Posts Tagged ‘Diritti’

Valorizzare le donne conviene

sabato, novembre 9th, 2013

©redholes“Valorizzare il lavoro delle donne fuori casa è un obiettivo cruciale oggi in Italia perché corrisponde non solo a principi di equità, ma anche di efficienza economica. Ridurre il divario nei tassi di attività tra uomini e donne è un’esigenza coerente con i principi di eguaglianza di genere, di pari opportunità e di giustizia sociale. Le giovani donne italiane hanno ormai un livello di istruzione addirittura più elevato di quello dei loro coetanei maschi e hanno quindi il diritto di realizzarsi nel lavoro e nella carriera al pari degli uomini. Ma, non meno importante, se le donne investono in capitale umano quanto gli uomini, la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro implica uno spreco di quei talenti femminili in cui le famiglie e le istituzioni pubbliche hanno investito, con una conseguente perdita per l’economia.” (altro…)

Il crocifisso negli edifici pubblici come simbolo della cultura politica italiana

mercoledì, maggio 8th, 2013

©crocifisso

“Evviva il crocifisso tricolore; evviva l’interpretazione del simbolo del Calvario come veicolo di un’identità culturale e nazionale, anziché di un messaggio propriamente religioso e originariamente ecumenico; abbasso una sentenza, quella di Strasburgo, che condannando l’obbligatorietà del crocifisso nelle scuole si è limitata a esprimere il senso comune dello ius moderno in materia di libertà di coscienza, l’ovvietà per cui un uso sociale dei simboli religiosi non può diventare sopruso istituzionale. Tale l’atteggiamento della classe politica italiana, di destra di centro di sinistra, a proposito del contenzioso sul crocifisso. E non una figura di rilievo della Repubblica – neppure il suo supremo garante, il capo dello Stato – che si levasse nel 2009, né si levi oggi a dire: evviva il muro bianco. Evviva uno spazio vuoto, per aprire l’Italia al mondo fin dalle pareti di scuole sempre più frequentate da figli dell’altrove. Evviva una ricerca di simboli nuovi, meno storicamente divisivi, più indiscutibilmente universali”. (altro…)

Orientamento 2013 – Le donne e i loro diritti come fulcro di una nuova ‘resistenza’ civile

mercoledì, gennaio 9th, 2013

©thetwomarianneDurante l’anno appena trascorso ha assunto un rilievo maggiore che in precedenza la questione della violenza perpetrata nei confronti delle donne, in particolare quella omicida. Non si tratta in realtà della comparsa di un nuovo problema, ma dell’emergere e del definirsi di uno vecchio. Al di là della rappresentazione ‘morbosa’ di una certa cronaca giornalistica – che pure sarebbe un fatto culturale da approfondire –, preme qui mettere in evidenza l’urto di questo fenomeno con una sensibilità diffusa, che ritiene ormai inaccettabile le forme di violenza fisica (e non solo tale, si pensi allo ‘stalking’) compiute contro le donne, tanto più quelle commesse entro le mura domestiche. (altro…)

Flessibilità: la copertura ideologica di una mercificazione globale del lavoro a fini di dominio

lunedì, dicembre 19th, 2011

©benttube

“Una politica del lavoro globale potrà affermarsi solamente quando diverranno maggioranza le persone consapevoli che la richiesta di utilizzare la forza di lavoro solo quando serve, e fintanto che serve, non è uno strumento isolato del conflitto sociale. È piuttosto uno dei più insidiosi tra i tanti inclusi nell’armamentario dell’attacco politico che all’ombra di sedicenti ragioni tecniche – manco a dirlo il suo costo, a fronte del deficit del bilancio pubblico – viene da tempo condotto allo Stato sociale, in Italia come in altri paesi europei, nelle sue varie componenti: sanità, scuola, pensioni. Con un successo ormai evidente, soprattutto nel caso di queste ultime”. (altro…)

Cipolle e democrazia: dal biototalitarismo al nuovo fascismo

venerdì, maggio 29th, 2009

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“La globalizzazione ha fatto sparire i cittadini e ha ridotto lo stato a strumento del capitale globale. La persona fittizia ha rimpiazzato gli esseri umani su cui era stata modellata. L’unico ruolo degli esseri umani è oggi quello di consumatori; quello di membri di comunità produttive e culturali è stato cancellato. Da una parte ciò rende superflui gli esseri umani nel provvedere ai loro bisogni. Dall’altra, insidia le diversità culturali, cioè il modo in cui le persone sono state modellate dalla natura e interagiscono con essa per soddisfare i propri bisogni. […] La politica, svuotata dai diritti economici, sfrutta la paura e l’insicurezza e fabbrica odio come capitale politico. L’India non è l’unico paese ad assistere alla crescita del fascismo e delle forze fondamentaliste, proprio mentre la globalizzazione nega alle persone il diritto di difendere le proprie vite e i propri mezzi di sostentamento con metodi democratici.” (altro…)

Riconoscere globalmente i diritti per garantire il futuro della democrazia

domenica, aprile 19th, 2009

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“La realizzazione della Dichiarazione universale dipende moltissimo dai diritti espressi negli articoli 19 e 21: «ricevere e diffondere informazioni e idee, attraverso ogni mezzo» e prendere parte a «elezioni genuine» in ottemperanza al principio per cui la «volontà popolare è il fondamento dell’autorità dei poteri pubblici». L’importanza di restringere il diritto alla libertà di parola e alla partecipazione democratica è stata ben compresa dai potenti. È una lunga storia, ma i problemi hanno assunto un’importanza maggiore in questo secolo, quando «le masse hanno promesso di diventare re», una tendenza pericolosa, che poteva essere rovesciata, si pensò, da nuovi metodi di propaganda che dessero modo alle minoranze intelligenti … di plasmare le opinioni delle masse, … irregimentando l’opinione pubblica un po’ per volta, come l’esercito irregimenta i corpi dei suoi soldati». […] Per questi motivi, il sistema dei media e quello dell’istruzione sono un costante terreno di scontro.” (altro…)

Una condizione per i diritti di cittadinanza globale: l’equa distribuzione delle risorse

giovedì, febbraio 19th, 2009

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“Un sistema basato sulla solidarietà e non sulla carità, fondato sui diritti e non sulla mischia di un mercato senza regole e sulla competizione si traduce in una tassazione che ridistribuisce ai meno privilegiati. Esso presuppone la creazione e il mantenimento di servizi che includano l’assistenza sanitaria e l’istruzione, ai quali tutti i cittadini abbiano libero accesso. Quando il capitale mobile internazionale sfugge alla tassazione, cosa che sta accadendo sempre più spesso, diventa più difficile finanziare la protezione sociale. In tal modo, esso esercita una pressione molto forte su diritti che la gente pensava di aver conquistato definitivamente. In pratica, tutte le conquiste degli ultimi cinquant’anni, se non dell’ultimo secolo e mezzo, diventano all’improvviso del primo che se ne appropria. Per riparare alle perdite causate dal degrado fiscale i governi stanno cercando di ridurre le proprie responsabilità e naturalmente aumentano pesantemente le tasse sugli stipendi, sui salari e sui consumi.” (altro…)


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