Posts Tagged ‘educazione’

Insegnare a vivere

sabato, ottobre 10th, 2015

morin“Ciascuno contiene in sé galassie di sogni e di fantasmi, slanci inappagati di desideri e di amori, abissi di infelicità, immensità di glaciale indifferenza, conflagrazioni di astri in fiamme, irruzioni di odio, smarrimenti stupidi, lampi di lucidità, burrasche dementi…” (altro…)

“… il giusto posto dell’impossibile”

domenica, aprile 19th, 2015

Lezione2“Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità che attraversa il sapere, che è l’impossibilità di sapere tutto il sapere.”
È dalla consapevolezza di non sapere che può nascere il desiderio di apprendere. Al di là di tanti discorsi polemici sulla scuola, spesso sterili, rimane la figura insostituibile degli insegnanti, ai quali compete la responsabilità di umanizzare la cultura e trasmettere la passione per la conoscenza, concepita però come un compito impossibile da raggiungere. Quella curiosità infantile dalla quale scaturivano infiniti ‘perché’ deve essere sostenuta e incentivata nell’età adolescenziale, così densa di angosce da far perdere agli occhi dei ragazzi la luce della curiosità per il mondo che scorre intorno a loro a una velocità sempre più accelerata – velocità che rende impossibile afferrare pienamente le situazioni e il senso di ciò che accade. È sotto gli occhi di tutti una situazione sociale culturale educativa assai diversa dal passato anche recente. Gli insegnanti colgono ogni giorno sia i dettagli concreti che la globalità del problema… la noia disinteressata degli alunni, il delegare alla scuola la funzione educativa un tempo di competenza famigliare, l’imporsi dei valori effimeri di una società dominata dai massmedia e dai consumi. Quello che fa più male è in fondo constatare da parte dei ragazzi un disinteresse totale verso la realtà, non soltanto verso la cultura in senso stretto. Un disinteresse che si accompagna all’assenza di prospettive di cambiamento, di ribellione e di speranza in un futuro diverso. (altro…)

“Pensare l’educazione nell’epoca del confronto planetario”: la geopedagogia

martedì, maggio 29th, 2012

©planets“L’Italia e l’Europa, come altre società avanzate, sono di fronte ad una società post-tradizionale (tradizione e natura rappresentavano dei paesaggi abbastanza stabili dell’attività umana, ora non più), globalizzata. Globalizzazione […] vuol dire “azione a distanza”, per cui le distanze sono diventate economicamente irrilevanti. Le nostre attività quotidiane subiscono l’impatto di eventi che hanno luogo sull’altro emisfero del pianeta. L’uccisione della distanza, il convivere e agire al di sopra delle distanze crea dei problemi inediti anche all’educazione.” (altro…)

La sfida dell’educazione e dell’istruzione nell’età postmoderna

lunedì, gennaio 30th, 2012

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“«Preparare per la vita», compito perenne e invariabile di ogni educazione, deve significare [oggi] per prima cosa coltivare la capacità di convivere giorno per giorno e pacificamente con l’incertezza e l’ambivalenza, con una pluralità di punti di vista e con l’assenza di autorità infallibili e attendibili; deve significare inculcare la tolleranza della differenza e la volontà di rispettare il diritto a essere differenti; deve significare il rafforzamento delle facoltà di critica e autocritica e del coraggio necessario per assumersi le responsabilità delle proprie scelte e delle relative conseguenze; deve significare l’addestramento alla capacità di cambiare i contesti e di resistere alla tentazione di rifuggire la libertà, con l’ansia dell’indecisione che questa si porta dietro assieme alle gioie del nuovo  e dell’inesplorato.”.

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“La scuola sarà sempre meglio della merda”: rileggendo la lettera della Scuola di Barbiana

domenica, agosto 29th, 2010

©classmates“Così è stato il nostro primo incontro con voi [gli insegnanti]. Attraverso i ragazzi che non volete. L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile. E voi ve la sentite di fare questa parte nel mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto da capo all’infinito a costo di passar da pazzi. Meglio passar da pazzi che essere strumento di razzismo.”. (altro…)

Un terzo Risorgimento? No, il primo

mercoledì, giugno 9th, 2010

©puzzle

“Il vero! L’Italia nascente non chiede se non quello, non può vivere senza quello. L’Italia nascente cerca in oggi il proprio fine, la norma della propria vita nell’avvenire, un criterio morale, un metodo di scelta fra il bene e il male, tra la verità e l’errore, senza il quale non può esistere responsabilità, quindi non libertà. […] L’Italia nascente ha bisogno d’uomini che incarnino in sé quel vero nel quale essa deve immedesimarsi; che lo predichino ad alta voce, lo rappresentino negli atti, lo confessino, checché avvenga, fino alla tomba: e voi [politici opportunisti] le date l’esempio d’uomini che dicono e disdicono, giurano e sgiurano, troncano a spicchi la verità, protestano contro i suoi violatori, e transigono a un’ora con essi. Così preparate al giogo del primo padrone straniero e domestico, che vorrà inforcarla di tirannide, una Italia fiacca, irresoluta, sfiduciata di se stessa e d’altrui, senza stimolo di onore e di gloria, senza religione di verità e senza coraggio per tradurla in opera.” (Giuseppe Mazzini, A Francesco Crispi, s.l. 1864)

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La scuola come via maestra all’integrazione sociale dei disabili

venerdì, febbraio 19th, 2010

©row“Quando si hanno dei figli mongoli, è meglio restarsene a casa”, così un cliente di una pizzeria trevigiana ha apostrofato qualche settimana fa i genitori di una bambina affetta da sindrome di Down. E ciò è accaduto per il semplice fatto che un pezzetto di carta, utilizzato durante un piccolo gioco di magia eseguito dalla figlia del titolare del locale per alcune bambine, è finito accanto – accanto! – al piatto di quel razzista. Già perché si tratta tecnicamente di razzismo, cioè di una discriminazione basata su un sapere pseudo-scientifico, volto ad allontanare dalla vita quotidiana (quel cliente era lì con tutta la famiglia) un diverso che fa ancestralmente paura. Una paura alimentata dall’attuale clima di insicurezza e di odio e fondata su una conoscenza inadeguata del mondo, impastata di ignoranza e stereotipi che si nascondono dietro un insulto la cui forza risiede proprio nel fatto che una volta fu una categoria scientifica. La frase esprime così emblematicamente la volontà di escludere l’altro, di non integrarlo.

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L’istinto matematico. Perchè sei anche tu un genio dei numeri

mercoledì, dicembre 9th, 2009

©waspmats
“Ci sono almeno due tipi di matematica, quella che viene coltivata dagli specialisti e quella istintiva di cui si servono cani e gatti, gufi e castori, ragni e aragoste. L’uomo dovrebbe essere da meno degli altri animali? La maggior parte di noi se la cava egregiamente con numeri e figure in molte questioni pratiche, ma guai a dire che si tratta di matematica perchè ciò evoca immediatamente lo spettro della disciplina che ci ha tormentato sui banchi di scuola. Invece che da arcigni professori, dovremmo imparare da tutti quegli animali che “sanno fare matematica” a escogitare trucchi e a scoprire strategie per migliorare le nostre capacità innate. Allora numeri e figure non si apriranno più come un castigo divino ma come un’occasione di intelligente divertimento.” (altro…)

I sette saperi per l’educazione del futuro

giovedì, ottobre 29th, 2009

©game

“La conoscenza dei problemi cruciali del mondo, per quanto aleatoria e difficile, deve essere perseguita pena l’infermità cognitiva. L’era planetaria necessita di situare ogni cosa nel contesto e nel complesso planetario. La conoscenza del mondo in quanto mondo diviene una necessità nel contempo intellettuale e vitale. È il problema universale per ogni cittadino del nuovo millennio: Come acquisire l’accesso alle informazioni sul mondo e come acquisire la possibilità di articolarle e organizzarle? Come percepire e concepire il Contesto, il Globale (la relazione tutto/parti), il multidimensionale, il complesso?“. (altro…)

Malattie della libertà

sabato, gennaio 19th, 2008

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“…ma lo sapete che oggi molti giovani rubano, senza troppi problemi, e questo avviene anche fra gli scout?” Questa frase, detta distrattamente in una delle tante riunioni di redazione per progettare temi ed uscite della rivista per educatori scout, “R/S Servire”, è stato lo spunto di riflessione per far nascere un numero monografico sulla “libertà malata”. Ovviamente un tema del genere è complesso e delicato, ma la rivista non ha nessuna pretesa di esaurire l’argomento, anche se ogni articolo cerca di approfondirne alcuni aspetti. Da dove viene la libertà e cosa significa essere uomini liberi? Quali sono gli atteggiamenti che possono determinare una libertà malata? Che significato ha la libertà nell’esperienza cristiana? Queste ed altre domande, al centro di altrettanti articoli, costituiscono la spina dorsale di questo numero che accompagna il lettore in un difficile viaggio. R/S Servire, rivista sconosciuta ai più, esce con cadenza trimestrale e cerca di approfondire un tema per ogni uscita con l’obiettivo di aiutare la riflessione pedagogica di chi educa con lo scautismo. La redazione è composta da capi dell’AGESCI, che hanno ricoperto o ricoprono attualmente incarichi nei diversi livelli associativi. Oltre al fatto che il linguaggio, i contenuti ed il taglio tocchino un patrimonio di esperienze che mi appartengono, in quanto capo scout, penso che la lettura di questa rivista in genere, e di questo numero (n°1, 2005) in particolare, possa offrire uno spunto utile anche per chi è più lontano da questa realtà.

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