Posts Tagged ‘Resistenza’

Una carriera politica esemplare: Tina Anselmi dalla Resistenza alla contro la P2

giovedì, ottobre 10th, 2013

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“La nostra storia di italiani ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati. E concimati attraverso l’assunzione di responsabilità di tutto un popolo. Ci potrebbe far riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni – quanto libere? -, non è soltanto progresso economico – quale progresso e per chi? È giustizia. È rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. È tranquilità per i vecchi e speranza per i figli. È pace.” (altro…)

La Resistenza in contesto: la complessa storia del movimento di liberazione armata dell’Italia dall’occupazione nazi-fascista

venerdì, marzo 1st, 2013

©paintings“Senza la resistenza armata, probabilmente, avremmo avuto un’Italia monarchica, e non sarebbe stata scritta una costituzione profondamente innovativa sul piano della giustizia sociale. E quindi è la resistenza armata che si sviluppa entro i confini nazionali ad avere un’immediata influenza sulle vicende politico-sociali del paese. È l’organizzazione di un esercito volontario che combatte a fianco degli Alleati l’indispensabile strumento che fornisce autorevolezza e credibilità ai partiti antifascisti. Una resistenza politica senza la creazione di un esercito partigiano sarebbe stata priva di ogni capacità contrattuale.” (altro…)

Indignatevi! Un appello per una nuova resistenza

martedì, marzo 29th, 2011

anti-fascist“Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.” (Primo Levi, Un passato che credevamo non dovesse tornare più, in “Corriere della Sera” dell’8 maggio 1974). (altro…)

La memoria della Resistenza e la legittimità della Costituzione

giovedì, marzo 19th, 2009

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“Non avrei mai pensato che si dovesse cogliere l’occasione dell’anniversario del 25 Aprile, non tanto per rievocare gli eventi di quei giorni, quanto per spiegarne il significato storico, per farli capire a coloro che dopo mezzo secolo mostrano di non averli ancora capiti. La miglior prova della confusione che regna nel dibattito di questi giorni è la reiterata richiesta di «riconciliazione», senza che a questa parola si dia o si voglia dare un senso preciso. Sia detto allora una volta per sempre che, da un lato, l’Italia fascista, che è cominciata con una dittatura ed è finita alleata della Germania nazista, e, dall’altro, l’Italia, che dopo la caduta del fascismo, attraverso la guerra a fianco degli Alleati nel Sud e la guerra partigiana contro i tedeschi e i neo-fascisti della Repubblica di Salò nel resto del Paese, è rientrata a far parte delle nazioni civili e ha avviato un processo di democratizzazione che dura tuttora, sono storicamente irriconciliabili. Non so con quali argomenti si possa sostenere il contrario. Stato totalitario e democrazia sono antitetici.” (Norberto Bobbio, Democratici e no, in “La Stampa”, 25 aprile 1994) (altro…)

Bianco su nero: crisi e vitalità dell’antifascismo

domenica, novembre 9th, 2008

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“Il significato epocale della Resistenza risiede esattamente in questo: nel segnare una discontinuità unica nella storia d’Italia, nel suggellare il tentativo di pochi di promuovere a beneficio di molti un mutamento nella forma e nella sostanza delle istituzioni, il passaggio a uno stato democratico, la creazione di nuovi rapporti sociali”. “Insomma, può ben darsi che l’antifascismo giaccia oggi sul suo letto di morte: malato terminale di ritualità, di credibilità, di senilità, e addirittura di eccentricità. Ma può essere che valga la pena di impegnarsi a mantenerlo in vita ancora un po’ – almeno finché non si sia trovato di meglio –  senza meritare con questo una denuncia per accanimento terapeutico. E forse il tentativo è tanto più opportuno, o addirittura necessario nel contesto della vita politica italiana, dove la morte dell’antifascismo rischia di significare non già una rinascita, ma l’agonia della democrazia”. (altro…)


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