I costi sociali e morali della riforma della giustizia
giovedì, novembre 19th, 2009
“A questo punto i nostri politici hanno avuto un colpo di genio (quello che, sciaguratamente, stanno avendo anche adesso, a circa dieci anni di distanza). Se non riusciamo a fare quello che vogliamo perché la Costituzione ce lo impedisce, beh, che problema c’è? Cambiamo la Costituzione nella parte in cui reca i principi che non ci permettono di fare quello che vogliamo. E poi facciamo quello che vogliamo. Insomma: se la Costituzione dice che è irragionevole non considerare prova valida nel processo quello che è stato acquisito come prova nella fase delle indagini dal Pubblico Ministero, cambiamo la Costituzione e facciamole dire una cosa diversa.”
“Quello che nessuno dice mai [...] è che l’autonomia e l’indipendenza dei Giudici, il loro non dover rispondere a nessuno (a nessun politico, nessun ricco, nessun potente; ma al CSM sì, eccome!), il loro indagare, decidere, “giudicare” senza pressioni, istruzioni, segnalazioni ecc.; tutto questo costituisce una garanzia per i cittadini. Non per i Giudici, per i cittadini.” (continua…)
