Salviamo l’Italia!
giovedì, gennaio 19th, 2012
“Aggiungerei anche l’idea delle “riforme mobili” [...]. Non si tratterebbe di “riforme” come quelle di cui oggi si sente parlare – la riforma pensionistica (ossia i tagli alle pensioni), la riforma dell’equilibrio dei poteri (ossia distruggerlo), la riforma della Costituzione (no comment). Sarebbero invece riforme che coinvolgono i cittadini stessi in una dinamica di decision making che parte dal basso verso l’alto […]. Idealmente, le “riforme mobili” sono quelle che, strada facendo, portano la gente a interessarsi alla politica, ad autorganizzarsi, a prendere parte continuativa nel processo riformatore. In questo schema gli individui non sono solo i destinatari passivi delle politiche che discendono dall’alto, ma diventano rapidamente cittadini attivi, critici e dissenzienti. Un’idea simile porterebbe al capovolgimento della politica come la conosciamo ora, perché imporrebbe ai politici di diffondere il potere, invece di concentrarlo. Il concetto delle “riforme mobili” può essere applicato a molte sfere diverse – all’ambiente con la raccoltà differenziata, il risparmio energetico e altre misure che partono dalle famiglie stesse, alle politiche partecipative con la creazione di veri forum dei cittadini (non quelli fasulli della “consultazione”).”. (continua…)
