Posts Tagged ‘potere’

Costrizioni corporee

lunedì, luglio 27th, 2015

 

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“La vedova indiana porta il segno di una violenta non accettazione sociale. O viene distrutta nel corpo e nell’anima o decide di sacrificare il proprio corpo.”
Culture antiche o recenti, di ogni angolo del pianeta, hanno sviluppato i più ingegnosi metodi per regolamentare la vita quotidiana, gli eventi solenni, i reati, le classi, le caste di appartenenza. Il controllo sociale è stato spesso esercitato direttamente sul corpo fisico delle genti a loro soggette, infierendo particolarmente sulle donne.
Per assicurare il consenso era necessario incorporare queste normative nel tessuto tradizionale, culturale e soprattutto religioso delle comunità, ma per garantirne l’efficacia non c’era niente di meglio che imprimerle sulla pelle stessa delle persone, agendo sul loro aspetto, sulla loro sensibilità, sul dolore, segregando, torturando… Leggendo come venivano accettate certe pratiche, si rimane sgomenti di fronte a quelle che oggi appaiono come assurdità, quando non autentici orrori.

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Costruzione di genere maschile e potere in Italia: Mimì metallurgico ferito nell’onore

venerdì, maggio 30th, 2014

©gloves“Voglio dire che razionalmente io ritenevo giusto, anzi sacrosanto, dare più spazio alle donne, eliminare la rigidità dei ruoli nel rapporto e così via; tuttavia, come uomo, io dovevo – devo – affrontare un problema di identità; io cedo loro molti territori, mi ritiro da parecchie posizioni, senza sapere bene dove andare. Un cedimento – una serie di cedimenti – non drammatico, non castrante, nella fase in cui la politica, vissuta come impegno totale, è a un livello molto alto; ma che sembra insostenibile quando questo livello si abbassa paurosamente.” (testimonianza relativa agli anni ‘70 raccolta in M. Rusconi, Amore plurale maschile, Milano 1990, p. 81; citato in M. Bellassai, L’invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell’Italia contemporanea, Roma 2011, p. 134). (altro…)

Il crocifisso negli edifici pubblici come simbolo della cultura politica italiana

mercoledì, maggio 8th, 2013

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“Evviva il crocifisso tricolore; evviva l’interpretazione del simbolo del Calvario come veicolo di un’identità culturale e nazionale, anziché di un messaggio propriamente religioso e originariamente ecumenico; abbasso una sentenza, quella di Strasburgo, che condannando l’obbligatorietà del crocifisso nelle scuole si è limitata a esprimere il senso comune dello ius moderno in materia di libertà di coscienza, l’ovvietà per cui un uso sociale dei simboli religiosi non può diventare sopruso istituzionale. Tale l’atteggiamento della classe politica italiana, di destra di centro di sinistra, a proposito del contenzioso sul crocifisso. E non una figura di rilievo della Repubblica – neppure il suo supremo garante, il capo dello Stato – che si levasse nel 2009, né si levi oggi a dire: evviva il muro bianco. Evviva uno spazio vuoto, per aprire l’Italia al mondo fin dalle pareti di scuole sempre più frequentate da figli dell’altrove. Evviva una ricerca di simboli nuovi, meno storicamente divisivi, più indiscutibilmente universali”. (altro…)

Per una rivoluzione femminile della politica

domenica, marzo 9th, 2008

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“Appare certa tutta l’assurdità e l’insopportabilità di un’organizzazione politica della società che per secoli ha pressoché escluso la metà del genere umano”. Già, la nostra consapevolezza democratica non può far a meno di giudicare la condizione tradizionale di esclusione delle donne dal potere politico come un’ingiustizia incomprensibile. Ma questa presa di coscienza è possibile solo ora, nel momento in cui giunge lentamente a maturazione una critica radicale della gerarchia dei sessi avviatasi solo qualche decennio fa. La scena politica mondiale dell’inizio del sec. XXI mostra i primi segni di un cambiamento: vi si scorge il ruolo di primo piano assunto da alcune donne – circostanza il cui rilievo non è tanto quello di portare a compimento l’emancipazione femminile, quanto quello di fornire un’opportunità di rivoluzione della politica per tutto il genere umano. Le donne possono essere infatti le protagoniste di un mutamento profondo e quanto mai necessario dell’essenza e dei modi del governo del mondo.

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La panpolitica

martedì, gennaio 29th, 2008

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“Il problema delle nostre élite politiche, quindi, non sta tanto nel loro profilo morfologico-curricolare [cioè nella loro identità e nella loro formazione], ma nel costituire sempre più una nomenclatura pronta a mortificare il bene comune a favore di centri di potere articolati per interessi: una sorta di rete panpolitica […]. L’essere élite e sempre meno classe dirigente è basato sulla distanza [crescente] che intercorre tra le élite e le esigenze del paese.” Certo non useremmo comunemente queste parole per esprimere la condizione della politica in Italia, ma, nonostante ciò, ci troviamo sostanzialmente d’accordo con quanto sostiene l’équipe di ricercatori guidata da Carlo Carboni. Aggiungeremo però l’impressione che questa “rete panpolitica” è ben appiccicosa, una sorta di ragnatela, nella quale più ti muovi per liberarti – o per ristabilire la giustizia o per raccogliervi informazioni, il che fa quasi lo stesso nel nostro caso -, più ti aggrovigli e rischi di essere mangiato.

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