Posts Tagged ‘futuro’

L’Istituto Comprensivo 9 di Bologna: la scuola del futuro

venerdì, luglio 8th, 2016

aula3_geografia3Avanguardie educative, nuove tecnologie digitali, modernità; e ancora tradizione, inclusione, interesse per i bisogni degli alunni più fragili e considerazione per le ambizioni di quelli dotati: questo, e molto altro, è l’Istituto Comprensivo 9 di Bologna, polo 3.0, ente di formazione per i docenti, luogo in cui nasce una pluralità di progetti che lo qualificano come eccellenza, tra le poche d’Italia.
Un riconoscimento importante, che mi coinvolge in prima persona perché da cinque anni insegno al suo interno: e il contatto con colleghi e situazioni stimolanti mi ha consentito di ampliare enormemente il bagaglio delle mie competenze professionali, nonché di arricchire sul piano umano.
Ciò mi ha spinto a scrivere per il blog un ‘post-esperienza’. (altro…)

Nel cuore della crisi planetaria

martedì, novembre 9th, 2010

©untitled“La globalizzazione può essere considerata un fenomeno che contribuisce a unificare il pianeta. Effettivamente, essa diffonde, nel mondo intero, l’economia mercantile, la scienza, la tecnica l’industria, ma veicola anche le norme, gli standards del mondo occidentale. Questo processo di unificazione sta per generare un processo contrario che si manifesta con l’emergere di un’opposizione di fronte a questa unità per salvaguardare la propria identità culturale, nazionale o religiosa. Questa resistenza sarà rafforzata dalla comparsa, alla fine del XX secolo, di un evento apparentemente anodino: la dissoluzione della fede nel progresso.”

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Il futuro del ’68

sabato, novembre 29th, 2008

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“La poderosa fabbrica – moderna e postmoderna – dell’idiozia a presa rapida, che depersonalizza gli individui (e le collettività) nella passività connivente, fa leva sulla rottura e il nascondimento del nesso causa-effetto. Occultato il rapporto esistente fra profitto-tecnica-potere da una parte e sfruttamento-alienazione-eterodirezione dall’altra, la condizione di impotenza delle persone appare come un risultato “naturale”, il portato di una situazione “normale” e inevitabile. […] Ecco un’altra ragione essenziale per cui il potere dominante ha un interesse strategico a distorcere e occultare il significato profondo del Sessantotto. Infatti: da lì – da allora – viene la dimostrazione, teorica e pratica, che il “re” può essere messo a nudo, e destituito. E che noi – ognuno di noi insieme agli altri – possiamo costruire un mondo nuovo. Di consapevoli, e di artefici del proprio futuro.” (altro…)

L’epoca delle passioni tristi

sabato, febbraio 9th, 2008

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Gli autori di questo saggio sono due psichiatri che operano in Francia, presso un centro per la cura delle malattie psichiche di bambini e adolescenti. Di fronte alla crescente richiesta di aiuto rivolta loro, hanno voluto interrogarsi sulla reale entità e sulle origini della massiccia diffusione delle patologie mentali tra i giovani (e gli adulti: è estremamente riduttivo considerare i giovani come unici “protagonisti” del libro). Dalle loro ricerche è emersa la presenza di un malessere diffuso, di una tristezza comune a tutte le fasce sociali. Le cause di queste sensazioni di impotenza e di disgregazione sono dovute a vari fattori, il più importante dei quali sembra essere “il cambiamento di segno del futuro”, che da luminoso e promettente è diventato oscuro e minaccioso. Il futuro, per quanto portatore di nuove conoscenze, non condurrà alla soppressione delle sofferenze umane e neppure alla risoluzione della crisi della società che, da qualche decennio a questa parte, rende tutti instabili, insicuri e pieni di angosce di ogni genere. Le “passioni tristi” dei ragazzi sono il segno visibile di questa crisi. Esiste la possibilità di uscire dai “sintomi” che la rendono visibile, e cioè dal dolore, dall’ansia, o addirittura dalla malattia mentale vera e propria? Il problema non è uscirne, dicono gli autori: è piuttosto quello di insegnare ai pazienti ad “assumere il proprio destino” e a scoprire le proprie potenzialità, al di là di ciò che li rende diversi rispetto alla cosiddetta “norma”.

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