Impegnarsi per comprendere il regime totalitario fascista
domenica, febbraio 19th, 2012
“Il fascismo è un movimento che tende con tutti i mezzi a impadronirsi dello Stato e di tutta la vita nazionale per stabilire la sua dittatura assoluta ed unica. Il mezzo essenziale per riuscirvi è, nel programma e nello spirito dei capi e dei seguaci, la completa soppressione di tutte le libertà costituzionali pubbliche e private, che è quanto dire la distruzione dello Statuto [Albertino] e di tutta l’opera liberale del Risorgimento italiano. Quando la dittatura fosse stabilita in modo che non una istituzione potesse esistere, non un atto compiersi, non un parola pronunciarsi se non di totale dedizione e obbedienza al fascismo, allora questo sarebbe disposto a sospendere l’uso della violenza, per mancanza di obiettivo, riservandosi sempre di riprenderlo al primo cenno di rinnovata resistenza.” (Anonimo [ma Luigi Salvatorelli?], Il Governo e la Destra, in “La Stampa”, 18 luglio 1922) (continua…)
Violenze efferate. L’alba di questo nuovo anno si presenta purtroppo per tanti motivi con tinte fosche, cupe. Addirittura sanguigne: negli ultimi mesi abbiamo infatti assistito ad episodi di efferata violenza che testimoniano un disagio grandissimo, diffuso su tutto il pianeta. Basti porre qui mente a quanto successo solamente in Europa negli ultimi mesi: ad esempio alla strage di ragazzi in Norvegia, a quella recentissima in Belgio, a quella compiuta in Italia, a Firenze. Questi episodi sono tutti variamente apparentati, cioè presentano una combinazione di elementi in parte comuni e in parte diversi, che da un lato inducono ad una riflessione unica sul fenomeno, ma dall’altro non la rendono semplice proprio per le differenze di volta in volta riscontrabili. 