Posts Tagged ‘Economia’

Valorizzare le donne conviene

sabato, novembre 9th, 2013

©redholes“Valorizzare il lavoro delle donne fuori casa è un obiettivo cruciale oggi in Italia perché corrisponde non solo a principi di equità, ma anche di efficienza economica. Ridurre il divario nei tassi di attività tra uomini e donne è un’esigenza coerente con i principi di eguaglianza di genere, di pari opportunità e di giustizia sociale. Le giovani donne italiane hanno ormai un livello di istruzione addirittura più elevato di quello dei loro coetanei maschi e hanno quindi il diritto di realizzarsi nel lavoro e nella carriera al pari degli uomini. Ma, non meno importante, se le donne investono in capitale umano quanto gli uomini, la bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro implica uno spreco di quei talenti femminili in cui le famiglie e le istituzioni pubbliche hanno investito, con una conseguente perdita per l’economia.” (altro…)

Inside Job: la cultura del saccheggio del capitalismo finanziario

domenica, febbraio 10th, 2013

©anonymoney2“Per decenni il sistema finanziario americano è stato stabile e sicuro, ma poi qualcosa è cambiato. L’industria finanziaria ha voltato le spalle alla società, corrotto il sistema politico e spinto l’economia mondiale in una crisi. A costi enormi abbiamo evitato il disastro e ci stiamo riprendendo. Ma gli uomini e le istituzioni che hanno causato la crisi sono ancora al potere e questo deve cambiare. Ci diranno che abbiamo bisogno di loro e che quello che fanno è troppo complicato per noi da capire. Ci diranno che non succederà più, spenderanno miliardi per combattere una riforma. Non sarà facile [per noi], ma per certe cose vale la pena di combattere.”
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The Take, la presa

domenica, giugno 19th, 2011

©gloves

“Occupare. Resistere. Produrre. Nei sobborghi di Buenos Aires trenta lavoratori disoccupati “organizzati” entrano nella loro fabbrica inattiva, tirano fuori i materassini sui quali dormire e rifiutano di andarsene. Quello che vogliono? Riavviare le macchine ferme. Ma questo semplice gesto – the take – ha il potere di portare alla ribalta il problema della globalizzazione.” (altro…)

Scienza economica ed etica

domenica, novembre 29th, 2009

©casket

“Si tratta di capire, spiegare e predire il comportamento umano in modo tale che i rapporti economici possano essere fruttuosamente studiati e i risultati venir utilizzati a fini descrittivi, di prognosi e di politica di intervento. La disattenzione per tutte le motivazioni e valutazioni ad eccezione di quella estremamente ristretta dell’interesse personale è difficile da giustificare sulla base dell’utilità predittiva, e sembra inoltre avere un sostegno empirico alquanto dubbio. Mantenersi su questa strada molto angusta non sembra un modo molto buono di svolgere il nostro lavoro.” “Il sostegno che gli assertori e i difensori del comportamento mosso dall’interesse personale hanno cercato in Adam Smith è in realtà difficile da trovare sulla base di una lettura più ampia e meno distorta di questo autore. Il professore di filosofia morale e il pioniere dell’economia non condussero infatti una vita di manifesta schizofrenia. In realtà è proprio il restringimento di ottica rispetto all’ampia visione smithiana degli esseri umani a poter venire visto come una delle principali carenze della teoria economica contemporanea. Questo impoverimento è strettamente legato all’allontanamento dell’economia dall’etica.”

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La paura e la speranza. Europa: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla

giovedì, luglio 9th, 2009

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“Abbiamo i cellulari ma non abbiamo più i bambini. Il superfluo costa meno del necessario: puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l’età  dell’oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette, i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie, stiamo consumando le risorse del pianeta e i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. La globalizzazione ha un lato oscuro fatto di disoccupazione e salari bassi, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l’Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono i numeri della popolazione e anche quelli della produzione. E’  necessario reagire, trovare una soluzione. (altro…)

Economia canaglia

martedì, giugno 9th, 2009

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Stiamo assistendo a un capovolgimento dell’ordine mondiale che va dalla costruzione dell’impero economico cinese all’ascesa della finanza islamica fino ad arrivare al disastro dei mutui americani. Il primo candidato al fallimento è il ceto medio che da fondamento dell’economia occidentale rischia di diventare il nuovo proletariato globale.
Lo stato-mercato non ha né la forza né la volontà di intervenire, l’unica via di uscita è la presa di coscienza da parte del consumatore che però deve essere consapevole della sua condizione per non rimanere vittima del sistema. (altro…)

Subprime: da crisi finanziaria a recessione globale

martedì, dicembre 9th, 2008

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“Mi sorprende l’ottusità del genere umano. Questa era una crisi annunciata ma fare soldi a breve era più importante della certezza di stabilità nel lungo termine. E’ stata colpa nostra, è Wall Street ad aver aperto la strada al disastro su cui si è poi messo il resto del mondo. Sono stati i nostri professori, alcuni dei miei allievi al Mit, ad aver sviluppato teorie per la distribuzione del rischio, che sarebbero poi risultate fatali per un semplice errore: non hanno tenuto conto dell’insaziabilità del genere umano.” (intervista a Paul Samuelson, premio Nobel per l’economia nel 1970, pubblicata il 5 novembre 2008 su “Il sole 24 ore”). (altro…)

Il futuro del ’68

sabato, novembre 29th, 2008

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“La poderosa fabbrica – moderna e postmoderna – dell’idiozia a presa rapida, che depersonalizza gli individui (e le collettività) nella passività connivente, fa leva sulla rottura e il nascondimento del nesso causa-effetto. Occultato il rapporto esistente fra profitto-tecnica-potere da una parte e sfruttamento-alienazione-eterodirezione dall’altra, la condizione di impotenza delle persone appare come un risultato “naturale”, il portato di una situazione “normale” e inevitabile. […] Ecco un’altra ragione essenziale per cui il potere dominante ha un interesse strategico a distorcere e occultare il significato profondo del Sessantotto. Infatti: da lì – da allora – viene la dimostrazione, teorica e pratica, che il “re” può essere messo a nudo, e destituito. E che noi – ognuno di noi insieme agli altri – possiamo costruire un mondo nuovo. Di consapevoli, e di artefici del proprio futuro.” (altro…)

L’era dell’idrogeno

sabato, luglio 19th, 2008

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Anno 2020: il fabbisogno energetico supererà la soglia delle 12.200 Megatep (Mtep), cioè milioni di unità di energia equivalenti a quella sprigionata da una tonnellata di greggio. Il petrolio passerà da 3.680 a 5.477 Mtep, il carbone da 2.186 a 3.350 Mtep e il gas naturale da 2.164 a 3.556 Mtep (previsioni 2005, ENEA). Uno scenario catastrofico per l’ambiente contro cui è necessario apprestare interventi per evitare un’atmosfera tossica e un surriscaldamento insostenibile del globo. E’ giunto il momento di cambiare strada e avere il coraggio di sostituire il carbone e il petrolio con fonti di energia rinnovabile per generare elettricità, riscaldare edifici e alimentare le automobili. L’alternativa esiste già e va sotto il nome di IDROGENO. Le fonti energetiche disponibili sulla terra sono immense, vanno dal solare all’eolico passando per l’energia idromotrice: ma il vero problema è risolvere il quesito dell’intermittenza e della località di queste fonti. Al momento l’unica risposta giusta è L’IDROGENO, poiché semplifica ogni problema di immagazzinamento e di trasporto d’energia. Viene quindi da chiederci: perché, se esiste già una valida alternativa, non è riuscita ad imporsi in modo efficace nello scenario mondiale dell’energia? (altro…)

Un nuovo Marchingegno

mercoledì, luglio 9th, 2008

La forma del dinamismo

“Nel nuovo scenario globale, le possibilità di crescita competitiva di economie e società industriali simili alla nostra [cioè a quella marchigiana] dipendono – più che dall’intensità di capitale fisso – dalla loro capacità di innovazione/imitazione che, a sua volta, è un fattore della qualità del capitale umano, in particolare delle sue competenze cognitive e tecnologiche. Non agganceremo alcuna via alta e tecnologica dello sviluppo, né alcun modo nuovo di fare economia se non disponiamo di abilità e competenze adeguate. Il profilo competitivo di un territorio è dato dal suo capitale umano, lavorativo, professionale, manageriale, imprenditoriale”.

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