Posts Tagged ‘manager’

La cultura del nuovo capitalismo

domenica, marzo 20th, 2011

©hangedhead“Un Io orientato sul breve periodo, concentrato sulle abilità potenziali, disponibile ad abbandonare le esperienze passate è – per esprimersi con gentilezza – uno strano tipo di essere umano. La maggior parte delle persone non è fatta così: le persone hanno bisogno di una biografia coerente, sono orgogliose di saper fare bene determinate cose e danno valore alle esperienze che hanno fatto nel corso della loro vita. Perciò, l’ideale culturale promosso dalle nuove istituzioni danneggia molte persone che vivono in esse.” (continua…)

La cultura organizzativa della trasparenza

lunedì, marzo 29th, 2010

©sachlichkeit“Molti leader continuano a comportarsi come se potessero tener nascoste verità scomode o dannose, in modo che il mondo esterno non ne sia informato, ma è finito il tempo in cui ciò era realmente possibile. La diffusione dei blog ha cambiato l’idea stessa di trasparenza. Un tempo, il peggio che poteva succedere ad un’organizzazione con scheletri nell’armadio era che una persona bene informata, e allo stesso tempo determinata e credibile, decidesse di raccontare tutto a uno stimato giornalista. Oggi, l’autore di denunce, un tempo isolato e vulnerabile, non ha più bisogno di rivolgersi a un cronista, o di giocarsi la carriera appellandosi all’opinione pubblica. Si può dire quello che si sa in modo anonimo, dopo di che i blog provvedono a diffonderlo nel cyberspazio alla velocità degli impulsi elettromagnetici.” (continua…)

La scomparsa dell’Italia industriale

mercoledì, gennaio 9th, 2008

©socket

Il tracollo catastrofico della chimica italiana: “Trattative triangolari occulte, tra finanza politica e industria, condotte a suon di tangenti per concordare alleanze e fusioni, acquisizioni e salvataggi, che hanno distorto in un vastissimo raggio i comportamenti e la mentalità di persone, imprese e istituzioni. Centinaia di chilometri quadrati di splendidi litorali e di ottime superfici agricole in molte regioni italiane sacrificati per costruire stabilimenti condannati ad arrugginire dopo pochi anni perché nati obsoleti o perché ne duplicavano inutilmente altri, o erano balordamente sovradimensionati. Migliaia di vittime, oggi sofferenti oppure defunte, a causa degli elevati tassi di inquinamento di atmosfera, acqua e terra da parte di innumeri sostanze nocive che i poli chimici hanno per decenni spensieratamente diffuso attorno a sé, da Gela a Brindisi, da Ravenna a Porto Marghera, da Augusta Priolo a Mantova.” Così, in poche righe, Luciano Gallino condensa una vicenda esemplare della parabola industriale italiana.

(continua…)