Posts Tagged ‘insegnanti’

Diario di scuola

mercoledì, settembre 9th, 2015

puppet “ – I professori ci prendono la testa, signore! – Ti sbagli! La tua testa è già presa. Gli insegnanti cercano solo di restituirtela.”
Il breve dialogo immaginario tra un buon maestro e il suo allievo sorprende il lettore al termine del libro che Daniel Pennac dedicò alcuni anni fa agli adolescenti problematici e ai loro insegnanti, e che fu subito considerato una pregevole opera pedagogica al passo con lo spirito innovatore del tempo. (altro…)

“… il giusto posto dell’impossibile”

domenica, aprile 19th, 2015

Lezione2“Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità che attraversa il sapere, che è l’impossibilità di sapere tutto il sapere.”
È dalla consapevolezza di non sapere che può nascere il desiderio di apprendere. Al di là di tanti discorsi polemici sulla scuola, spesso sterili, rimane la figura insostituibile degli insegnanti, ai quali compete la responsabilità di umanizzare la cultura e trasmettere la passione per la conoscenza, concepita però come un compito impossibile da raggiungere. Quella curiosità infantile dalla quale scaturivano infiniti ‘perché’ deve essere sostenuta e incentivata nell’età adolescenziale, così densa di angosce da far perdere agli occhi dei ragazzi la luce della curiosità per il mondo che scorre intorno a loro a una velocità sempre più accelerata – velocità che rende impossibile afferrare pienamente le situazioni e il senso di ciò che accade. È sotto gli occhi di tutti una situazione sociale culturale educativa assai diversa dal passato anche recente. Gli insegnanti colgono ogni giorno sia i dettagli concreti che la globalità del problema… la noia disinteressata degli alunni, il delegare alla scuola la funzione educativa un tempo di competenza famigliare, l’imporsi dei valori effimeri di una società dominata dai massmedia e dai consumi. Quello che fa più male è in fondo constatare da parte dei ragazzi un disinteresse totale verso la realtà, non soltanto verso la cultura in senso stretto. Un disinteresse che si accompagna all’assenza di prospettive di cambiamento, di ribellione e di speranza in un futuro diverso. (altro…)

Il triangolo che non c’è: riprogettare la scuola

giovedì, aprile 9th, 2009

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“All’interno del dibattito pubblico sulla scuola, c’è chi ritiene di sapere, senza ombra di dubbio, che cosa essa sia e da questa certezza, acriticamente assunta, ricava meccanicamente gli obiettivi ed i compiti che le devono essere assegnati ed i contenuti che deve erogare nelle diverse tappe del suo sviluppo e nelle sue differenti articolazioni”. A partire, invece, da una visione problematica due esperti, Vittorio Campione e Silvano Tagliagambe, indagano il significato del fare scuola oggi, sulla base di un approfondimento condotto costantemente su un duplice binario: da una parte (1) l’analisi dei risultati acquisiti dalla ricerca internazionale sui processi di apprendimento, unita alla riflessione sulle migliori esperienze di insegnamento, e dall’altra (2) l’esame dei processi organizzativi e degli indirizzi politici che governano il sistema educativo. Da queste riflessioni viene fuori un quadro in cui i diversi temi convergono in domande cruciali e ineludibili sull’attuale organizzazione scolastica, per rispondere alle quali vengono proposti spunti tesi a sollecitare il pensiero critico dei lettori e a stimolarne l’autonoma valutazione.
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Mal di scuola

giovedì, novembre 20th, 2008

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“L’altro giorno è venuto da me [Laura, professoressa di lettere a Torino] un padre, una persona perbene e benestante. Mi prende da parte, con tono da confessionale. «Ieri a cena è successa una cosa terribile. Mio figlio mi ha mandato affanculo, e io non ho saputo reagire. Cosa devo fare?» Laura abbozza una risposta, prova <a> dire quel che pensa: «Ma scusi, suo padre cosa avrebbe fatto?». Lui si inalbera: «Ah no, lei mi sta invitando a dare una sberla a mio figlio, questo non posso accettarlo». E allora continua a farti mandare affanculo, ha pensato Laura. Ma non lo ha detto. Lo ha salutato cortesemente, con un sorriso. Gli insegnanti arrivano fino a un certo punto, poi tocca anche agli altri, a quelli che stanno fuori.” (altro…)


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