Posts Tagged ‘media’

La tecnica come sapere incorporato

domenica, luglio 9th, 2017

combi“Il corpo è conoscenza, dà senso, crea relazioni: ma la tecnologia interviene, supera la tecnica, in parte le si sovrappone e con essa coesiste, produce la macchina modificando gli spazi, i tempi, le relazioni, la comunicazione: ogni qualvolta si compie una rivoluzione tecnica si compie anche una rivoluzione culturale perché i grandi sistemi tecnici sono pure sistemi culturali.” (altro…)

Orientamento 2017 – Punto cieco democrazia

giovedì, gennaio 12th, 2017

seamistIl ministero degli Esteri della Repubblica Federale tedesca, Frank-Walter Steinmeier, subito dopo il referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, ha espresso ‘a caldo’ un parere negativo sul suo esito. Pur riconoscendo la chiara volontà degli elettori e limitando diplomaticamente le conseguenze del risultato a una crisi di governo, ha giudicato questo un contributo assolutamente non positivo in uno dei periodi più difficili per l’Europa. Renzi avrebbe fatto ‘ciò che è giusto e necessario’, ma non sarebbe stato per questo ‘ricompensato’ dai cittadini (implicitamente ingrati, dunque). Ora, viene da chiedersi, come può uno dei più importanti e stimati politici della Germania e del mondo esprimere un tale giudizio di valore che testimonia la mancanta conoscenza dei pericolosi contenuti della riforma? Non li conosce – e allora bisogna rivedere in parte il giudizio sulla sua figura – oppure li conosce, ma vede soltanto alcune potenziali conseguenze sul piano politico-economico che essi potrebbero garantire e non le gravi conseguenze sul piano democratico? E allora, bisognerebbe a maggior ragione rivedere il giudizio sulla sua figura.
Tralasciando altre ipotesi, più maliziose, ciò è comunque sufficiente per affermare che la questione della democrazia era nel suo discorso un ‘punto cieco’. (altro…)

Backlash all’italiana: la cultura politica conservatrice contro le donne

domenica, febbraio 9th, 2014

butterfly

“Si tratta dunque di un neoconservatismo rancoroso, tradizionalista e un po’ nostalgico dell’Italietta passata, quando le donne stavano al loro posto, a cui corrisponde una cultura popolare diventata egemone grazie al sistema mediatico, in particolare alla televisione, che tanto contribuisce nella società italiana, a formare un senso comune condiviso. Anche se non sono prodotti da un “segreto concilio” che coordina tutto, rappresentazioni mediatiche e discorsi politici finiscono per apparire ai più come un insieme coerente, coincidente con la cultura popolare italiana: si afferma così un tipo di senso comune e si attuano pratiche sociali che hanno al tempo stesso un profondo significato politico e influenzano la vita quotidiana, nonché le minds – nel senso dello spirit dell’atteggiamento – delle donne (e degli uomini) italiani. E la influenzano in maniera considerevole, in ogni momento della vita quotidiana, nelle mille ingiustizie che le donne subiscono da parte di compagni violenti, giudici borbonici (ricordate la sentenza dello stupro della ragazza che portava i jeans?), datori di lavoro sfruttatori.” (altro…)

Senza chiedere il permesso: critica dei media e democratizzazione

domenica, gennaio 19th, 2014

homomonitor

“E’ chiaro dunque che i mezzi di comunicazione potrebbero venire usati in tutt’altra maniera se potessimo utilizzarli in modo attivo anziché passivo. Coloro che li controllano questo non lo dicono e non vogliono farlo sapere. Per cui moltissimi credono che i mezzi di comunicazione siano quello che sembrano e si accontentano di come appaiono. Altri credono che i limiti vengano dai mezzi stessi e o danno loro poca importanza o li rifiutano. Entrambi questi atteggiamenti aumentano il nostro grado di alienazione e rafforzano gli interessi di chi ci aliena. Altri finalmente si rendono conto che i mezzi di comunicazione non sono quello che sembrano e invece di rassegnarsi a subirli si muovono per liberarli.” (Senza chiedere permesso, a cura di Roberto Faenza, Milano 1973, p. 18, citato in Lorella Zanardo, Senza chiedere il permesso, Milano 2012, p. 119) (altro…)

Media e genere: modelli e stereotipi nella costruzione dell’identità femminile maschile

martedì, luglio 9th, 2013

shopwindow

“Gli uomini agiscono e le donne appaiono. Gli uomini guardano le donne. Le donne osservano se stesse essere guardate. Ciò determina non soltanto il grosso dei rapporti tra uomini e donne, ma anche il rapporto delle donne con loro stesse. Il sorvegliante che la donna ha dentro di sé è maschio, il sorvegliato femmina. Ecco dunque che ella si trasforma in oggetto, e più precisamente in oggetto di visione: in veduta.” (citato a p. 77, J. Berger, Questione di sguardi, Milano 1998, p. 49) (altro…)

Il corpo delle donne

domenica, gennaio 20th, 2013

©intothemagazine1“I pericoli derivanti da un quasi monopolio televisivo che trasmette programmi in molti casi inutili o peggio, dannosi non sono stati valutati correttamente il risultato è sotto i nostri occhi: da venticinque anni, la maggior parte delle persone guarda quelle tramissioni rinunciando a essere attrice della propria vita, cedendola in gestione alla tv; in cambio, ne riceve intrattenimento a basso costo. Un paese drogato da una proposta mediatica di sesso a buon mercato, da notizie piccanti a tutte le ore che impediscono di prendere coscienza, di innalzare il livello di consapevolezza su cosa conta veramente nella vita.” (altro…)

Lo stato seduttore

sabato, luglio 30th, 2011

©eye“Non è assolutamente certo che uno Stato accelerato, sovraeccitato e clippato, dunque decerebrato (quali che siano il sangue freddo e la serenità personale del capo, sia di Stato che di governo), sia in grado di far fronte alla gerarchia reale dei compiti e delle priorità. Queste ultime corrispondono assai raramente alla percezione spontanea che ne danno i bombardieri delle news”. (altro…)

La Terza Fase: forme di sapere che stiamo perdendo

sabato, giugno 19th, 2010

©braille2

“Alla fine del XX secolo siamo gradualmente passati da uno stato in cui la conoscenza evoluta si acquisiva soprattutto attraverso il libro e la scrittura (cioè attraverso l’occhio e la visione alfabetica o, se preferiamo, attraverso l’intelligenza sequenziale), a uno stato in cui essa si acquista anche – e per taluni soprattutto – attraverso l’ascolto (cioè l’orecchio) o la visione non alfabetica (che è una specifica modalità dell’occhio), cioè attraverso l’intelligenza simultanea. Perciò siamo passati da una modalità di conoscenza in cui prevaleva la linearità a una in cui prevale la simultaneità degli stimoli e dell’elaborazione”. (altro…)

Fine delle trasmissioni

sabato, dicembre 19th, 2009

tvrest“Con il progressivo avanzamento di nuove generazioni abituate a maneggiare le possibilità offerte dalla convergenza [degli strumenti mediali], la televisione, come la conosciamo noi, è condannata. Non si tratta di saper manipolare tecnologie in forma intuitiva, come pensano i genitori che chiamano i figli ad “accomodare” il computer o a rimettere i canali sul telecomando del televisore. Si tratta di plasmare la propria socializzazione in modo completamente nuovo, attraverso i siti di presentazione di sé, di social networking, di gioco e simulazione, di archiviazione  e condivisione di musica, fotografie, video, i blog, la possibilità di costituire nicchie plurime di interesse e di scopo, l’attitudine a fare con i media sempre più cose contemporaneamente, in una filosofia totalmente multitasking.”

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Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere

domenica, agosto 30th, 2009

A drain

“Le 500 maggiori aziende del mondo controllano oggi circa il 70% del mercato globale. Il loro fatturato nel 1994 equivaleva al 25% del prodotto interno lordo del mondo, nel 2005 ammontava già a più del 33%. Eppure queste imprese danno lavoro solo allo 0,05% della popolazione mondiale, quindi nessuno può sostenere che abbiano creato posti di lavoro. In effetti per colpa loro sono stati annientati numerosi posti in piccole e medie imprese e nell’agricoltura.

Se accostiamo il PIL dei Paesi più ricchi al fatturato delle principali multinazionali ci accorgiamo che tra le cento maggiori potenze economiche troviamo tanti Stati quante aziende: – al 1° posto USA: PIL 13.202 mld (miliardi di dollari) – al 2° posto Giappone: PIL 4.340 mld – al 3° posto Germania: PIL 2.950 mld – al 4° posto Cina: PIL 2.668 mld – al 5° posto Regno Unito: PIL 2.345 mld – al 7° l’Italia: PIL 1.845 – al 22° posto la prima multinazionale Wal-Mart (catena di supermercati americana) – al 23° posto la ExxonMobil (Esso e Mobil) – al 26° Royal Dutch Shell. I dati confermano: molte multinazionali sono economicamente più forti di interi stati.”
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