Posts Tagged ‘libertà’

Per una cultura politica repubblicana

lunedì, settembre 19th, 2016

furrow

“Gli ordinamenti costituzionali e le leggi, anche i migliori, non sono sufficienti a proteggere la repubblica dall’aggressione esterna, dalla tirannide e dalla corruzione se non sono sostenuti da quella particolare forma di saggezza che fa capire ai cittadini che il loro interesse individuale è parte del bene comune; da quella generosità dell’animo e da quella giusta ambizione che li spinge a partecipare alla vita pubblica; da quella forza interiore che dà la determinazione di resistere contro i potenti e gli arroganti che vogliono opprimere. Ma quella saggezza, quella giusta ambizione, quella generosità dell’animo non sono altro che i diversi aspetti di quella virtù che gli scrittori politici repubblicani chiamavano virtù civile, perché è la virtù di chi vuole e sa vivere come cittadino. Il cuore del repubblicanesimo è la carità laica, ovvero quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime. Proprio perché è figlia della carità, la politica repubblicana non aspira a rendere gli uomini felici, ma a ridurre la sofferenza umana.” (altro…)

Arte e libertà?

mercoledì, giugno 29th, 2016

todorov

“Quando l’ideale cessa di essere un semplice orizzonte e si trasforma in regola di vita quotidiana, il risultato è disastroso: è il regno del terrore. La storia ci insegna che il sogno romantico, il doppio rovesciato dell’utopismo politico, pur infinitamente meno mortifero, non è minor portatore di inganni”. (altro…)

La marcia fascista su Roma (28 ottobre 1922): un progetto politico antidemocratico fondato sulla violenza

domenica, ottobre 28th, 2012

“Mai come in questo periodo di tempo la legge è divenuta una finzione, che non offre più nessuna garanzia per nessuno. La libertà personale, di domicilio, di riunione non sono più regolate dallo Statuto [Albertino], e neppure dai soli capricci della polizia, ma continuano ad essere alla mercè di qualsiasi capo fascista. Ottanta cittadini sono stati in quest’anno uccisi impunemente dai cittadini che godono il privilegio fascista, e le stesse esecuzioni sommarie, pubblicamente organizzate e condotte, non hanno avuto alcuna sanzione, non che di condanne, neppure di procedimenti giudiziari. Migliaia di cittadini sono stati bastonati, percossi, feriti; centinaia di domicilii invasi o devastati, senza che la polizia se ne sia mai accorta. La libertà di stampa dovrebbe essere garantita dallo Statuto, ma non passa settimana che un giornale non sia o soppresso illegalmente dai Prefetti e dai Questori, o assalito e devastato da fascisti, o per lo meno pubblicamente minacciato di violenza, non tanto per aver commesso reati, ma semplicemente per avere esercitato opera legittima di opposizione. Lo Stato ha finito per perdere ogni autorità. Esso è sostituito o asservito al partito dominante. […] La polizia è esercitata non a vantaggio della Nazione, ma del partito al potere, il quale è anzi entrato addirittura, tutto armato, a costituire esso la polizia. Nessun cittadino sente sopra di sé la vigilanza di uno Stato; ognuno sente solo la minaccia di un partito che è padrone dello Stato […].
Ma la soppressione delle civiche libertà, la confusione della legge con l’arbitrio, dello Stato col partito, hanno essi almeno servito per quella restaurazione economica e finanziaria che doveva salvare l’Italia dal baratro?
[…] col fascismo quasi nulla è mutato nella economia italiana […]. Di nuovo c’è questo solo: la ricostruzione [dopo la prima guerra mondiale] avviene quasi tutta a spese delle classi inferiori e a vantaggio delle più ricche. […] È mutata soltanto, col fascismo, la distribuzione, nella quale si sono avvantaggiati i capitalisti e gli speculatori a danno dei proletari e della piccola borghesia.” (Giacomo Matteotti, Dopo un anno di dominazione fascista, in Idem, Reliquie, a cura di M. Guarnieri, Milano 1924, pp. 293-294, 296; le parole in grassetto sono di chi scrive il post). (altro…)

Il carattere autoritario come fuga dall’esercizio della libertà

giovedì, agosto 18th, 2011

©screw“La libertà ha un duplice significato per l’uomo moderno: che egli è stato liberato dalle autorità tradizionali ed è divenuto un «individuo», ma che nello stesso tempo è diventato isolato, impotente, strumento di fini esterni, alienato da se stesso e dagli altri; e inoltre che questo insidia il suo io, lo indebolisce e lo atterrisce, e lo dispone alla sottomissione a nuove forme di servitù. Invece la libertà positiva si identifica con la piena realizzazione della possibilità dell’individuo, e insieme con la sua capacità di vivere attivamente e spontaneamente.” (altro…)

La ´democrazia´ai tempi di Berlusconi

mercoledì, marzo 2nd, 2011

©newemblema“La visione che Berlusconi ha della politica si basa quindi su un miscuglio erosivo di libertà negativa e di democrazia formale, personalizzata. La combinazione è erosiva perché la libertà negativa, non affiancata dalla sua controparte positiva, mette fatalmente a repentaglio lo sforzo di imporre il rispetto degli interessi collettivi. Essa nega a una determinata società la possibilità di intervenire in nome del bene comune e di stabilire dei limiti che costituiscano una base obbligata ai fini della realizzazione individuale. La libertà negativa, se non bilanciata, incoraggia piuttosto la nascita all’interno della società civile di individui dal potere sconfinato, restii a sottomettersi a uno stato di diritto notevolmente indebolito. Individui liberi, troppo liberi viene voglia di dire, di ‘fare da sé’.” (altro…)

Scambiarsi la veste: i rapporti tra chiesa e stato in un’epoca di attacco alla laicità

giovedì, dicembre 9th, 2010

©churchlight1“Laicità significa spazio pubblico a disposizione di tutti per esercitare, in condizioni di libertà e uguaglianza, i diritti di libertà morale (di coscienza, di pensiero, di religione e di culto, ecc.) e per costruire a partire da questi la propria esistenza: uno spazio voluto dagli uomini indipendentemente da Dio, etsi Deus non daretur; una “città degli uomini” in cui ci sia spazio per tutti, credenti e non credenti. Si può anche aggiungere: una città che offre a tutti coloro che la ricercano la possibilità della salvazione in un destino immortale ultramondano, consentendo loro la pratica dei loro riti e l’amministrazione dei propri sacramenti salvifici, ma che non prevede una salvazione universale – della città umana come tale e di tutti i suoi membri – attraverso l’adozione di una religione ufficiale; onde chi vuole perdersi in una visione della vita puramente terrena è perfettamente libero di vivere la vita cittadina, come tutti gli altri.” (altro…)

La libertà dei servi

venerdì, novembre 19th, 2010

©theshow“Per questa sua capacità di beneficare e di affascinare, la corte nasce con facilità e si rafforza in breve volgere di tempo. In Italia è rinata e ha messo radici all’ombra delle istituzioni repubblicane per effetto del potere enorme di Silvio Berlusconi e dell’acquiescenza di gran parte dell’élite politica. La sua persona è al disopra e al centro rispetto a tutti gli altri che si muovono nell’agone politico e ai normali cittadini. Non dipende da altri che hanno più potere, mentre da lui dipendono direttamente centinaia di migliaia di persone che per conservare benefici devono adoperarsi per lui. Silvio Berlusconi non prende ordini, li impartisce. Deve accettare limiti al proprio potere, e a volte deve anche fare concessioni ad alcuni dei cortigiani più intraprendenti, ma la sua superiorità e la sua centralità non sono in questione.” (altro…)

Una proposta di cambiamento: Avere o essere? di Erich Fromm

domenica, settembre 19th, 2010

©nike“Se le sfere economica e politica della società devono subordinarsi allo sviluppo umano, è evidente che a determinare il modello della nuova società saranno le esigenze dell’individuo non alienato, orientato verso l’essere. Ciò significa che gli uomini non dovranno né vivere in condizioni di inumana povertà (questo costituisce ancora il problema principale di gran parte degli abitanti della Terra) né dovranno essere obbligati (come accade invece ai benestanti del mondo industrializzato) a far proprio il modello dell’Homo consumens dalle leggi inerenti alla produzione capitalistica, le quali richiedono un continuo aumento della produzione e quindi obbligano a un consumo via via crescente. Se gli esseri umani debbono diventare liberi e cessare dall’alimentare l’industria mediante un consumismo patologico, è chiaramente indispensabile una trasformazione di carattere radicale del sistema economico; in altre parole, bisogna mettere fine all’attuale situazione, in forza della quale un’economia sana è possibile solo a prezzo della condizione patologica degli esseri umani. Il problema è dunque quello di costruire un’economia sana per gente sana.” (altro…)

La Costituzione: una bussola democratica

giovedì, maggio 29th, 2008

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La costituzione è la legge fondamentale di uno stato moderno, cioè di un insieme di persone che, condividendo in linea generale presupposti storici e culturali, organizza la propria convivenza in un territorio. Si tratta quindi di un documento che regola le forme basilari di relazione e di associazione di una comunità politica, definendo i diritti fondamentali dei cittadini e articolando e limitando le modalità di esercizio del potere. La costituzione è il nucleo delle attuali democrazie in quanto ne individua i valori che, al di là di ogni forma e procedura, la sostanziano: la libertà e l’uguaglianza, la cui costante tensione è tenuta in equilibrio dalla solidarietà e dalla partecipazione alla vita pubblica. (altro…)

Malattie della libertà

sabato, gennaio 19th, 2008

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“…ma lo sapete che oggi molti giovani rubano, senza troppi problemi, e questo avviene anche fra gli scout?” Questa frase, detta distrattamente in una delle tante riunioni di redazione per progettare temi ed uscite della rivista per educatori scout, “R/S Servire”, è stato lo spunto di riflessione per far nascere un numero monografico sulla “libertà malata”. Ovviamente un tema del genere è complesso e delicato, ma la rivista non ha nessuna pretesa di esaurire l’argomento, anche se ogni articolo cerca di approfondirne alcuni aspetti. Da dove viene la libertà e cosa significa essere uomini liberi? Quali sono gli atteggiamenti che possono determinare una libertà malata? Che significato ha la libertà nell’esperienza cristiana? Queste ed altre domande, al centro di altrettanti articoli, costituiscono la spina dorsale di questo numero che accompagna il lettore in un difficile viaggio. R/S Servire, rivista sconosciuta ai più, esce con cadenza trimestrale e cerca di approfondire un tema per ogni uscita con l’obiettivo di aiutare la riflessione pedagogica di chi educa con lo scautismo. La redazione è composta da capi dell’AGESCI, che hanno ricoperto o ricoprono attualmente incarichi nei diversi livelli associativi. Oltre al fatto che il linguaggio, i contenuti ed il taglio tocchino un patrimonio di esperienze che mi appartengono, in quanto capo scout, penso che la lettura di questa rivista in genere, e di questo numero (n°1, 2005) in particolare, possa offrire uno spunto utile anche per chi è più lontano da questa realtà.

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