decisioni.” (continua…)

Autobiografia di una Repubblica

sabato, gennaio 9th, 2010

©torn“l’uomo di successo che si è fatto da solo; il «clan» che ha creato sin dagli inizi e che per lui è una specie di famiglia allargata e rassicurante; il carisma animalesco e ben tangibile [...]; la sua ostentata ignoranza [...] per tutto ciò che è complicato e che va al di là dei sentimenti elementari, delle intuizioni primarie, del diritto di natura [...]; a dirla in breve, si tratta di una mistura sapiente tra la forza della televisione e la democrazia plebiscitaria, che capita in una fase di smarrimento massimo della società  e di assenza pressoché completa di ogni principio e autorità. [...] Celentano farà scuola. Ha messo in moto un meccanismo, ha reso visibile il fascino ipnotico della televisione, ha dimostrato che una massa cospicua di italiani è inerme, disponibile alla suggestione di un guru attrezzato per la bisogna, stufa e arcistufa dei farisei di sempre e dei sepolcri imbiancati. Qualcuno prima o poi perfezionerà l’esperienza, la volgerà a un fine mirato e politico”. (Eugenio Scalfari, Il nostro guru del sabato sera, in “La Repubblica” 15 dicembre 1987, cit. a p. 155-156) (continua…)