Posts Tagged ‘Politici’

I costi sociali e morali della riforma della giustizia

giovedì, novembre 19th, 2009

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“A questo punto i nostri politici hanno avuto un colpo di genio (quello che, sciaguratamente, stanno avendo anche adesso, a circa dieci anni di distanza). Se non riusciamo a fare quello che vogliamo perché la Costituzione ce lo impedisce, beh, che problema c’è? Cambiamo la Costituzione nella parte in cui reca i principi che non ci permettono di fare quello che vogliamo. E poi facciamo quello che vogliamo. Insomma: se la Costituzione dice che è irragionevole non considerare prova valida nel processo quello che è stato acquisito come prova nella fase delle indagini dal Pubblico Ministero, cambiamo la Costituzione e facciamole dire una cosa diversa.”
“Quello che nessuno dice mai […] è che l’autonomia e l’indipendenza dei Giudici, il loro non dover rispondere a nessuno (a nessun politico, nessun ricco, nessun potente; ma al CSM sì, eccome!), il loro indagare, decidere, “giudicare” senza pressioni, istruzioni, segnalazioni ecc.; tutto questo costituisce una garanzia per i cittadini. Non per i Giudici, per i cittadini.” (altro…)

Lo strano caso del generale Mori

mercoledì, aprile 29th, 2009

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“Sono rimasto impressionato perché Ilardo era grosso e imponente nella figura, il colonnello Mori è più piccolo di me, per cui vidi anche diciamo… l’imponenza di questo fatto mi colpì. E disse: Certi attentati commissionati, commessi da Cosa Nostra non sono stati certo voluti da noi, ma bensì da voi e dallo Stato. […] Certi attentati che noi abbiamo commesso non sono stati commessi per nostro interesse, ma provengono da voi.” Parole forti che avrebbero dovuto generare nel colonnello Mori una replica feroce, e invece “lo vedo stringersi su se stesso e girare i tacchi.” (altro…)

La panpolitica

martedì, gennaio 29th, 2008

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“Il problema delle nostre élite politiche, quindi, non sta tanto nel loro profilo morfologico-curricolare [cioè nella loro identità e nella loro formazione], ma nel costituire sempre più una nomenclatura pronta a mortificare il bene comune a favore di centri di potere articolati per interessi: una sorta di rete panpolitica […]. L’essere élite e sempre meno classe dirigente è basato sulla distanza [crescente] che intercorre tra le élite e le esigenze del paese.” Certo non useremmo comunemente queste parole per esprimere la condizione della politica in Italia, ma, nonostante ciò, ci troviamo sostanzialmente d’accordo con quanto sostiene l’équipe di ricercatori guidata da Carlo Carboni. Aggiungeremo però l’impressione che questa “rete panpolitica” è ben appiccicosa, una sorta di ragnatela, nella quale più ti muovi per liberarti – o per ristabilire la giustizia o per raccogliervi informazioni, il che fa quasi lo stesso nel nostro caso -, più ti aggrovigli e rischi di essere mangiato.

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La scomparsa dell’Italia industriale

mercoledì, gennaio 9th, 2008

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Il tracollo catastrofico della chimica italiana: “Trattative triangolari occulte, tra finanza politica e industria, condotte a suon di tangenti per concordare alleanze e fusioni, acquisizioni e salvataggi, che hanno distorto in un vastissimo raggio i comportamenti e la mentalità di persone, imprese e istituzioni. Centinaia di chilometri quadrati di splendidi litorali e di ottime superfici agricole in molte regioni italiane sacrificati per costruire stabilimenti condannati ad arrugginire dopo pochi anni perché nati obsoleti o perché ne duplicavano inutilmente altri, o erano balordamente sovradimensionati. Migliaia di vittime, oggi sofferenti oppure defunte, a causa degli elevati tassi di inquinamento di atmosfera, acqua e terra da parte di innumeri sostanze nocive che i poli chimici hanno per decenni spensieratamente diffuso attorno a sé, da Gela a Brindisi, da Ravenna a Porto Marghera, da Augusta Priolo a Mantova.” Così, in poche righe, Luciano Gallino condensa una vicenda esemplare della parabola industriale italiana.

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Casta

mercoledì, dicembre 19th, 2007

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Casta! O forse sarebbe meglio dire: basta! In questo termine con cui due giornalisti, Rizzo e Stella, hanno cercato brillantemente di descrivere e denunciare la posizione e l’attività dell’élite politica italiana troviamo espressa la nostra insofferenza di cittadini, nonostante tutto democraticamente educati, per la condizione di inaccettabile separatezza dei nostri rappresentanti nel governo della cosa pubblica. Non è ammissibile la costituzione sistematica di privilegi, di reti di relazioni fondate su favori e parentele, di commistioni oscure con il potere economico e mediatico, e soprattutto di regimi di immunità  che diventa impunità  in barba allo spirito delle garanzie formali concesse ai deputati. La democrazia non è costituita solo da forme e procedure che preservano valori, ma è anche e soprattutto la sostanza di quei valori.

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