
Gli autori di questo saggio sono due psichiatri che operano in Francia, presso un centro per la cura delle malattie psichiche di bambini e adolescenti. Di fronte alla crescente richiesta di aiuto rivolta loro, hanno voluto interrogarsi sulla reale entità e sulle origini della massiccia diffusione delle patologie mentali tra i giovani (e gli adulti: è estremamente riduttivo considerare i giovani come unici “protagonisti” del libro). Dalle loro ricerche è emersa la presenza di un malessere diffuso, di una tristezza comune a tutte le fasce sociali. Le cause di queste sensazioni di impotenza e di disgregazione sono dovute a vari fattori, il più importante dei quali sembra essere “il cambiamento di segno del futuro”, che da luminoso e promettente è diventato oscuro e minaccioso. Il futuro, per quanto portatore di nuove conoscenze, non condurrà alla soppressione delle sofferenze umane e neppure alla risoluzione della crisi della società che, da qualche decennio a questa parte, rende tutti instabili, insicuri e pieni di angosce di ogni genere. Le “passioni tristi” dei ragazzi sono il segno visibile di questa crisi. Esiste la possibilità di uscire dai “sintomi” che la rendono visibile, e cioè dal dolore, dall’ansia, o addirittura dalla malattia mentale vera e propria? Il problema non è uscirne, dicono gli autori: è piuttosto quello di insegnare ai pazienti ad “assumere il proprio destino” e a scoprire le proprie potenzialità , al di là di ciò che li rende diversi rispetto alla cosiddetta “norma”.
(continua…)