Posts Tagged ‘repubblica’

Per una cultura politica repubblicana

lunedì, settembre 19th, 2016

furrow

“Gli ordinamenti costituzionali e le leggi, anche i migliori, non sono sufficienti a proteggere la repubblica dall’aggressione esterna, dalla tirannide e dalla corruzione se non sono sostenuti da quella particolare forma di saggezza che fa capire ai cittadini che il loro interesse individuale è parte del bene comune; da quella generosità dell’animo e da quella giusta ambizione che li spinge a partecipare alla vita pubblica; da quella forza interiore che dà la determinazione di resistere contro i potenti e gli arroganti che vogliono opprimere. Ma quella saggezza, quella giusta ambizione, quella generosità dell’animo non sono altro che i diversi aspetti di quella virtù che gli scrittori politici repubblicani chiamavano virtù civile, perché è la virtù di chi vuole e sa vivere come cittadino. Il cuore del repubblicanesimo è la carità laica, ovvero quella passione che ci fa sentire l’oppressione, la violenza, l’ingiustizia e la discriminazione perpetrate contro altri come atti che ci offendono come se noi fossimo le vittime. Proprio perché è figlia della carità, la politica repubblicana non aspira a rendere gli uomini felici, ma a ridurre la sofferenza umana.” (altro…)

Pensieri sulla Repubblica – Partito d’azione

martedì, marzo 8th, 2016

holemblem“Il Partito d’azione aspira alla fondazione di una società di uomini liberi, in cui l’eguaglianza politica e sociale dei cittadini segni la fine di ogni oppressione dell’uomo sull’uomo. Il Partito d’azione è perciò innanzi tutto l’interprete delle aspirazioni di giustizia e di libertà dei lavoratori: operai, contadini, artigiani, tecnici, intellettuali e quanti altri vivono del proprio lavoro senza sfruttare il lavoro altrui.” (altro…)

Prendersi cura dell’Europa

domenica, gennaio 10th, 2016

Untitled“Non è vero che la storia non insegna niente. Ma dispensa i suoi insegnamenti solo a quanti vogliono mettere a profitto le esperienze del passato. Per l’Europa, la lezione è chiara: il suo peggior nemico, infiltrato come un virus nel suo patrimonio genetico, e come un virus capace delle più strane trasformazioni, è il particolarismo nazionale, statale, ideologico: scelta dell’autarchia o aspirazione al ruolo egemonico, qualunque ne siano le giustificazioni. Non c’è niente a indicare che esso è ormai inoffensivo. Tutto induce piuttosto a credere che si sia addormentato in attesa di ritrovare la sua virulenza. È solo a condizione di produrre un vaccino contro le sue forme future, ancora non prevedibili, che si può sperare di concludere felicemente la terza unificazione europea.” (Krzystof Pomian, L’Europa e le sue nazioni, Milano 1990, p. 234).

(altro…)

La tradizione repubblicana nella storia d’Italia

lunedì, maggio 30th, 2011

©mist&pillar

Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. (altro…)

L’ “Anello” della Repubblica: l’Italia come laboratorio di forme di potere occulte

sabato, ottobre 9th, 2010

©theringofrepublic

“Se l’ossessione americana dell’anticomunismo, la splendida e ingombrante posizione geografica della nostra penisola, la presenza in casa del Vaticano, non bastassero a spiegare la nascita di quella che ormai viene pacificamente accettata come la “doppia lealtà” e “la sovranità limitata del nostro Stato”, possiamo aggiungere un’ulteriore causa di menomazione che è l’assenza di una classe politica e dirigenziale educata al senso di appartenenza allo Stato democratico. Questa mancanza non è stata frutto del caso, ma è figlia legittima della sostanziale continuità tra la nascente Repubblica e le istituzioni fasciste, compresi gli stessi funzionari. Se ciò avvenne non fu solo a causa dell’ambiguità e della compiacenza italica, ma anche di una strategia ben studiata: quella di reclutare tutto il personale del vecchio regime, a cominciare dagli agenti dell’Ovra, la polizia fascista, per innestarlo nei gangli del nuovo Stato. Era quello l’antidoto naturale all’attecchimento del comunismo”. (altro…)

Il sommerso della Repubblica

martedì, marzo 9th, 2010

©blackmask“Sappiamo bene, e lo abbiamo già rilevato, che la radice del totalitarismo fascista affonda nel corpo sociale della nazione, là dove sono privilegi che non vogliono cedere il passo alla giustizia che avanza fatalmente in una società democratica, là dove sono angustie mentali, egoismi e chiusure, là dove si teme la libertà e non si crede alla sua forza creativa, redentrice e in definitiva ordinatrice e garante, là dove si guardano in superficie le cose ed il cammino della storia, là dove ci si affida incautamente alla illusoria efficacia risolutrice della forza.” (Aldo Moro, 1962) (altro…)

Autobiografia di una Repubblica

sabato, gennaio 9th, 2010

©torn“l’uomo di successo che si è fatto da solo; il «clan» che ha creato sin dagli inizi e che per lui è una specie di famiglia allargata e rassicurante; il carisma animalesco e ben tangibile […]; la sua ostentata ignoranza […] per tutto ciò che è complicato e che va al di là dei sentimenti elementari, delle intuizioni primarie, del diritto di natura […]; a dirla in breve, si tratta di una mistura sapiente tra la forza della televisione e la democrazia plebiscitaria, che capita in una fase di smarrimento massimo della società  e di assenza pressoché completa di ogni principio e autorità. […] Celentano farà scuola. Ha messo in moto un meccanismo, ha reso visibile il fascino ipnotico della televisione, ha dimostrato che una massa cospicua di italiani è inerme, disponibile alla suggestione di un guru attrezzato per la bisogna, stufa e arcistufa dei farisei di sempre e dei sepolcri imbiancati. Qualcuno prima o poi perfezionerà l’esperienza, la volgerà a un fine mirato e politico”. (Eugenio Scalfari, Il nostro guru del sabato sera, in “La Repubblica” 15 dicembre 1987, cit. a p. 155-156) (altro…)


facebook like